
La distimia è una forma di depressione cronica e spesso invisibile, che logora lentamente energia e gioia di vivere.
La distimia, oggi classificata come disturbo depressivo persistente, ha un impatto significativo sulla vita di tutti i giorni, diminuendo energia, motivazione e interesse per qualsiasi attività. A differenza della depressione maggiore, che si manifesta con episodi acuti e intensi ma di breve durata, la distimia si presenta come una forma cronica e meno evidente di depressione, con sintomi che rimangono costanti nel tempo.
Cos’è la distimia?
Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5), la distimia è un sottotipo del disturbo depressivo persistente. Si caratterizza per la presenza di sintomi depressivi lievi o moderati che si protraggono per almeno due anni, con la particolarità che, in questo periodo, non si verifichino periodi di benessere superiori a due mesi consecutivi.
Chi soffre di distimia tende a convivere con un umore depresso che diventa, col tempo, parte integrante della propria identità. Spesso, infatti, le persone distimiche non percepiscono la loro condizione come patologica, ma la considerano una parte “normale” del loro carattere, contribuendo così a ritardi nella diagnosi e nel trattamento.
Quali sono i sintomi?
I sintomi della distimia, pur non raggiungendo l’intensità di quelli della depressione maggiore, hanno un impatto duraturo e invalidante. Tra i più comuni troviamo alcuni sintomi che ricordano quelli della menopausa come ad esempio:
- umore depresso persistente;
- stanchezza cronica e mancanza di energia;
- difficoltà di concentrazione;
- disturbi del sonno;
E altri più sepcifici:
- sensazione di disperazione;
- alterazioni dell’appetito;
- perdita di interesse per le attività quotidiane;
- bassa autostima;
Chi soffre di distimia spesso vive in una sorta di stallo emotivo, dove tutto appare piatto e faticoso, senza picchi di gioia. Anche le attività quotidiane perdono significato, e la tristezza diventa una presenza costante. Si sviluppa così un circolo vizioso di pensieri negativi, senso di colpa e auto-svalutazione, che rinforza e mantiene il disagio nel tempo.
In molti casi, alla distimia si sovrappongono episodi di depressione maggiore, generando quella che viene definita “doppia depressione”: una condizione particolarmente difficile da affrontare e che richiede un intervento mirato.
Quali sono le cause della distimia?
Le cause non sono univoche, ma derivano da un insieme di fattori:
- genetici: una maggiore incidenza è stata osservata in persone con familiari affetti da disturbi dell’umore;
- biologici: alterazioni nei livelli di neurotrasmettitori, come serotonina e noradrenalina, potrebbero contribuire all’insorgenza del disturbo;
- psicologici e ambientali: eventi traumatici, relazioni familiari difficili, stress lavorativo o economico possono rappresentare elementi scatenanti o aggravanti.
Come si effettua la diagnosi?
La diagnosi si basa su una valutazione clinica approfondita condotta da uno psicologo o psichiatra. Uno degli ostacoli principali nella diagnosi della distimia è che le persone che ne soffrono appaiono spesso “funzionali”, ossia riescono a mantenere le loro attività quotidiane, anche se con grande sforzo. Questo può portare a una sottovalutazione del disturbo, sia da parte della persona stessa che dei professionisti della salute mentale.
Quali sono i trattamenti per la distimia?
Una volta individuata, la distimia può essere affrontata efficacemente attraverso un approccio integrato. I trattamenti principali includono:
- psicoterapia, in particolare la terapia cognitivo-comportamentale, che aiuta a modificare i pensieri negativi e i comportamenti disfunzionali;
- farmaci antidepressivi, prescritti e monitorati da un medico.
Fondamentali sono i cambiamenti nello stile di vita: attività fisica regolare e alimentazione equilibrata possono contribuire a migliorare l’umore. Infine, avere il supporto di amici, familiari e gruppi di sostegno gioca un ruolo fondamentale nel processo di guarigione.
Tra le fonti di questo articolo segnaliamo:
>>> Humanitas
>>> TopDoctors
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Take Home Message
A differenza della depressione acuta, che colpisce con intensità ma per periodi limitati, la distimia è un malessere cronico. Si manifesta come una forma di depressione lieve ma persistente, che agisce nel tempo come un freno costante su motivazione ed energia, rendendo difficile provare interesse per le normali attività quotidiane.







































































































































































4 risposte
Ho l’impressione che sia un forma molto diffusa. Conosco diverse persone che vivono questo stato di limbo emotivo.
Temo che tu non abbia torto. Anche io conosco diverse persone e in diverse fasce d’età e vederle così apatiche mi addolora
buongiorno. mi sono rivolta al Cps perché avevo il sentore di avere un inizio di depressione. infatti la dottoressa mi ha diagnosticato una leggera depressione. mi ha prescritto gocce per l’umore e lo Xanax per dormire. mi sta seguendo una psicologa ma non ho un grande giovamento. cosa sarebbe la terapia cognitivo comportamentale? perché purtroppo mi trovo in un periodo molto brutto dove sono stata colpita in ogni modo da eventi sia a livello affettivo che sul lavoro e qualsiasi cosa accada la vedo in modo negativo, piango molto spesso.
Ciao Daniela mi dispiace sapere che non è un periodo semplice. Possiamo consigliarti di scrivere alla nostra amica Emanuela Marchetti qui https://www.vediamocichiara.it/la-dott-ssa-emanuela-marchetti-risponde/. In bocca al lupo
Malù❤️