Oggi affrontiamo un tema delicato, intimo e purtroppo ancora troppo circondato dal silenzio. Parliamo di una sofferenza che colpisce moltissime donne (le stime ufficiali parlano del 15-20%, ma la realtà è probabilmente molto più ampia): la vulvodinia e le cause della vulvdinia

Analizzare cause della Vulvodinia
Per fare chiarezza in modo nuovo, profondo e soprattutto non esclusivamente medico, abbiamo fatto una bellissima chiacchierata con il Dott. Gaetano Iusi, medico psichiatra, psicoanalista e autore del romanzo “La soglia del desiderio”. Attraverso la storia della protagonista, il Dott. Iusi ci aiuta a esplorare l’universo emotivo e le complesse cause della vulvodinia, ricordandoci che il corpo, quando la parola manca, prende il sopravvento e inizia a parlare al posto nostro.
Se il corpo parla al posto delle emozioni
Quando si soffre di vulvodinia, il dolore intimo diventa un compagno di vita invalidante. Ma da dove nasce? Spesso ci si concentra solo sulla componente organica, ma la visione del Dott. Iusi ci invita a fare un passo indietro e per risalire alle cause della vulvodinia, analizza la storia personale di ciascuna donna.
Dal punto di vista psicanalitico, l’eziologia di questa sofferenza è strettamente legata a un’attivazione emotiva. Il corpo parla al nostro posto quando non riusciamo a dare voce ai nostri sentimenti, ai vissuti o ai conflitti interni. A seconda del valore simbolico di un’area del corpo, la mente “scarica” lì la tensione. Nel caso della vulvodinia, il dolore fisico può trasformarsi in una patologia d’organo cronica, ma le sue radici affondano spesso in un profondo background psicologico e relazionale: un dolore invisibile.
Il senso di colpa e il peso dei pregiudizi tra le cause della vulvodinia
Tra le principali cause della vulvodinia dal punto di vista emotivo, troviamo il senso di colpa e l’irrigidimento psichico. Questo blocco nasce frequentemente all’interno dell’ambiente in cui la donna cresce e vive.
Nonostante si parli tanto di emancipazione femminile, la verità è che persistono ancora forti pregiudizi nell’educazione delle donne, legati alla gestione del proprio corpo e della propria sessualità. Questo condizionamento culturale e familiare crea una rigidità mentale che, inevitabilmente, si traduce in un irrigidimento fisico del pavimento pelvico. Il dolore intimo diventa così l’espressione somatica di un disagio che non ha trovato un canale di sfogo verbale.
L’importanza di non “medicalizzare” e il ruolo del partner
Un aspetto fondamentale emerso dall’intervista è il rifiuto della medicalizzazione estrema. Guardare a una donna che soffre di vulvodinia come a un “pezzo meccanico che non funziona” è l’approccio più sbagliato. La scelta di trattare questo argomento sotto forma di romanzo nasce proprio dal bisogno di raccontare una sofferenza reale con empatia, universalità e adatta a tutti, compresi i partner.
La vulvodinia, infatti, può letteralmente sconvolgere la vita di coppia. Di fronte al dolore della partner, l’uomo non deve sentirsi escluso, ma deve imparare a sviluppare due doti fondamentali:
- L’ascolto: per comprendere una difficoltà che spesso non viene riconosciuta nemmeno da molti medici generici.
- La morbidezza: intesa come accoglienza, tenerezza e pazienza. Se la vulvodinia è “rigidità”, l’alchimia per superarla risiede proprio nella capacità del partner di decodificare quel dolore con dolcezza, senza pressioni o sensi di colpa.
La vulvodinia non è una colpa e non è un tabù da nascondere.
Conoscerne le cause emotive e psicologiche è il primo passo per affrontarla a 360 gradi, unendo le cure fisiche all’ascolto di se stesse. Se volete approfondire questo viaggio vi consigliamo la lettura de “La soglia del desiderio” di Gaetano Iusi: un’opportunità preziosa per noi, ma anche per i nostri compagni, per imparare a guardarci con più tenerezza.
Redazione VediamociChiara © riproduzione riservata
Take Home Message
Parliamo di una sofferenza che tocca moltissime di noi (le stime si aggirano intorno al 15-20%, ma si tratta solo della punta dell’iceberg) e che per troppo tempo è rimasta nascosta. La vulvodinia non deve essere un tabù. Per curarla davvero, l’unica strada è un approccio completo: accostare alle terapie mediche tradizionali la consapevolezza delle cause della vulvodinia legate alla sfera psicologica ed emotiva. Ascoltare il proprio corpo senza sensi di colpa è il primo, grandissimo passo verso la guarigione.
Tempo di lettura: 3 minuti


























