Diagnosi dell’infarto – Compresse di Salute

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Come si fa la diagnosi dell’infarto?

L’infarto viene generalmente diagnosticato a partire dai sintomi riferiti dal paziente. Nel caso di sospetto infarto del miocardio, è possibile confermare l’ipotesi diagnostica mediante l’esecuzione di un elettrocardiogramma.

Anche attraverso il dosaggio di alcuni enzimi del sangue, è possibile diagnosticare un infarto, perché questi vengono rilasciati nel sangue dalle cellule del muscolo cardiaco andate incontro a morte e permangono in circolo fino ad un paio di settimane dopo l’evento.

Lo stato di ostruzione delle coronarie viene valutata mediante un esame radiologico, la coronarografia.

Quali sono i trattamenti in caso di infarto?

Il primo obiettivo è quello di ricanalizzare la coronaria che si è occlusa. In questa fase il tempo risparmiato tra l’arrivo del paziente e la riapertura del vaso si traduce in un guadagno di muscolo cardiaco prima che venga danneggiato in modo irreversibile, quindi la prognosi è strettamente “tempo-dipendente”.

Il trattamento prevede la disostruzione della arteria ostruita con l’introduzione di un catetere dotato di palloncino gonfiabile sulla punta, capace di passare attraverso il coagulo presente nel punto di massimo restringimento della coronaria stessa e di schiacciarne le componenti sulle pareti, a questo segue il posizionamento di una protesi a rete all’interno della coronaria (lo stent) che serve a mantenerlo aperto dopo la disostruzione (angioplastica coronarica).

In mancanza di angioplastica o della possibilità di raggiungere le coronarie con il catetere esistono anche farmaci che sono in grado di dissolvere il trombo dopo essere stati somministrati per via endovenosa (trombolitici).

In tutti i casi in cui si sia rilevata una malattia coronarica grave o estesa e che non siano trattabili con il posizionamento di uno stent si può ricorrere all’intervento di bypass coronarico, che consiste nel creare chirurgicamente un canale di comunicazione fra l’aorta e la coronaria ristretta o ostruita a valle della lesione, mediante l’utilizzo di altre arterie (arteria mammaria interna) o vene (safena rimossa dagli arti inferiori).

Come possiamo prevenire il rischio di avere un infarto?

Ancora una volta la modificazione dello stile di vita può contribuire enormemente alla prevenzione. Viene pertanto raccomandato di:

  • Ridurre il proprio peso corporeo fino al raggiungimento di un valore nella norma per età e sesso.
  • Smettere di fumare, praticare attività fisica regolarmente, con intensità variabile a seconda di età e condizioni generali di salute.
  • Evitare cibi grassi, eccessivamente conditi o fritti. Non eccedere con alcool (un bicchiere di vino al pasto al giorno) e dolci.
  • Limitare, per quanto possibile, le situazioni che possono essere fonte di stress, specialmente se queste tendono a protrarsi nel tempo.

Dottor Giorgio Agrò

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