Contraccezione in Italia, a che punto siamo?

Sulla contraccezione in Italia c’è ancora molta disinformazione, specie tra i giovani.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in tutto il mondo, il 41% delle gravidanze sono indesiderate. E la metà di queste si conclude con un’interruzione volontaria di gravidanza. L’OMS indica che, se tutte le donne utilizzassero contraccettivi affidabili, il numero di gravidanze inattese crollerebbe del 70%.

Eppure in Italia sui contraccettivi si sa poco. E si continuano a usare poco. Il dato più preoccupante viene dalla generazione dei millennial (giovani tra i 21 e i 29 anni) che, secondo una recente ricerca, sulla contraccezione è davvero disinformata.

Contraccezione in Italia, i dati.

In Italia, l’uso dei contraccettivi ormonali (pillola, anello, cerotto, etc.) è attualmente molto limitato rispetto a gran parte dei Paesi europei. Solo il 14% delle donne in età fertile ne fa uso, rispetto a una media del 40% in Paesi come Belgio, Olanda e Lussemburgo.

Da segnalare sono le differenze tra le regioni nell’uso dei contraccettivi. A parte di caso della Sardegna, dove si registra un 29% di donne che usano i contraccettivi,  man mano che si scende da Nord verso Sud, l’uso dei contraccettivi diminuisce.  E raggiunge solo il 7% in regioni come Campania e Basilicata (Dati Istat).

In questo quadro catastrofico, l’unico dato positivo riguarda la contraccezione d’emergenza. Secondo i dati del Ministero della Salute, l’uso della pillola del giorno dopo è aumentato, passando da 16mila unità vendute nel 2014 a 190mila nel 2016. Ciò ha portato a un calo drastico delle Interruzioni volontarie di gravidanza.

Contraccezione in Italia, quanto (poco) ne sanno i giovani?

In generale, la conoscenza dei giovani sull’efficacia dei vari metodi contraccettivi è molto limitata. Seppur oltre il 50% dei millennial consideri fondamentale l’utilizzo dei contraccettivi, quasi due terzi di loro non ne ha fatto uso durante un rapporto (Fonte: studio GfK Health online). Il 93% dei giovani considera (sbagliando) il preservativo il metodo contraccettivo più efficace. E purtroppo ancora il 55% dei giovani pensa che la pillola del giorno dopo sia un metodo contraccettivo da utilizzare abitualmente. La maggioranza dei metodi contraccettivi è poi sconosciuta.

Contraccezione in Italia, a cosa è dovuta questa disinformazione?

L’89% dei giovani utilizza internet per informarsi. Il 48%, quando si tratta di contraccezione, chiede semplicemente agli amici. Solo il 21 % si rivolge al medico. Sul web, nonostante la vastissima quantità di contenuti a disposizione, purtroppo i giovani incappano facilmente in notizie poco attendibili. E non sempre sono in grado di distinguere tra un’informazione corretta e una fake news.

Contraccezione in Italia, cosa fare per aumentare la consapevolezza tra i giovani?

Di fronte a tali dati, un’informazione corretta e affidabile in ambito contraccettivo diventa cruciale. Per le ragazze, e anche per i ragazzi, avere informazioni valide sui metodi contraccettivi è fondamentale per poter decidere consapevolmente insieme al medico quale è l’opzione più adatta a loro. Occorre, quindi, sensibilizzare i giovani a informarsi in maniera corretta e attraverso i canali giusti.

Importante è anche il ruolo della famiglia. Le madri, in particolare, hanno un ruolo fondamentale nell’incoraggiare le figlie a rivolgersi al ginecologo per una scelta informata e responsabile.

Anche la scuola svolge un ruolo importante nell’informazione sulla contraccezione.

L’82% dei giovani ritiene insufficiente l’informazione sulla contraccezione ricevuta a scuola. L’educazione sessuale nelle scuole italiane (con qualche illuminata eccezione) resta, purtroppo, ancora oggi un tabù.  E questo nonostante esistano in proposito precise direttive europee in merito. Di recente, nel rapporto “Policies for Sexuality Education in the European Union” pubblicato dal Dipartimento Direzione generale per le politiche interne del Parlamento Ue, si sottolinea l’importanza dell’educazione sessuale nella diminuzione delle gravidanze in età adolescenziale e nella prevenzione di AIDS e altre malattie sessualmente trasmissibili.

Cristina Caramma

Take Home Message
Sulla contraccezione in Italia c’è ancora molta disinformazione, specie tra i giovani. Solo il 14% delle donne in età fertile fa uso di contraccettivi, rispetto a una media del 40% in Paesi come Belgio, Olanda e Lussemburgo. Tra i giovani della generazione “millennial” (tra i 21  e i 29 anni) i due terzi non ha fatto uso di alcun contraccettivo durante un rapporto sessuale. Il 93% dei giovani considera ancora il preservativo il metodo contraccettivo più efficace. Di fronte a tali dati, un’informazione corretta e affidabile in ambito contraccettivo diventa cruciale. E la famiglia e la scuola giocano un ruolo fondamentale.

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Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2019

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