Separarsi in modo intelligente

Separarsi in modo intelligente

Separarsi in modo intelligente

Esiste un modo per dire la parola fine, dopo una relazione durata anni e magari con figli, facendo meno danni possibili?

Farsi questa domanda è legittimo, considerato il numero di separazioni e divorzi nel nostro Paese.

Oggi chi sceglie la separazione o il divorzio ha dalla sua un nuovo strumento per rendere questo momento della vita di circa la metà delle coppie, meno traumatico: parliamo della pratica collaborativa.

Che cosa è la pratica collaborativa

Si tratta di una modalità che aiuta la coppia ad affrontare gli aspetti legati alla separazione. Legali ed organizzativi, certo, ma anche emotivi e relazionali. A prestare aiuto, nella fattispecie, è un gruppo di professionisti qualificati (esiste anche un’associazione, Associazione Italiani Professionisti Collaborativi).

Sono dei veri e propri facilitatori, se preferite dei mediatori familiari, perché sempre di famiglia parliamo. Va affrontato un percorso che per alcuni aspetti è molto simile ad un lutto, che deve essere tenuto lontano da scenari di guerra, per il bene comune. Soprattutto in caso di figli piccoli.

Primo obiettivo smorzare le ostilità

In un momento delicato come quello della separazione (le emozioni in gioco sono talmente tante che tra i due partner regna la confusione) una figura come questa aiuta le parti a focalizzarsi sugli obiettivi, superando litigi e una maree di “non detti”. Cosa si nasconde dietro rabbia e ostilità? Ecco uno dei compiti del facilitatore. Per farlo si usano tecniche di negoziazione, ascolto attivo e comunicazione, con anche strumenti utili a visualizzare, come lavagna e pennarelli.

Senza perdere tempo

Le pratiche alle volte sono lunghe, un altro obiettivo del facilitatore è proprio quello di rimanere focalizzati sugli obiettivi e di ottimizzare i tempi, perché prima si finisce, prima si ricomincia, senza perdere energie preziose. Soprattutto se in presenza di figli piccoli, per i quali è necessario uno scenario chiaro e “bonificato” dal rischio di un ambiente ostile e litigioso.

In questi casi si rivela utile anche immaginare gli scenari futuri, ricchi di possibilità, di una nuova vita e nuove occasioni, della famosa rinascita.

L’altro, vissuto non come un problema, ma un individuo con esigenze simili

Sembra quasi impossibile, ma ci si arriva, lavorando soprattutto sul dialogo, che prende vita all’interno di uno spazio sicuro, reso tale grazie all’aiuto del facilitatore.

Il dialogo del resto è una condizione irrinunciabile, visto che l’accesso alla soluzione, arriva se le opzioni sono scelte dalle due parti coinvolte, e non imposte dall’alto.

In questi casi può rivelarsi utile una lista di punti importanti (bisogni) che si desidera affrontare e risolvere.

Cristina Perrotti

 

 

Take Home Message
Separarsi in modo intelligente – Esiste un modo per dire la parola fine, dopo una relazione durata anni e magari con figli, facendo meno danni possibili? Farsi questa domanda è legittimo, considerato il numero di separazioni e divorzi nel nostro Paese. Oggi è possibile grazie ai facilitatori, esperti nella pratica collaborativa. Spieghiamo cos’è.

Tempo di lettura: 60”

Ultimo aggiornamento: 13 aprile 2018

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