Cosa ci ha portato il Coronavirus ?

Cosa ci ha portato il Coronavirus?Questa volta all’intervista del venerdì, prende il microfono la redazione del portale VediamociChiara. Come è cambiato il lavoro ai tempi della quarantena? Ci sono aspetti positivi che questa esperienza ci sta insegnando? Ecco la nostra opinione.

Buongiorno da Maria Luisa Barbarulo, qui nello spazio di VediamociChiara, su Radio Antenna 1.

Oggi in questi giorni di quarantena, abbiamo un’intervista un po’ particolare, al team di VediamociChiara.

Quindi la prima domanda la farò alla nostra Cristina Caramma.

Cristina, ciao intanto, ti vedo dall’altra parte del video (sono molto divertita da queste nuove esperienze a distanza, così come le stiamo facendo in questi giorni). Volevo chiederti: Come stai vivendo questi giorni di quarantena?

Come per tutti non è facile gestire queste giornate. Per fortuna a livello lavorativo noi di VediamociChiara pratichiamo lo smart working già da diverso tempo, e quindi non è cambiato molto nella mia giornata.

Per il resto, certo mi dispiace pensare che non so quando potrò rivedere i miei genitori che abitano in Sicilia, quindi questo mi crea un po’ di pensieri e poi mi manca il contatto sociale, di persona con i miei amici, anche se cerco di sopperire con delle frequenti video chiamate.

Per il resto sto cercando di dedicarmi il più possibile alle mie passioni: sto leggendo molto, ne ho approfittato per leggere un libro che avevo comprato ma che poi non avevo letto, e mi sto dedicando alla visita virtuale di alcuni musei che ancora non avevo avuto modo di visitare. Per esempio ieri ho visitato virtualmente l’Heritage di San Pietroburgo. E poi un modo per salvarsi da questo periodo secondo me è quello di viaggiare molto con la mente, con la fantasia. Per esempio io progetto i nuovi viaggi che potrò fare quando tutto questo sarà finito. 

Cosa ci ha portato il Coronavirus?
Cosa ci ha portato il Coronavirus?

Molto bene. Grazie Cristina.

Come sai io cerco sempre di trovare il lato positivo da tutte le cose. E quindi ti chiedo: c’è qualcosa che secondo te ci possiamo portare a casa da questa esperienza?

Trovare aspetti positivi in questa situazione, non è semplice! Anche perché tutti i giorni ci arrivano notizie veramente tragiche. Ci può essere di positivo il fatto di poter trascorrere più tempo con la famiglia: molti amici che hanno figli mi dicono che stanno riscoprendo il piacere di stare a casa e di avere tutto questo tempo da condividere con i propri figli. E poi perché no, può essere un’occasione per riflettere di più su se stessi, sul proprio modo di vivere e sui cambiamenti da fare, su ciò che si può cambiare nella propria vita.

Voglio fare una domanda all’altra Cristina. So che hai un figlio in età scolastica: come sta vivendo questi giorni di quarantena?

Ciao Cristina! Bella domanda!

Il ragazzo ha quasi 16 anni, quindi l’età in cui hanno l’argento vivo addosso. E… non va bene niente! Delle cose che dici tu, ovviamente. Quindi è molto difficile, apparentemente, far sì che le giornate finiscano bene. In realtà no. Perché forse questa quarantena forzata, questa emergenza, queste giornate che si sono fatte improvvisamente strane, gli hanno insegnato la pazienza. Una specie di miracolo sta accadendo all’interno di queste quattro mura. Un adolescente paziente, sembra quasi un ossimoro…

Detto questo, ci stiamo aiutando a vicenda. Perché se è vero che io sono abituata a lavorare da casa, da tanto tempo che lo faccio, per lui invece è un po’ una costrizione. Allora approfittiamo di un piccolo spazio esterno che abbiamo qui in casa, lui per giocare a basket ed io per fare un po’ di corda. A dirla tutta mi ha insegnato lui come farla bene, veloce… E’ un ottimo coach: “Non così! devi essere più leggera! Forza! NON MOLLARE!”. Cose di questo tipo. Quindi tutto sommato, fin qui se non altro, abbastanza bene.

Cristina, ti faccio un altra domanda. Secondo te c’è qualcosa di positivo nel momento che stiamo vivendo?

Oh, sì. Cose positive sicuramente. Sai la prima che mi viene in mente? Il silenzio! Noi siamo di base a Roma, e tutto si può dire tranne che sia una città tranquilla: molto caotica, confusionaria, e quindi rumorosa. Il silenzio che si è creato da qualche settimana in città è… inverosimile. Io che ho la passione per la musica, e mi piace suonare il pianoforte e il clavicembalo, suonarli in questo contesto così ovattato, silenzioso, è un’esperienza bella, non lo avrei mai detto!

Cosa ci ha portato il Coronavirus?
Cosa ci ha portato il Coronavirus?

Un’altra cosa positiva, tornando all’adolescente, è che la scuola è diventata… moderna! Hanno attivato in tutte le scuole d’Italia la didattica a distanza e quindi io adesso ho un figlio adolescente che freme per l’inizio della lezione!

“Sono le 9, tra un po’ inizia la lezione di latino!”.

Cose mai viste! E probabilmente nn si vedranno più!

Quindi cose positive ce ne sono, certo che ce ne sono. Anche se mi prende la nostalgia, per i miei amici carissimi, che mi piacerebbe riabbracciare, uno ad uno, al più presto possibile. Perché se è vero che ci facciamo le chat a distanza, continuiamo a sentirci e a coccolarci a distanza, però certo, in questo caso la presenza è imbattibile. Quindi non vedo l’ora che finisca, per tornare a abbracciarli tutti. Da Gigi, a Rosario, a Claudia, Elisabetta, Francesco, etc etc.

Luisa, volevo farti una domanda. Tu hai due genitori, entrambi intorno ai 90 anni. Poi hai la zia, la mitica zia di cui ci parli sempre durante gli eventi che li ha superati i 90 anni. Ecco, loro, come stanno vivendo loro, la quarantena? Questa chiusura forzata dentro casa…

Sì, lo so! Penserete ma quante Cristina ci stanno in questa azienda? In effetti noi abbiamo la mania dei nomi doppi: due Maria Luisa, due Cristina, due Silvia, due Alessandra… evidentemente sono nomi che tendono a ripetersi.

Dunque sì, come stanno i miei, come stanno vivendo questa situazione. Chi mi conosce da tempo sa che i miei genitori hanno quasi 90 anni, ho una zia di 93 anni che cito spesso negli eventi. Si tratta di 3 persone che sono la forza della natura. Arrestare è praticamente impossibile. C’è voluto il Coronavirus!

Cosa ci ha portato il Coronavirus?
Cosa ci ha portato il Coronavirus?

Sono in quarantena. Noi comunichiamo con loro prevalentemente attraverso i sistemi che oggi sono disponibili, e che ci consentono di comunicare a distanza tramite video. Abbiamo degli appuntamenti giornalieri fissi, a mezzogiorno, con papà e sua moglie e nel pomeriggio con la zia. Ci aggiorniamo così su quello che è il loro stato di salute. In realtà li vediamo a turno un paio di volte a settimana, anche se da lontano, perché partiamo loro la spesa, i farmaci, e tutto quello che a loro può servire. Diciamo che in questo momento la stiamo vivendo un po’ come un gioco. Ovviamente speriamo che duri il meno possibile. Per ora ce la facciamo! Dai che ce la facciamo!

Volevo chiedere anche un’altra cosa. Il tuo punto di vista rispetto a questa situazione, qual è? L’aspetto positivo, o gli aspetti positivi, visto che tu sei una famosa ottimista.

In tutte le come è importante vedere il lato positivo. Il mio personale è che non avevo mai lavorato con il mio compagno a fianco, qui a pochi centimetri da me. Ed è una cosa bellissima. Perché alle 11.00 prendiamo il caffè, pranziamo insieme tutti i giorni, ceniamo insieme tutti i giorni. E la trovo una cosa bellissima, alla quale non sono abituata.

Secondo me la cosa più bella che stiamo vivendo noi italiani, è questa esplosione di solidarietà. La vedo dappertutto, anche quando vado a fare la spesa: capita che le persone si accorgano che tu hai soltanto una cosa e ti facciano passare avanti, la gente alla fine è sorridente, e questo sembra davvero incredibile, in un momento come questo così complicato. E poi ho visto tantissime iniziative di solidarietà, ne abbiamo segnale più di 100 sul portale Men’s Life. E noi stessi vogliamo contribuire ad un momento così difficile per tutti noi, per questo la nostra casa editrice ha messo a disposizione per le aziende in difficoltà il 10% di quello che sarà l’utile del 2019.

Quindi anche noi vogliamo contribuire con il sostegno alle attività in un momento come questo, rivolto a chi ha bisogno di aiuto. E’ giusto che ci si aiuti. Io ho sempre pensato che quando si è più fortunati degli altri, in qualche modo si debba condividere questa fortuna, altrimenti che senso ha?

Detto questo vi aspetto, vi aspettiamo sempre online, su Radio Antenna 1, tra due venerdì, sperando che finalmente si possa fare un’intervista dal vivo, per il resto ciao a tutti! Grazie per averci seguito!

Ciao a tutti!

Ciao, ciao a tutti! 

Rivedi e riascolta la puntata del 20 marzo 2020

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Redazione di VediamociChiara

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Tempo di lettura: 40’’

Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2020

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