Riciclo dei rifiuti in Italia: il nuovo business che fa bene all’ambiente

riciclo dei rifiuti in italiaSapevi che l’Italia è al primo posto in Europa per l’innovazione nella gestione dei rifiuti? Il riciclo dei rifiuti in Italia è un business che, secondo i dati, ha un valore pari all’1,5% del PIL.

Negli ultimi anni, nel nostro Paese molti giovani si sono dedicati con successo alla creazione di aziende dedicate all’economia circolare. Ad agevolare il business del riciclo dei rifiuti è il fatto che la materia prima è quasi sempre a costo zero perché chi la produce vuole disfarsene.

Cosa è l’economia circolare?

Si tratta di un modello economico pianificato per riutilizzare i materiali in successivi cicli produttivi, riducendo al massimo gli sprechi. Una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono infatti reintrodotti, laddove possibile, nel ciclo economico.

Questo modello comporta un ripensamento radicale rispetto al modello produttivo classico, basato sull’iper-sfruttamento delle risorse naturali e fondato sul tipico schema lineare “estrarre, produrre, utilizzare e gettare”.

Il business del riciclo dei rifiuti in Italia: i dati

Secondo i dati di EcoMed Green Expo, oggi in Italia il business dei riciclo dei rifiuti ha un valore di circa 88 miliardi di euro, pari all’1,5% del PIL. Gli impiegati nel settore sono 575.000 e si stima che nel prossimo anno saranno altre 700.000.

Il riciclo dei rifiuti in Italia: i casi di successo.

Se stai pensando di entrare anche tu nel business del riciclo dei rifiuti o se sei semplicemente curiosa di sapere come funziona, ecco tre casi di successo, tutti italiani.

Rifò: un’altra vita per gli abiti smessi.

Rifò parte dall’idea di creare, a chilometro zero, capi nuovi fatti con quelli vecchi. L’azienda si occupa di prendere tessuti come cotone o cachemire 100% da abiti smessi, di portarli in industrie di lavorazione che ricreano un filato con il quale una terza azienda realizza i capi nuovi. Inoltre, per i clienti, c’è la possibilità di inviare gli indumenti smessi ottenendo, in cambio,  un buono per acquistare nuovi abiti.

Pigmento Naturale: coloranti dagli scarti alimentari.

L’azienda Pigmento naturale utilizza le verdure scartate perché rovinate o troppo mature per creare coloranti per cosmetici, detergenti e tessuti. Anziché ricavarli da piante essiccate e decotte, usa i vegetali freschi, bucce di cipolla rossa, ma anche scarti agricoli come le foglie della potatura degli ulivi.

Junker: l’app per la raccolta differenziata.

Nel 2014 un gruppo di giovani ha inventato questa app che risolve all’istante ogni dubbio sulla destinazione dei rifiuti. L’app permette di scansionare l’etichetta del prodotto e dice all’utente come smaltirlo ovunque si trovi. È gratuita per gli utenti, sono infatti i Comuni a sottoscrivere l’abbonamento.

Il riciclo dei rifiuti in Italia: possibili sviluppi futuri.

Se pensiamo che il nostro Paese è tra quelli con la maggior concentrazione di smartphone, nuovi business potranno nascere proprio dal riciclo di questi apparecchi. In California, ad esempio, l’azienda ecoAtM ha progettato uno sportello elettronico in cui cliente inserisce piccoli dispositivi elettronici e riceve in cambio un valore in denaro.

Fonti:

Parlamento Europeo

Donna Moderna

Cristina Caramma

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Take Home Message: Negli ultimi anni nel nostro Paese molti giovani si sono dedicati con successo alla creazione di aziende dedicate all’economia circolare. Oggi si stima che il riciclo dei rifiuti in Italia sia un business con un valore pari all’1,5% del PIL. L’economia circolare è un modello economico pianificato per riutilizzare i materiali in successivi cicli produttivi, riducendo al massimo gli sprechi. Tra i casi di successo: Junker, l’app per la raccolta dei rifiuti; Rifò, che dà nuova vita agli abiti smessi; Pigmento Naturale, che crea coloranti dagli scarti alimentari.

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Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2019

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