Vivere con il Morbo di Parkinson, oggi

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morbo di Parkinson

Quali sono i sintomi del morbo di Parkinson? E dove sta andando la ricerca?

Dopo la malattia di Alzheimer, quella di Parkinson è la malattia neurodegenerativa più diffusa. Oggi ne soffrono circa 200 mila italiani, la maggior parte ha tra i 60 e i 65 anni. Durante il decorso i sintomi peggiorano, anche se il trattamento con i nuovi farmaci e le terapie non farmacologiche hanno notevolmente migliorato la qualità di vita dei pazienti. 

Che cosa è la malattia di Parkinson e come si manifesta?

La malattia di Parkinson  (o morbo di Parkinson ) è un disturbo motorio degenerativo e progressivo classificato come malattia cerebrale, causato dalla morte dei neuroni dopaminergici, ovvero le cellule nervose del cervello che producono la dopamina, il neurotrasmettitore che consente il controllo dei movimenti, con conseguente deprivazione della dopamina stessa (Fonte: Fondazione Veronesi).

La malattia del Parkinson è caratterizza da sintomi precisi:

  • Rigidità muscolare che si manifesta con resistenza ai movimenti passivi
  • Tremore che insorge durante lo stato di riposo e può aumentare in caso di stato di ansia
  • Bradicinesia che provoca difficoltà a iniziare e terminare i movimenti
  • Questi sintomi si risolvono poi in disturbi dell’equilibrio, andatura impacciata e postura curva
  • Altri sintomi possono essere depressione e lentezza nel parlare. (Fonte: Epicentro)

 

Al momento ne soffrono circa 200 mila italiani di cui la maggior parte ha tra i 60 e i 65 anni, nel pieno di una vita attiva. 

Ma perché la malattia si chiama così?

La malattia di Parkinson porta il nome del primo medico inglese che l’ha osservata e descritta in dettaglio: James Parkinson, nel 1817.

Nel suo celebre saggio definisce il morbo di Parkinson “Paralisi agitante” (the Shaking Palsy) e descrive con dovizia di particolari i pazienti affetti da tremore, diminuzione della forza muscolare, e con un particolare modo di camminare, a piccoli passi e con tendenza a inclinare il busto in avanti (Fonte: Fondazione Limpe).

Visti i sintomi del Parkinson è lecito domandarsi se si può avere una vita “normale” con questa malattia

Un aiuto ad avere una vita normale arriva dalla ricerca medico scientifica. Gli esperti della malattia ci parlano di nuove opportunità offerte dai farmaci ma anche dallo sport, dalla dieta e l’importanza di curarsi presto e bene.

  • Un aiuto dai farmaci
    Oggi i farmaci sono in grado di tenere sotto controllo per anni i sintomi tipici della malattia come tremori, rigidità e lentezza.
  • Lo sport può migliorare l’azione dei farmaci
    Verissimo, ma va praticato con prudenza. La malattia porta ad un senso di affaticabilità precoce: quando iniziano i segnali di stanchezza, bisogna fermarsi, altrimenti, si “stressa” il metabolismo cellulare e questo non fa bene alla malattia. Ma il movimento, senza esagerare, è considerata una vera e propria terapia complementare a quella farmacologica.
    È consigliata fin sa subito la fisioterapia, almeno una volta alla settimana e sotto la guida di un esperto. Poi si ripetono tutti i giorni a casa gli esercizi imparati.
    È ugualmente importante percorrere una media di 3-5 mila passi al giorno, compatibilmente anche con l’età
  • La dieta anche è importante
    Oggi sappiamo che le proteine intralciano l’azione della levodopa, uno dei principi attivi maggiormente utilizzati nella cura del Parkinson. Chi ne consuma sempre troppe, ha un peggioramento del tremore e in generale dei sintomi motori che richiedono un aumento del dosaggio del medicinale. Per evitarlo è necessario calibrare le proteine sulla base del peso corporeo e consumarle solo la sera.

Per questo oggi è diventato importante che il paziente venga seguito da un’équipe multidisciplinare che imposti fin da subito una terapia adeguata.

Ma ci sono anche altre novità in fatto di cure

L’ultima arrivata prevede l’uso di ultrasuoni guidati dalla risonanza magnetica. Gli ultrasuoni vengono convogliati contro una specifica porzione del talamo, la zona del cervello da cui hanno origine i tremori, e ne bruciano il tessuto. Viene utilizzata nei casi di tremore grave, quando ad esempio riesce difficile anche tenere in mano il bicchiere senza rovesciarne il contenuto. Ha il vantaggio si essere ben tollerata anche dai pazienti più fragili.

Ma non solo. Sono in fase di studio anche nuovi farmaci antidiabetici che potrebbero avere un ruolo nella malattia, utili specialmente nelle fasi iniziali.

Battere il Morbo di Parkinson sul tempo

Altri lavori scientifici importanti riguardano i test per la diagnosi precoce del Morbo di Parkinson. E l’indizio rivelatore sembra nascondersi nella saliva. Ben prima che la malattia si manifesti infatti, si creano degli agglomerati di alfa-sinucleina. Bene, questa proteina si può rilevare anche nella saliva. Grazie a questa scoperta ora ci sono studi in corso che potrebbero portare a un test diagnostico ultrarapido.

Per maggiori informazioni

Su www.parkinson.it trovi centri specializzati e informazioni sulla malattia.
Se sei in difficoltà chiama SOS PARKINSON al 336735544, il sabato e nei festivi dalle 8.00 alle 20.00

Fonte notizia:
Donna Moderna

Per approfondimenti:

Credits immagine 

Cristina Perrotti

 

Take Home Message
Quali sono i sintomi del Parkinson? E dove sta andando la ricerca? Dopo la malattia di Alzheimer, quella di Parkinson è la malattia neurodegenerativa più diffusa. Oggi ne soffrono circa 200 mila italiani. Durante il decorso i sintomi peggiorano, anche se il trattamento con i nuovi farmaci e le terapie non farmacologiche hanno notevolmente migliorato la qualità di vita dei pazienti.

Tempo di lettura: 3′

Ultimo aggiornamento: 2 aprile 2022

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