Vestire low cost

È possibile dopo i 40 anni vestire bene vestendo low cost? Da dove nasce la convinzione che solo spendendo molto in famose boutique dei centri cittadini si possa essere ben vestite e alla moda? Spesso purtroppo è opinione comune e ahimè ben radicata che vestire low cost significhi vestir male o vestire da ragazzine, rinunciando quindi a rinnovare e attualizzare il proprio guardaroba a causa magari di problemi economici. Il mercato poi, viene spesso demonizzato, ho visto sguardi inorriditi di donne che chiedendomi da dove arrivava un determinato capo da me indossato che piaceva particolarmente mi sentivano rispondere “dal mercato cittadino”. Invece i mercati possono essere un’ottima fonte di assortimento del proprio guardaroba a prezzi contenuti e anche con ottima qualità! Chiaramente come per tutte le soluzioni low cost bisogna saper scegliere, ed avere buon gusto! Innanzitutto non tutti i mercati sono uguali, in tutte le grandi città esistono piccole realtà rionali e mercati più grossi e più noti che attraggono anche i turisti (realtà che io conosco bene ad esempio sono Viale Papiniano e Via Fauché a Milano, o il mercato di Forte dei Marmi (LU)). In questi mercati più grossi e più noti è facile trovare modelli provenienti da campionari anche di noti brand, modelli utilizzati nelle sfilate, o prêt-à-porter. I costi non sono economicissimi, ma indubbiamente molto più economici che non acquistando in negozio anche se in saldo. Nei mercati più piccoli (città o paesi ad esempio) invece si trovano sempre quei 2/3 banchi diversi da tutti gli altri. Ex negozianti che scelgono la soluzione bancarella per una questione di tassazione ma che continuano a proporre prodotti da negozio, negozianti che hanno entrambe le attività, oppure semplicemente persone che scelgono appositamente di differenziarsi proponendo prodotti di ottima qualità anche se disposti su una bancarella. Si tratta sempre di prodotti italiani i cui costi saranno chiaramente inferiori ai costi di un prodotto venduto in negozio. Scovare i banchi “giusti” e affinare il buon gusto non è difficile, a volte si possono trovare ottimi prodotti nelle bancarelle più da “battaglia” che magari non avremmo assolutamente considerato ma che riescono a procurare ottimi capi in quantità limitata ad ottimi prezzi visto il giro grosso di clientela. Per trovare il banco giusto io ho un mio sistema! Mi trovo in un posto nuovo, in un mercato che naturalmente non conosco e vedo per la prima volta… un lungo giro con tranquillità valutando banco per banco, senza acquistare nulla, solo cercando di studiare bene cosa viene proposto, e cosa in particolare mi colpisce. La settimana successiva torno e punto solo ai banchi che mi hanno colpito riguardando minuziosamente i capi esposti, questa volta magari se mi piace davvero (ricordate la regola del 3? Mai acquistare nulla se non si riescono a creare mentalmente almeno 3 outfit possibili con ciò che già si possiede), acquisto qualcosa, procedendo così a una valida scrematura. Dopo 2/3 volte avrò il mio elenco di “banchi di fiducia” ai quali attingere quando ho voglia di esser bella e alla moda senza spendere un capitale. Perché ricordate… non è la strada a ispirarsi allo stilista, ma lo stilista a prendere ispirazione dalla strada! Credete forse che i grandi geni della moda non traggano ispirazione dalle donne comuni? A Parigi ho imparato un paio di cose che dovrebbero valere un po’ per tutte le donne del mondo… Le parigine non sono schiave della moda, si ispirano al momento che vivono ma sempre con uno stile personale che non abbandonano mai, la parigina la moda la domina! E la Parigina si veste senza problemi dalle grande boutiques di Avenue Montaigne ai mercatini vintage, rionali o ai brocantage che si trovano in tutta la città. Cosa ne dite? Da oggi guarderete anche i mercati con occhi diversi? E magari chissà… vi lancio una sfida… perché non mi mandate le foto dei vostri outfit chic realizzati acquistando capi al mercato della vostra città? Sarò ben felice con il vostro permesso di pubblicarle… Noi… MODELLE PER UN GIORNO! Silvia Ramilli A pinch of ginger spice Instagram Facebook Linkedin     Tempo di lettura: 2′ Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2017 Voto medio utenti