#ILBULLISMODELLAMENOPAUSA

#ilbullismodellamenopausaDopo una piccola pausa dovuta a un grosso progetto che poco mi ha concesso persino al respirare, conclusasi l’avventura sono di nuovo alla mia amata scrivania e alle mie amate considerazioni #modaiolsociali

Tra una settimana aprirà la mitica 3 giorni di TEMPO DELLE DONNE in cui sarò reporter per una radio web (anche qui successivamente con qualche novità, Settembre è un mese in fermento), e quest’anno ci tengo più del solito perché si parlerà del “corpo” in ogni forma e manifestazione.

Questo mi porta a recuperare un vecchio progetto che avevo temporaneamente accantonato ma che visti i tempi che corrono è utile recuperare e sviluppare con forte intensità.

#ILBULLISMODELLAMENOPAUSA (ma anche Andropausa eh, senza sconti ne concessioni) vede la luce un anno fa, al rientro dalla Costa Azzurra partendo da un argomento di moda che scatenò un putiferio di aggressioni verbali gratuite all’indirizzo di Madame Macron.

Avevo postato un’immagine della Première Dame con outfit molto poco adatto al ruolo e all’occasione d’uso della stessa, commentando però (sottolineandolo a lettere maiuscole) si trattasse solo di commento fashion ne politico né personale.

Peccato che non per tutti fu così e arrivarono nonostante le mie chiare e nette premesse attacchi pesantissimi all’indirizzo dell’aspetto fisico e dell’età della signora.

Girando per il web mi accorsi di quanto ogni giorno personaggi più o meno noti venissero denigrati per ogni minima sciocchezza senza alcun ritegno da parte dei leoni da tastiera che protetti dallo schermo si sentono giudici finalmente, arbitri in terra del bene e del male (l’ho rubata a De Andrè lo ammetto)!

E la cosa più squallida in tutto questo era che il peggio provenisse dalle donne, donne contro donne con un’acidità e una rabbia repressa che non c’è maalox sulla terra che possa risolvere.

Nacque così per rispondere ironicamente a questa sorta di casalinghe disperate che rigettavano rabbia e frustrazione sui socials l’hastag #ILBULLISMODELLAMENOPAUSA che mi portò a tenere degli incontri radiofonici e in alcune librerie.

Lo accantonai temporaneamente presa da impegni più pesanti, ma le vicende di questi giorni riguardanti il destino del paese mi hanno spinta a riprenderlo e lavorarci su in maniera spessa e decisa, facendo un progetto di più ampio raggio.

E’ di questi giorni la costituzione del nuovo governo con a capo il Dr Giuseppe Conte, governo i cui ministri tra cui 7 donne (e dovremmo andare fiere di un risultato comunque scarso perché alla fine sono un terzo)  hanno giurato ufficialmente sulla Costituzione alla presenza del Capo dello Stato.

Tra questi nuovi ministri figura il Senatore Teresa Bellanova classe 1958, nuovo Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali contro cui si sono accaniti i leoni da tastiera in quanto rea di… già, rea di cosa?

Di non avere un fisico da TOP MODEL? Di non essere giovane e avvenente? Di non aver indossato  un bikini a tanga per il giuramento?

Si perché il problema essendo donna non sono le sue competenze o il suo curriculum ma il fatto che non sia carina o vestita da influencer.

Se devo esprimere un mio personalissimo parere modaiolo sull’abito del Ministro Bellanova trovo sinceramente che lo stesso non le renda giustizia, troppo lungo, le taglia la gamba, non adatto per chi come lei non ha un’altezza rilevante.

Poco felice anche la scelta della forma che non la snellisce, bello invece il colore adatto a un evento diurno anche così ufficiale.

Ma qui mi fermo perché la moda e l’aspetto fisico nulla devono aver a che fare con il mondo del lavoro o la professionalità a meno che non si tratti di sfilare per Armani.

In conclusione siamo nel 2019 ma la mentalità della gente è rimasta ferma al 1900 quando si tratta di reali diritti e parità.

E la colpa in fondo è nostra perché abbiamo permesso e permettiamo ogni giorno che ci sia calpestata la dignità votandoci solo alla società dell’apparire cancellando l’essere.

Sto facendo delle ricerche per scoprire se è un problema solo italiano o generalizzato in Europa… magari possiamo scoprirlo insieme!

Vi va di raccontarmi se avete esperienza di come sono viste le donne di spettacolo, della politica, del giornalismo, le manager negli altri paesi dell’Unione?

Vi aspetto, a prestissimo!

THE TIGER IS BACK!

 

Silvia Ramili

A pinch of ginger spice
Instagram
Facebook
Linkedin

Tempo di lettura: 1′ e 30”

Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2019

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here