Vaccini – A che punto siamo?

Vaccini - A che punto siamo?

Vaccinarsi è una scelta per il bene individuale e collettivo. Che dice la legge? E quali sono i numeri della copertura vaccinale nel nostro Paese?

Con la fine della torrida estate 2017, sembra sia definitivamente spenta anche la brace delle polemiche esplose con la decisione del ministro della salute, Beatrice Lorenzin, di ampliare il numero delle vaccinazioni obbligatorie e di usare la forza della legge (e soltanto quella!) contro gli integralisti no-vax. Legge peraltro, confermata nei suoi termini prescrittivi dal parere reso dal Consiglio di Stato al quesito posto dal presidente della Regione Veneto.

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 5 agosto 2017, la nuova legge n. 119/2017 contiene “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci”.

Vaccini – Quali sono le novità introdotte dalla nuova normativa?

 Le vaccinazioni gratuite e obbligatorie per legge sono passate da quattro a dieci:

  • Anti-poliomielitica
  • Anti-difterica
  • Anti-tetanica
  • Anti-epatite B
  • Anti-pertosse
  • Anti-Haemophilus tipo b
  • Anti-morbillo
  • Anti-rosolia
  • Anti-parotite
  • Anti-varicella

L’obbligatorietà dipende dall’anno di nascita dei bambini e dei ragazzi nella fascia d’età compresa tra 0 e 16 anni. In altre parole, non tutti i vaccini sono obbligatori per tutti, alcuni sono “fortemente raccomandati” e comunque, gratuiti.

Secondo la tabella riassuntiva pubblicata dal Ministero della salute, per i bambini e i ragazzi nati a partire dal 2001 sono obbligatorie tutte le vaccinazioni elencate, tranne quella anti-varicella. I bambini nati dal 2012 potranno effettuare gratuitamente altre due vaccinazioni, non obbligatorie, ma fortemente raccomandate: l’anti-pneumococcica e l’anti-meningococcica C.  Per tutti i bambini nati a partire dal 2017, sono fortemente raccomandati anche i vaccini anti-rotavirus e anti-meningococco B.

Vaccini – Se non si rispetta l’obbligo vaccinale…

Le polemiche seguite all’entrata in vigore delle nuove disposizioni in materia di prevenzione vaccinale si sono concentrate in particolare, sull’obbligo per i genitori o tutori di bambini iscritti ai nidi e alle scuole dell’infanzia di documentare l’effettuazione dei vaccini obbligatori o la prenotazione della seduta vaccinale, o ancora, di auto-dichiarare l’avvenuta vaccinazione del minore: la presentazione della documentazione relativa alle vaccinazioni è un requisito di accesso ai  nidi e ai servizi per l’infanzia. Così non è, invece, per i bambini e i ragazzi iscritti alla scuola dell’obbligo e ai centri di formazione professionale regionale, per i quali quindi, la mancata presentazione della documentazione non preclude l’accesso alla scuola. Tuttavia, nel caso di accertata inadempienza dell’obbligo vaccinale, senza una motivazione congrua e documentata, le ASL possono intervenire per sollecitare la vaccinazione del minore e – come ultima spiaggia – attivare il sistema delle sanzioni nei confronti dei genitori o del tutore.

L’obbligatorietà dei vaccini viene meno tutte le volte in cui il medico accerti la presenza di possibili controindicazioni, precauzioni e avvertenze. Si tratta di condizioni che possono aumentare il rischio/probabilità che si verifichino gravi reazioni avverse a seguito della vaccinazione. Un’adeguata valutazione, per esempio, è richiesta nell’ipotesi di possibili interferenze tra il vaccino e le terapie farmacologiche in corso.E se papà e mamma non sono d’accordo sulla decisione di vaccinare o meno il proprio figlio? Allora, sarà il pediatra di base a scegliere per loro, come sentenziato di recente dalla Corte d’appello di Napoli, sezione persona, famiglia e minori.

Perché vaccinarsi?

La vaccinazione ci protegge dal rischio di contrarre l’infezione, ma protegge anche gli altri intorno a noi. Malattie infettive gravi e temibili come la poliomelite sembrano scomparse, ma non è affatto così. La stessa cosa si potrebbe pensare per le comuni malattie esantematiche – morbillo, rosolia e parotite – che in epoca pre-vaccinale hanno segnato l’infanzia di molti di noi. Non sono affatto scomparse. Non sono mai state debellate ed è merito della vaccinazione se non assistiamo più alle epidemie del passato. Le migliorate condizioni igieniche di cui beneficiamo non ci proteggono dal rischio di contrarre infezioni apparentemente innocue come il morbillo. Ma non di rado, causa di conseguenze pesanti, fino alla morte nei soggetti più indifesi, nei bambini molto piccoli, i più colpiti dal morbillo, come rilevato dal Sistema di Sorveglianza Integrata su Morbillo e Rosolia. Dall’inizio dell’anno, in Italia, sono già quattro i casi di decesso attribuibili al morbillo.

Un vaccino per prevenire il cancro – Anti HPV

Si scrive HPV, si legge Papilloma virus umano, un ospite frequente nelle donne. In Italia, otto donne su dieci nel corso della loro vita vengono contagiate dal virus. Una donna su due viene infettata da uno dei ceppi di Papilloma virus umano ad alto rischio oncogeno, ossia, capaci di produrre lesioni che possono evolvere in cancro. Il cancro del collo dell’utero – il quarto per frequenza nella popolazione femminile mondiale – nel 99,7% dei casi è attribuibile all’HPV. Il virus è responsabile anche del 91% dei tumori dell’ano, del 75% dei carcinomi della vagina e del 63% dei casi di cancro al pene (dati dell’American Society of Clinical Oncology). I tumori HPV-correlati riguardano anche la bocca e la faringe. Insomma, l’infezione da HPV non è un problema esclusivamente femminile. Ecco perché le strategie idonee a prevenire il contagio devono essere estese anche agli uomini.

In Italia, dal 2007, è disponibile il vaccino anti-HPV, molto efficace nel proteggere da alcuni ceppi (16, 18, 6 e 11) di Papilloma virus umano. In sette casi su dieci, i ceppi 16 e18 sono responsabili del cancro del colo dell’utero. I ceppi 6 e 11 sono responsabili di lesioni benigne chiamate condilomi. Il vaccino inoltre, si è dimostrato un valido dispositivo di prevenzione delle lesioni della bocca associate soprattutto negli uomini al Papilloma virus umano. L’efficacia dell’anti-HPV è maggiore se la vaccinazione viene eseguita prima dell’eventuale contagio, ovvero, prima di diventare sessualmente attivi. L’infezione, infatti, avviene con maggior frequenza nel corso dei primi anni di attività sessuale. Per tale ragione, la vaccinazione è garantita gratuitamente in Italia a tutte le ragazze nel corso del dodicesimo anno di vita.

Alcune Regioni hanno già esteso la vaccinazione gratuita anti-HPV anche ai ragazzi maschi nel corso del dodicesimo anno di vita. Ma il nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 prevede che a partire dal 2017 sia introdotta in tutte le regioni la vaccinazione anti-HPV per i maschi undicenni, con inizio della chiamata attiva per i nati a partire dal 2006.

 

Serenella Corvo

 

Fonti

  • Legge 31 luglio 2017 , n. 119.
  • Ministero della Salute. Circolari operative
  • G Gallo, R Mel e MC Rota. Guida alle controindicazioni alle vaccinazioni. Istituto Superiore di Sanità 2009, v, 92 p. Rapporti ISTISAN 09/13.
  • Epicentro- Istituto Superiore di Sanità. Infezione da HPV e cervicocarcinoma.
  • HH Bailey LT Chuang NC duPont et al. American Society of Clinical Oncology Statement: Human Papillomavirus Vaccination for Cancer Prevention. Journal of Clinical Oncology: volume 34, number 15, 2016.
  • ML Gillison, T Broutian, B Graubard et al. Impact of HPV vaccination on oral HPV infections among young adults in the U.S. ASCO Annual Meeting: June 5, 2017.

Take Home Message
La legge n.119/2017 ha esteso l’obbligo vaccinale, includendo fra gli altri, i vaccini anti morbillo, parotite e rosolia. Una scelta dettata, in particolare per il morbillo, dal preoccupante calo in Italia, nelle percentuali di copertura vaccinale necessarie a ridurre il rischio di contagio. Vaccinarsi è una scelta per il bene individuale e collettivo, che oggi in tutta sicurezza consente di beneficiare di un vaccino per contrastare e ridurre il rischio di contagio dall’HPV, virus responsabile di numerosi tumori sia nella donna che nell’uomo.

Tempo di lettura: 1’ e 10”

 Ultimo aggiornamento: 2 maggio 2019

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