Cosa Metterete a Tavola a Natale?

200408

 

Cosa metterete a tavola a NataleEcco il Menu di Natale firmato VediamociChiara!

Parliamo spesso di cibo qui a VediamociChiara, perché sappiamo che la salute comincia a tavola, ecco allora una proposta per il menu di Natale. Anche per vegetariani, vegani e celiaci!

I benefici di ciascun piatto, li trovate subito dopo la ricetta. Se avrete modo di provarle, oltre che a farci onore, ci farà piacere ricevere poi anche un vostro commento.

Buon appetito e buone feste a tutti!

***Antipasti – Insalata di finocchi, arance e olive (di Maria Luisa Barbarulo)

Ingredienti per 4 persone

  • 2 finocchi
  • 3 arance
  • 100 gr di olive disossate
  • 2 cucchiai d’olio
  • Sale e pepe

Tempo di preparazione 15 min
Lavare bene i finocchi tagliando le foglie esterne e i ciuffetti verdi: le prime vanno eliminate i secondi conservati per la decorazione, quindi tagliare i finocchi a listelle sottili.
Nel frattempo spremere una delle arance e tagliare le altre due a rondelle altre circa 3mm. Disporre nel piatto di portata le fettine di arancia, che faranno da base.
In una coppa aggiungere le olive ai finocchi e condire il tutto con il succo d’arancia, l’olio, il sale e il pepe.
A questo punto disporre sulle fettine di arancia i finocchi conditi, aggiungendo qua e là qualche ciuffetto di finocchio.

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***Primo – Risotto con melagrane e noci (Ricetta per vegetariani e gluten free) (di Cristina Caramma)

Ingredienti per 4 persone:

  • 320 g di riso carnaroli
  • 30 g di noci tritate
  • 2 melagrane
  • 1 cipolla
  • Olio extravergine d’oliva
  • 1 mazzetto di aromi freschi (timo, alloro e prezzemolo)

Preparazione
Sbucciate le 2 melagrane prelevando tutti i chicchi, lasciandone da parte una manciata che servirà per la decorazione. Con un mixer frullate i chicchi e poi passateli al setaccio per prelevare solo il succo (potete usare in alternativa un passaverdure). Versate il succo ottenuto in una caraffa e aggiungete acqua fino ad arrivare a 700 ml.
Tritate la cipolla e fatela soffriggere in una padella con l’olio EVO e il mazzetto di aromi. Unite il riso e fatelo tostare per 2 minuti. Versate poi il succo di melagrane e acqua, salate e cuocete senza mescolare per circa 18 minuti. Quando avrete terminato la cottura eliminate il mazzetto aromatico, aggiungete le noci tritate e mescolate.
Decorate ogni piatto con i chicchi della melagrana che avevate lasciato da parte.

Perché cucinare questo piatto a Natale?
Perché è squisito, perché la melagrana per tradizione è considerata un frutto portafortuna, perché i suoi chicchi rossi sono perfetti per essere usati come decorazioni natalizie e soprattutto perché melagrane e noci sono dei toccasana per la salute! La melagrana contiene acido ellagico, un antiossidante utile per abbassare i livelli di colesterolo totale e il  Colesterolo LDL (cattivo). Contiene inoltre tannini, acido borico, acido citrico e Vitamina C , utili per combattere colite e disturbi intestinaliNelle noci sono contenuti fosforopotassiocalcioferromagnesio e zolfo, Vitamina B1Vitamina B2Vitamina B6 ed Vitamina EOmega 3. Sono un ottimo alleato nella lotta contro l’invecchiamento e le malattie cardiovascolari. Secondo alcune ricerche  scientifiche le sostanze contenute nelle noci sono in grado di ridurre il colesterolo fino al 25%.

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***Primo – Cappelletti in brodo del giorno di Natale (di Noemi Matteucci)

Ingredienti per 4 persone

  • 350 g di pasta fresca all’uovo (da fare in casa o comprare già pronta)
  • 60 g di prosciutto crudo tipo Parma
  • 80 g di mortadella
  • 150 g  di polpa magra di manzo
  • 150 g di polpa magra di maiale
  • 50 g  di burro
  • 80 g di parmigiano grattugiato
  • 2 uova
  • 2 chiodi di garofano
  • 1 bicchiere di vino rosso
  • Noce moscata
  • Sale e pepe
  • Brodo di cappone già preparato in precedenza

Preparazione
Iniziate con il ripieno. In un tegame rosolate la carne di manzo e maiale con il burro. Bagnate con il vino, unite i chiodi di garofano, il sale e il pepe e cuocete a fuoco molto lento per circa un’ora, aggiungendo, all’occorrenza, un goccio d’acqua.

Togliete i chiodi di garofano, passate la carne al mixer e raccoglietela in una terrina abbastanza grande, nella quale aggiungerete la mortadella e il prosciutto, anche questi passati al mixer, le uova, 50 g di parmigiano e una grattata di noce moscata, amalgamando il tutto fino a formare un composto morbido ma consistente. Salate e pepate quanto basta.

Stendete la sfoglia e distribuite il ripieno in piccoli cucchiaini abbastanza separati fra loro. Con il bordo di un bicchiere resistente o con lo strumento per tagliare la pasta dei tortellini intagliate dei cerchi nella pasta, attorno all’impasto. Bagnate i bordi passando un dito umido e chiudeteli l’impasto a mezzaluna, quindi piegate all’indietro i bordi per formare i cappelletti. Lessateli nel brodo, spolverate con il parmigiano residuo e servite.

Le proprietà di questo piatto
Si tratta di un pasto molto ricco di nutrienti, che potrebbe di per sé essere considerato un piatto unico e gustato accompagnandolo con delle verdure. La carne di manzo e quella di maiale forniscono proteine e ferro, il brodo è ricco di grassi, le uova e il formaggio forniscono altre proteine e grassi, mentre i carboidrati sono assicurati dalla pasta. A Natale ci si può concedere qualche boccone in più, certo, ricordiamoci però che con una porzione ricca di cappelletti in brodo facciamo buona scorta di grassi (anche il brodo ne ha) e favoriamo quindi il colesterolo, se ne soffriamo. La parola d’ordine, quindi, è ‘gustare con piacere, ma senza esagerare’.

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***Secondo – Pesce spada agghiotta (di Serenella Corvo)

Ingredienti per 4 persone

  • 4 fette di pesce spada
  • bicchiere di olio d’oliva
  • 1 cipolla
  • 500 g di pomodori pelati
  • 100 g di olive verdi denocciolate
  • 25 g di pinoli
  • 25 g di uva sultanina
  • 1 manciata di capperi dissalati
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 costa di sedano
  • 1 foglia di basilico
  • 1 mestolo di brodo
  • Farina q.b.
  • Sale e pepe q.b.
  • Crostini di pane tostato aromatizzati all’aglio, per accompagnare il piatto

Preparazione
Infarinate le fette di pesce spada e fatele dorare in una larga padella in cui avrete versato l’olio d’oliva. Scolateli e teneteli in caldo. Fate rinvenire l’uva sultanina in poca acqua tiepida.

Nello stesso olio della frittura, fate soffriggere la cipolla finemente affettata e non appena avrà assunto un aspetto appena dorato, versate i pomodori pelati, privati dei semi e tagliuzzati. Incoperchiate e lasciate cuocere per circa 15 minuti a fuoco basso. Trascorso il tempo, aggiungete tutti gli altri ingredienti: le olive verdi, snocciolate e tagliate a piccoli pezzi, i pinoli, l’uva sultanina scolata e strizzata, i capperi, i due spicchi d’aglio tritati, la costa di sedano ridotta a piccoli pezzi, la foglia di basilico, sale e pepe.

Lasciate cuocere a fuoco basso per circa cinque minuti. Disponete quindi, le fette di pesce spada in una pirofila unta d’olio e ricopritele con la salsa preparata, aggiungendo un mestolo di brodo. Mettete la pirofila in forno, a 180 °C per 10 minuti. Trascorso il tempo, lasciate riposare qualche minuto e servite, accompagnando il pesce con i crostini di pane. tostati e aromatizzati all’aglio.

Rosso come… il licopene
Tipico piatto della cucina messinese, il pesce spada “alla ghiotta” unisce alle pregiate carni del pesce spada, magre e ricche di acidi grassi essenziali, le proprietà molteplici del pomodoro. Ricco di vitamine e sali minerali, tra cui predominano il potassio e il fosforo, l’ortaggio rosso apporta buone quantità di  licopene, un carotenoide che, grazie alla cottura risulta maggiormente assimilabile. Noto per le sue proprietà antiossidanti, il licopene è un efficiente “spazzino anti-radicali liberi” e un ottimo alleato nella prevenzione delle malattie tumorali e cardiovascolari.

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***Secondo – Sarde a beccafico (di Serenella Corvo)

Ingredienti per 4 persone

  • 400 g di sarde fresche
  • 8 cucchiai di pangrattato
  • 70 g di pinoli
  • 70 g di uva sultanina (fatta rinvenire in un po’ di acqua tiepida)
  • 2 spicchi d’aglio
  • Il succo di 1 limone e mezzo
  • Una manciata di prezzemolo tritato
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • Sale e pepe q.b.
  • Olio extravergine d’oliva
  • Foglie d’alloro già pulite

Preparazione
Preparate le sarde, evisceratele e sciacquatele sotto l’acqua corrente. Eliminate la testa e la lisca centrale, asciugatele delicatamente e apritele a libro. Fate dorare il pan grattato in una padella con un po’ di olio e.v.o., quindi versatelo in una ciotola – mantenendone da parte un cucchiaio – e incorporate l’uvetta strizzata, i pinoli, il prezzemolo tritato, due terzi del succo di limone, zucchero, sale e pepe. Amalgamate e distribuite un po’ del composto in ciascuna sarda: arrotolate le sarde farcite, per ottenere piccoli involtini. Disponete gli involtini in una teglia oleata e frapponete foglie di alloro tra gli involtini. Irrorate con una soluzione preparata con il succo di limone rimasto, un filo d’olio, sale e pepe. Distribuite sopra un po’ di pangrattato. Passate in forno caldo (180 °C) per cinque minuti appena.

Pesce azzurro: la salute vien dal mare
Il ventre argenteo e il colore azzurrognolo di questi piccoli pesci, a torto considerati di serie B, racchiude acidi grassi preziosi, come gli omega 3, utili per la salute del cuore e del cervello. Le sarde a beccafico, o a “beccaficu”, per dirla alla palermitana, sono un tipico piatto della cucina siciliana, che sposa insieme gli ingredienti poveri eppure, assai pregiati della dieta mediterranea. Ottimo come antipasto, il piatto non sfigura tra i secondi, specie se accompagnato da un contorno di ortaggi – peperoni, melanzane e zucchine – alla griglia o al forno, conditi con una panure di pangrattato, olio d’oliva, pinoli e prezzemolo.

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***Secondo – Agnello arrosto al forno con patate (di Noemi Matteucci)

Ingredienti per 4 persone

  • 1 kg di coscio o di lombata di agnello
  • 5 patate grandi
  • Olio d’oliva
  • 2 rametti di rosmarino
  • 1 spicchio d’aglio
  • Sale e pepe

Preparazione
Pelate le patate, lavatele e tagliatele a spicchi o a cubetti, secondo le vostre preferenze. Lavate l’agnello sotto l’acqua e asciugatelo bene con carta da cucina. Con un coltello ben affilato, create sulla superficie molte piccole incisioni e riempitene ciascuna con il rosmarino già lavato e fatto a pezzetti.

Versate uniformemente dell’olio sul fondo di una teglia e adagiatevi l’agnello, quindi le patate. Unite lo spicchio di aglio schiacciato (con la sua buccia) e insaporite la carne e le patate con sale e pepe.

Fate cuocere nel forno preriscaldato a 180 °C per circa un’ora, mescolando le patate di tanto in tanto e girando la carne almeno un paio di volte. A cottura ultimata, estraete l’agnello dal forno e lasciatelo raffreddare leggermente per qualche minuto. Tagliatelo a pezzi e servitelo su un piatto circondato dalle patate.

Le proprietà di questo piatto
La carne di agnello è ricca di proteine ad alto valore biologico e di vitamine del gruppo B e PP. Tra i sali minerali spiccano potassio e ferro. I grassi contenuti nell’agnello sono principalmente saturi ma, poiché contenuti in modeste quantità, non incidono negativamente sull’organismo: l’apporto di calorie della carne di agnello, infatti, non è molto alto.

Le patate contengono potassiovitamina C e carboidrati complessi, e sono ottime per contrastare il diabete perché ricche di carboidrati complessi, che evitano quindi i picchi glicemici. Sono inoltre disinfiammanti e molto energetiche. Il senso di sazietà dato delle patate può aiutare, in regimi dietetici, a controllare la fame.

L’olio di oliva è considerato l’alimento principe della dieta mediterranea: tra le varie proprietà che ha, è indicato per chi soffre di colesterolo alto (aiuta a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo LDL, quello ‘cattivo’ senza incidere negativamente sulla quantità di colesterolo HDL, quello ‘buono’; è ricchissimo di fenoli, sostanze antiossidanti, contiene tanta vitamina E, che aiuta a preservare la salute delle ossa. Va comunque tenuto sotto controllo in regimi dietetici perché ha molte calorie.

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***Contorno – Frittura di verdure in pastella super-leggera, broccoli, carciofi, zucchine, etc. (di Cristina Perrotti)

Ingredienti (per le porzioni regolatevi in base al numero degli ospiti e… all’appetito).

Per la pastella

  • Farina
  • Acqua gasata e ghiacciata
  • Un pizzico di zucchero (il mio segreto per rendere il fritto croccante e friabile)
    Una volta preparata riponetela in frigorifero per circa 20/30 minuti.


Per la frittura

  • A me piace usare l’Olio extravergine di oliva, vanta un elevato punto di fumo, ovvero la temperatura massima oltre la quale gli olii producono sostanze tossiche per la salute. Lo compro direttamente dal produttore (amici che hanno le piante nella bella Sabina, Lazio)
  • Pentola di ferro

 

Preparazione
Una volta pulite e tagliate le verdure in piccoli pezzi, anche per facilitare la cottura (carciofi a spicchi zucchine e carote a listarelle, etc.) conservatele in frigorifero, in modo tale che risultino fresche al momento della cottura. Questa andrà fatta senza prima bollirle, per mantenere inalterate le proprietà.

Dopo averle immerse nella pastella, lasciare scolare l’eccesso e metterle a cuocere nell’olio bollente che dovrà ricoprirle. Prima di procedere verificate la corretta temperatura: sarà sufficiente spargere un pizzico di farina nella pentola, se questa friggerà (in genere a 160°-180°) si potrà procedere inserendo poco cibo per volta per evitare di abbassare la temperatura.
Preparate un contenitore ricoperto di carta assorbente e una schiumaiola. Una volta che le verdure saranno dorate, toglierle dalla pentola, lasciando che l’olio in eccesso scoli e adagiarle nella ciotola, affinché si asciughino bene.

Aggiungere il sale solo prima di servirle a tavola, per evitare che la croccantezza si perda.

E’ buona, ma fa anche bene. Ecco perché.
La tecnica di cottura della frittura permette di mantenere intatte tutte le proprietà organolettiche dei cibi. In questo caso delle verdure, ricche di vitamine e sali minerali utili per l’organismo. Il fritto poi facilita la diuresi.  

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***Dessert/dolce – Struffoli (dolce natalizio napoletano) (di Patrizia Pezzella)

Presente in tutte le tavole natalizie napoletane, famosi quanto la pastiera, gli struffoli vantano una ricetta antichissima, che risale agli antichi greci.
Il nome racconta la sua forma: “strongoulos” infatti equivale ad “arrontondato”.
Nella preparazione usate il naso per l’aroma, il gusto per il miele e le dita per creare un vero oggetto di precisa ingegneria domestica e strofinate sia le palline che il palato.

Ingredienti

  • 500 gr di farina tipo 00
  • 3 uova grandi, intere
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 75 gr. di burro
  • 1 cucchiaio di limoncello
  • Scorza di limone grattuggiata
  • Un pizzico di sale
  • Olio di semi di girasole q.b. (quanto basta)

Ingredienti per la guarnizione

  • Miele (400 gr)
  • Canditi (200 gr)
  • Confettini argentati e colorati (2 bustine)

Preparazione
Aggiungere alla farina le uova, lo zucchero il burro e gli altri ingredienti. Impastare fino ad ottenere un composto senza grumi e lasciare riposare l’impasto per circa 45 minuti. Riprendere l’impasto e lavorarlo con energia.
Dopo preparare dei bastoncini dal diametro di un dito e tagliare a tocchetti.Friggerli in abbandonante olio bollente.

Toglierli dall’olio appena dorati e lasciarli asciugare su carta assorbente. Appena si saranno freddati concludete con la decorazione: distribuite il miele che avrete sciolto a bagnomaria.A questo aggiungete i canditi e i confettini colorati.

Curiosità
Si conservano bene, e sono buoni anche dopo giorni dalla loro preparazione. Un tempo venivano ricevuti in dono dalle famiglie nobili che si erano distinte per la loro generosità.

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***Dessert/dolce – Pan morbido di mele, allo zenzero, cannella e rosmarino (di Silvia Taurelli)

La bontà di ciò che prepariamo oltre che dalla nostra bravura, dipende molto dalla scelta dei singoli ingredienti …pertanto fate in modo che siano possibilmente bio.

Ingredienti per 6 persone

  • 80 gr. di burro
  • 70 gr. di zucchero di canna a velo
  • 30 gr di farina di mandorle o mandorle tritate finemente
  • 2 uova intere
  • 90 gr. di farina tipo 0 o tipo 1
  • 1 cucchiaino di lievito
  • 30 gr. di zucchero di canna
  • un pizzico di sale
  • 240 gr. di mele grattate a julienne (red-delicious, renette,…circa 1 mela e mezza)
  • Succo di limone q.b.
  • 2 cucchiaini di foglie di rosmarino finemente tritate
  • 15-20 gr di zenzero fresco tritato
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere

Preparazione
Con una frusta montate insieme il burro (che deve essere morbido) e lo zucchero di canna a velo, fino a farlo diventare un composto cremoso.Dopo aver montato bene il burro, unire le uova intere, a temperatura ambiente, e una alla volta. Unire poi lo zucchero di canna, la farina di mandorle e la farina normale setacciata insieme al lievito, un pizzico di sale e mescolate con un mestolo.

A parte grattate le mele a julienne un po’ grossa, bagnatele con qualche goccia di limone per non farle annerire e aggiungete un po’ di zucchero. A questo punto unite le mele al composto impastando delicatamente con un mestolo. In ultimo aggiungete le foglioline di rosmarino tritate finemente, la cannella e lo zenzero.

Imburrate e infarinate la forma da plum-cake o gli stampini da muffins e versatevi il composto che risulterà morbido, ma non troppo liquido. Distribuite un po’ di zucchero di canna sulla superficie del dolce e cuocete in forno, preriscaldato, a 180* per 35-40 min.

A fine cottura il dolce sarà dorato in superficie e umido e morbido nel cuore, ma se fate la prova stecchino, questo dovrà uscirne asciutto. Servite questo dolce tiepido con del gelato alla vaniglia e sarà delizioso!

Perché è in questo menu natalizio?
È un dolce, non troppo dolce, dai profumi e dagli aromi intensi, che fa bene allo spirito e alla saluteCi sono le mele che sono fonte di vitamine, di sali minerali e contengono pochi zuccheri. Essendo cotte inoltre, rendono il dolce facilmente digeribile. C’è il rosmarino, una pianta aromatica dalle innumerevoli proprietà terapeutiche. Per citarne qualcuna è un depurativo, un digestivo ed ha anche proprietà antiossidanti. C’è lo zenzero radice dalle proprietà digestive, antinfiammatorie e antibiotiche, dall’aroma pungente. E c’è la cannella, una spezia considerata un afrodisiaco naturale, dolce e lievemente pizzicante, con proprietà antiossidanti e antibatteriche.

 

Redazione VediamociChiara

Tempo di lettura: 10’

Ultimo aggiornamento: 15 dicembre 2021

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