Cultura personale come dono

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Cultura personaleAnamnesi e ricerca della “cura” attraverso le esperienze personali

Cultura personale – Mio nonno, che aveva la terza elementare, pensava che la cultura fosse un bene di valore inestimabile. Così, quando non riusciva a fare qualcosa, anche fosse stato aprire un barattolo di marmellata mi diceva: tu che hai studiato, apri questo barattolo. Mi faceva sorridere e pensavo, che c’entra?!
Invece con gli anni ho capito che c’entra, la cultura, intesa come insieme di esperienze, c’entra sempre, a prescindere da tutto.

La storia di Giovanna

Giovanna ha dedicato tutta la sua vita alla danza, come ballerina prima e poi come assistente coreografa e maestra di ballo dopo. Il suo mondo è fatto di viaggi, di teatri, di sale prove di musica ma soprattutto è fatto di gente sempre diversa. Quando Giovanna parla, non parla mai di sé, il suo io non esiste se non inserito in un contesto più ampio a molti sconosciuto.

Colorata da esperienze poco comuni, la sua realtà non combacia con quella delle persone che sono abituata ad incontrare. Quelle che di solito si rivolgono a me per raggiungere un obiettivo o anche solo per trovarlo.
Così per comunicare con lei occorre cambiare posizione percettiva più e più volte durante il discorso. Un momento è a Londra, un altro a Shangai, un altro ancora in un terreno in campagna in mezzo agli asini. Poi mescola tutto con ricordi d’infanzia, utilizza parole in 3 lingue diverse e certe volte fatico a seguire il suo viaggio.

Mi parla di progetti di vita futuri in cui si vorrebbe dedicare anche ad altro. Come se quello che ha fatto non fosse abbastanza, penso. Per farlo fa riferimento a una vita così piena e varia che per trovare un percorso devo prima seguirla in tutto il suo cammino. Assaggiare un poco della sua esperienza, ascoltare “la sua musica e la sua arte”. Devo, insomma, immergermi nella sua cultura e solo così troviamo insieme il primo nodo da sciogliere.

È dunque proprio facendo leva sulla sua cultura personale che Giovanna ha trovato la sua soluzione

Ha potuto, cioè, aprire il suo barattolo di marmellata. Altrimenti non ci sarebbe riuscita. Ha utilizzato cioè quello che sapeva per fare quello che non sapeva ancora fare.

Quando un/una cliente mi parla di un disagio, un malessere, un male anche fisico, invece di ricercare la causa, lo/a conduco in un lavoro di costruzione prima e sfrondamento poi.
Insieme scandagliamo il suo modo di vedere la realtà, il suo modo di percepirla. La sua cultura familiare e sociale insomma. Insieme dipingiamo l’immagine di quello che vede e attraverso quel quadro capiamo quali sono i nodi che conducono a quel malessere. Ma soprattutto scopriamo quali strade sono per lui o lei percorribili per scioglierne le trame.

È esattamente questo che fa la cultura, costruisce la nostra realtà personale, ognuno la propria storia, unica e irripetibile

Ed è proprio questa storia che ci permette di risolvere i problemi, di trovare soluzioni, esattamente come fa il medico con l’indagine anamnestica. Il medico ricerca, nella nostra storia, le predisposizioni e le cause di una malattia. Con il coaching facciamo qualcosa di simile, però non ci fermiamo a questo passaggio.

Immaginiamo che la persona raccontando la sua storia personale utilizzi parole, frasi, costruzioni tali che ci diano indicazioni di come è fatta quella persona. Immaginiamo anche che disegni una mappa del suo mondo e ci dica come si muove su quella mappa. Che mezzi usa per spostarsi, che colori sceglie, quali luoghi predilige. Così, proprio come su una cartina geografica ricerchiamo le strade migliori per raggiungere una destinazione. Nella mappa raccontata dall’individuo cerchiamo le rotte per definire il modo migliore per risolvere un problema, per raggiungere un obiettivo.

Sarà la rotta migliore per quella persona perché è la sua mappa e non quella di un altro

Ci sono i suoi colori, le sue immagini, le sue costruzioni e solo lui o lei sa esattamente cosa funziona per lui e cosa no.

Come Giovanna, che pur vive in maniera così eclettica, chiunque può tracciare il suo percorso verso il benessere psicologico e fisico. Verso obiettivi di vita gratificanti.

Sarà proprio la nostra cultura personale ad aiutarci ad aprire un barattolo di marmellata. Non solo perché potrà dirci qual è il modo migliore, per noi, per aprire quel barattolo. Ma anche, e soprattutto, ci dice che siamo in grado di aprirlo.

Alessandra Bitelli
Trainer & Coach
www.coach4change.it

Take Home Message
Il nostro vissuto, le nostre esperienze, sono i riferimenti per risolvere i problemi, trovare soluzioni. È la nostra cultura personale, se sapremo leggerla, che ci darà le indicazioni per raggiungere i nostri obiettivi. Perché è fatta di strade a noi familiari.

Tempo di lettura: 50”

Ultimo aggiornamento: 2 luglio 2020

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1 commento

  1. I suoi articoli me li leggo tutti, e ogni volta porto a casa qualche cosa di buono: un consiglio, una riflessione, un punto di vista… Sono una donna, come tante, con una mappa “”ricca””, una mappa che col tempo cresce, cambia. Come me. Difficile, ma anche che bello! Grazie.

  2. le sue parole, quello che scrive, sono tutte cose sacrosante. grazie per questo articolo che al pari degli altri ho letto con molto interesse. spesso è proprio lei che mi aiuta ad aprire il mio barattolo della marmellata!

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