Sono andata dal cardiologo…

200712

Sono andata dal cardiologo…

Dopo l’articolo dedicato al chirurgo estetico, continuiamo a scrivere delle nostre esperienze dirette con i medici. Questo articolo è dedicato alla visita cardiologica

Diciamoci la verità, fatte salve poche eccezioni, noi donne ci andiamo poco e tardi dal cardiologo. Per questo impariamo a conoscere i sintomi dell’infarto, spesso aspecifici, con un ritardo che alle volte ci è fatale.

Ma finiti i festini con gli estrogeni, veri amici della salute del cuore, la menopausa impone rigore. Quindi, visto che la visita rientra nel check-up periodico, mi sono fatta consigliare un “bravo” cardiologo e sono andata all’appuntamento con la cartellina delle ultime analisi sotto il braccio. Conoscendo i miei buchi di memoria ho portato con me anche una check-list:

  • Storico degli episodi di tachicardia
  • Legame familiare (papà ha sofferto di cuore)
  • Il tipico soffietto al cuore infantile

 

Sono andata dal cardiologo – Prima impressione

La prima impressione che ho avuto è stata quella che nella stanza, dal punto di vista del cardiologo che incontravo per la prima volta, fosse entrato un cuore con due gambe e non una persona e nello specifico una donna.

La visita in tutto è durata 30 minuti e mi sono sembrati pochi. Considerato soprattutto che era di fatto la mia prima visita cardiologica (ad eccezione dei controlli fatti in gravidanza) e quelli per il certificato medico non agonistico, che da pochi anni, per legge, prevede un ECG (Elettrocardiogramma) obbligatorio. Insomma credo sia mancato il tempo della comunicazione tra medico e paziente, che, anche secondo la legge n. 219 del dicembre 2017 (Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento), costituisce tempo di cura.

Ho paragonato questa durata a quella della visita ginecologica, che tra una cosa e l’altra non dura mai meno di 40 minuti. Ma dalla ginecologa ci vado, con cadenza annuale, da più di 30 anni!

Rapporto medico (uomo) – paziente (donna)

Uscendo mi sono domandata quale rapporto medico-paziente avessimo instaurato? La risposta è, nessuno. Mi ha salutata invitandomi a fare un ECG sotto sforzo. Ma a proposito di sforzi, durante la visita non ne ho percepito nessuno nel considerare la mia specifica situazione:

 

E ripensandoci non mi ha chiesto quasi nulla sullo stile di vita:

  • Alimentazione
  • Attività fisica
  • Qualità del sonno
  • Etc.

 

Mi ha chiesto se soffrissi di crampi muscolari (un campanellino d’allarme in caso di problemi cariologici). E invece non mi ha chiesto nulla circa le vampate (un altro campanellino di allarme)…

Sono andata dal cardiologo – Compiti a casa…

La prossima volta che le capita, si misuri la pressione. Con questo invito si è sancita la fine della visita. Al prossimo episodio di tachicardia quindi, seduta sul divano di casa, da sola, invece di correre in ospedale, spaventata, mi trattengo sul letto, tiro fuori quell’arnese e me lo cingo al braccio per conoscere i dati della pressione arteriosa. Mi ci vedete?

Uscendo dallo studio privato mi sono domandata se alla prossima visita farò bene a travestirmi da uomo, come fece Barbra Streisand in Yentl (film del 1983), che del film è anche regista.

È tempo di regali!

E per invitare le utenti che si sono trascurate sotto il profilo cardiologico quest’anno VediamociChiara, in collaborazione con USI – Unità Sanitaria Internazionale di Via Virginio Orsini 18, a Roma, ha messo a disposizione n. 30 elettrocardiogrammi (ECG) gratuiti.

Stay tuned su VediamociChiara quindi, per conoscere i dettagli dell’iniziativa benefica.

Inoltre per migliorare la relazione medico-paziente tra breve realizzeremo degli incontri tra pazienti e medici per fare emergere esigenze e criticità. Anche qui, seguite le nostre novità anche attraverso la nostra newsletter.

 

Redazione VediamociChiara
©️ riproduzione riservata

 

Take Home Message
Sono andata dal cardiologo – Quando andiamo dal medico veniamo trattate al pari degli uomini? Anche quando il medico in questione, il cardiologo, sembra essere poco abituato alle problematiche di salute delle donne? Problematiche fisiologiche come la menopausa? Ecco l’esperienza diretta di una di noi.

Tempo di lettura: 50”

Ultimo aggiornamento: 10 aprile 2020

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