Disturbi alimentari – Sempre più giovanissimi ne soffrono

Disturbi alimentari – Sempre più giovanissimi ne soffrono.

anoressia bulimiaI Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) sono caratterizzati da una alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del corpo. Negli ultimi anni il numero di pre-adolescenti e adolescenti che ne soffrono è cresciuto in maniera vertiginosa.

Quali sono i disturbi alimentari più comuni?

Tra i disturbi alimentari più comuni tra i giovanissimi vi sono l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa  e il disturbo evitante/restrittivo.

Anoressia nervosa.

L’anoressia nervosa è caratterizzata da una volontaria restrizione alimentare dovuta ad un’eccessiva preoccupazione per il peso e le forme corporee. Si esprime con una continua paura di ingrassare e nella ricerca ossessiva della magrezza. Comportamenti tipici di chi soffre di anoressia nervosa sono il digiuno, il vomito autoindotto o l’abuso di lassativi o diuretici.

A lungo andare, questo disturbo porta a delle conseguenze gravi per la salute. Un campanello d’allarme può essere l’assenza di mestruazioni per più di 3 mesi. Altre conseguenze per la salute sono: perdita dei capelli, caduta dei denti, insufficienza renale e arresto cardiaco.

L’anoressia si sviluppa, nel 90% dei casi, nel sesso femminile e l’età media di insorgenza dell’anoressia è 16 anni. Nel 15-20% dei casi il disturbo diventa cronico e in circa la metà dei casi c’è un passaggio verso la bulimia nervosa.

Bulimia nervosa.

La bulimia nervosa è un grave disturbo alimentare che esordisce solitamente nella tarda adolescenza (18-22 anni). Rispetto all’anoressia, questo disturbo è più difficile da riconoscere. Coloro che ne soffrono, infatti, mantengono un rapporto tra peso e altezza apparentemente adeguato.

Il sintomo tipico della bulimia sono le frequenti “abbuffate”, ossia l’assunzione in un tempo relativamente breve di una quantità di cibo eccessiva. A questo si aggiungono condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, digiuno o esercizio fisico eccessivo.

Le conseguenze della bulimia per la salute sono devastanti: il vomito autoindotto causa problemi gastrici, erosione dello smalto dentale, disidratazione, ipopotassiemia (carenza di potassio nel sangue) e disfunzioni cardiache.

Tra nuovi  disturbi alimentari, vi è anche il disturbo evitante/restrittivo.

Il disturbo evitante/restrittivo è stato recentemente introdotto nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) dell’Associazione Americana di Psichiatria.

A soffrire di questo disturbo sono bambini e adolescenti che appaiono scarsamente interessati al cibo. Lo evitano per le sue caratteristiche sensoriali (ipersensibilità al colore, odore, consistenza, temperatura) o per le possibile conseguenze negative che l’atto del mangiare può provocare (es. vomito, mal di stomaco, soffocamento).

Il disturbo evitante/restrittivo può determinare un eccessivo calo di peso e interferire con la normale  crescita in altezza e peso del bambino e dell’adolescente. Può, inoltre, causare: ipotermia, alterazioni del battito cardiaco, anemia e deficit nutrizionali.

Disturbi alimentari, quali sono le cause?

I disturbi alimentari sono malattie complesse, determinate da più fattori. Questi disturbi possono essere scatenati dai cambiamenti fisici e dai disagi psicologici tipici del passaggio dall’infanzia all’età adulta. Il cibo, in questa fase, diventa il “mezzo” per sfogare le proprie insicurezze: o con il rifiuto diretto, o con l’eccessivo abuso.

Sicuramente, però, questi disturbi sono correlati anche con lo sviluppo di stereotipi e modelli socioculturali che fa corrispondere ideale di bellezza con la magrezza.

E in cui l’eccesso di peso assume un valore sociale altamente negativo. Questi modelli  sono proposti dalla TV, dal web e dai social network. Ma anche dalla famiglia e dal gruppo dei coetanei che spesso, a loro volta, esaltano l’ideale della magrezza e incoraggiano comportamenti alimentari sbagliati.

Cosa puoi fare se tuo figlio soffre di uno dei disturbi alimentari?

Bisogna, innanzitutto, ricordare che cercare il perché e colpevolizzare sé stessi o gli altri non aiuta. Il senso di colpa, oltre a causare dissapori tra i genitori, che magari si incolpano a vicenda, impedisce di vedere le vie di uscita. Allo stesso modo, è importante che i genitori non colpevolizzino la persona malata.

Al bando quindi critiche e giudizi.

È importante che la famiglia sia unita verso un obiettivo comune: far riconoscere all’adolescente di avere un problema e aiutarlo a sconfiggerlo.

Dialoga con tuo figlio, basando la comunicazione con lui sull’ascolto e sull’osservazione di quello che accade. L’obiettivo è quello di farlo aprire, in modo che riesca a esprimere ciò che lo fa star male: inadeguatezza, insicurezza, paura, vergogna e senso di colpa.

La strada per uscire dai disturbi alimentari è lunga e difficile. Necessario è che tutti i componenti della famiglia ricorrano a un sostegno psicologico.

Cristina Caramma

Take Home Message
I disturbi alimentari sono caratterizzati da una alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del corpo. Negli ultimi anni il numero di pre-adolescenti e adolescenti che ne soffrono è cresciuto in maniera vertiginosa. Tra i disturbi più comuni:  anoressia nervosa, bulimia nervosa e disturbo evitante/restrittivo. I disturbi alimentari sono correlati con lo sviluppo di un modello socioculturale che fa corrispondere ideale di bellezza con l’eccessiva magrezza. Se tuo figlio soffre di un disturbo alimentare, evita critiche, giudizi e colpevolizzazioni. Dialoga con lui, in modo che esprima cosa lo fa stare male. La strada per uscirne è lunga e difficile. Necessario è che tutti i componenti della famiglia ricorrano a un sostegno psicologico.

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Ultimo aggiornamento: 23 maggio 2018

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