Come vivere dentro la nuova normalità ?

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Come vivere dentro la nuova normalità

Come vivere dentro la nuova normalità ? Come gestire al meglio i segni lasciati dentro ciascuno di noi, da questo trauma, la pandemia, che ci ha coinvolti tutti? I preziosi consigli della nostra psicologa, la dott.ssa Patrizia Pezzella. 

Buongiorno da Maria Luisa Barbarulo, nello spazio Social di VediamociChiara, ritroviamo la nostra amica, la dottoressa Patrizia Pezzella, la nostra psicologa, psicoterapeuta e sessuologa, e continuiamo con la seconda parte dell’intervista precedente, dedicata agli effetti della quarantena e del COVID nella vita di tutti i giorni.

Buongiorno Patrizia, e buongiorno a tutti i nostri ascoltatori e spettatori.

Bongiorno!

Volevo chiederti, lo avrai notato anche tu, che c’è stata tantissima informazione, magari non sempre di qualità, magari non sempre valida. Però secondo me il tema dell’informazione, della comunicazione, secondo me sono centrali in questa esperienza che abbiamo vissuto. Quindi mi piacerebbe fare il punto con te, sull’uso delle tecnologie nell’informazione, non tanto parlare di qualità o non qualità, ma parlare dell’importanza delle nuove tecnologie, in questa fase.

Sicuramente Maria Luisa, la tecnologia ci ha aiutato, anzi ci ha salvato in questa fase. Per il lavoro, per il sociale, per ricevere informazioni e anche per farci sentire meno soli. Per cui sicuramente la tecnologia l’ha fatta da padrona, ne è uscita “umanizzata”. Però facciamo attenzione a non emarginare così i rapporti reali. Quindi è importante utilizzarla, scegliere anche le informazioni, perché essere informati aumenta anche la responsabilità. Di conseguenza si affronterà meglio anche la paura (spesso la paura è data proprio dal non conoscere, che genera poi a sua volta ansia). Quindi, come stiamo facendo adesso, facendo in modo che le persone, anche attraverso l’informazione, possano prepararsi psicologicamente al futuro, a questo futuro che ci attende tutti.

Ecco, come lo vedi tu questo futuro, qual è la tua visione?

Sicuramente è stato uno shock, per tutti. E visto che si tratta di un evento eccezionale, che ci ha colti comunque impreparati, questi eventi mandano in frantumi la visione del mondo che ognuno di noi aveva. Molte credenze sono messe in discussione, così come alcuni scopi sono cambiati. Questa nella vita di tutti, indipendentemente da quelle che possono essere le risorse personali. Quindi l’individuo, ognuno di noi, oggi si trova a rielaborare un nuovo mondo, il proprio mondo interno. Significa modificare la visione di se stessi, nei confronti del mondo. Quindi il primo passo è quello di dare un senso e un significato a quello che è accaduto. È chiaro che nessun trauma è qualcosa di positivo, non è mai bene. Quello che possiamo fare è trasformare, promuovere quella che viene definita una crescita post traumatica.

È il modo in cui noi reagiamo che fa la differenza.

Appunto! Quindi dare un senso alla propria vita, in questa fase successiva al trauma. E quindi anche a quelle che possono essere le priorità.

Io credo che questi eventi, come quando capita un lutto stretto, ti fanno ripensare a quelle che sono le tue priorità, le cose importanti, alle cose di cui puoi fare a meno, alle cose di cui non puoi fare a meno. Come dici tu, sono traumi, non lo cancelli il trauma, però il modo in cui reagisci, in cui poi “ti porti a casa qualcosa”, sono queste le cose che fanno la differenza.

Sì, infatti. Quindi lasciare quello che può essere un tempo per l’elaborazione di tutto questo, che non può avvenire da un giorno all’altro. Anche perché stiamo ancora affrontando delle cose, e pensiamo a chi le ha vissute in prima linea, pensiamo agli operatori sanitari, tutto coloro che ne sono stati colpiti direttamente e indirettamente. È naturale quindi lasciare un tempo per poter elaborare tutto questo, e significa anche sentirle queste preoccupazioni, ognuno in misura variabile, ma alle proprie preoccupazioni. La cosa importante è non lasciarsi invadere da queste preoccupazioni. Ecco, lasciarsi anche solo mezz’ora al giorno per occuparsi anche solo delle preoccupazioni, ognuno alle proprie, in misura maggiore o minore, e fare in modo che queste preoccupazioni non vadano ad invadere ogni spazio, ogni tempo della giornata.

Quindi non negarle, perché non serve a niente, ma dargli un loro tempo, per evitare che invadano tutti i nostri spazi liberi. Un consiglio che ritengo molto importante. Anche perché le vite di alcuni di noi sono state profondamente stravolte: chi si è trovato a lavorare 50 ore al giorno, in una giornata di 24 ore, ma anche chi si è trovato dall’oggi al domani a non lavorare neanche un quarto d’ora, quindi è importante questo aspetto che mi dici.

Quindi tu come ti aspetti la nuova normalità?

Una nuova normalità dove nasceranno dei nuovi bisogni e delle nuove esigenze, e sicuramente bisognerà far fronte a questo. Ma soltanto con uno spirito di comunità possiamo affrontarlo. E c’è da dedicare una parte del proprio tempo, che può veramente essere impegnata in pensieri che siano creativi. Non sappiamo ancora quali, perciò “creativi”. Quelle riflessioni a che cosa ci possono portare. Il sostegno interpersonale è essenziale, fondamentale. Quindi nonostante la distanza fisica, è importante comunque mantenere i rapporti: creare rete, mantenere la rete. Questo è fondamentale, perché aiuta anche ad aprirsi, aprendosi permette di entrare in quella comunione di intenti che crea progetti, che possono esser progetti positivi.

Esatto. Secondo me dobbiamo essere aperti ad accoglierla in questo modo la nuova normalità. Senza avere dei preconcetti o timore. Cercare di accoglierla nel migliore dei modi, sicuramente ci aiuterà. Quello che tu hai detto nell’intervista presente, quel bellissimo acronimo che ha trovato, AMARE, parla proprio di Accoglienza, e questo secondo me è un fatto fondamentale.

Che poi è legato anche al valore stesso della medicina. Ippocrate diceva che il compito della medicina era di descrivere il passato, per comprendere il presente e prevedere così il futuro.

Una grande mente!

Bene, allora ringraziamo la dottoressa Patrizia Pezzella, l’avremo sicuramente nelle prossime occasioni. Ringrazio anche tutti coloro che ci hanno seguito in questa intervista. Alla prossima.

Arrivederci!

 

Redazione VediamociChiara

 

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Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2020

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