I falsi miti legati al sonno

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Dormire bene è importante per il nostro benessere, migliora il sistema immunitario, bilancia i livelli ormonali, abbassa la pressione sanguigna e libera dalle tossine. Ma quali sono i falsi luoghi comuni sul dormire?

1) Il mattino ha l’oro in bocca

Il desiderio di essere mattinieri appartiene ai tanti che pensano in tal modo di avere più tempo a disposizione per fare più cose. Ma non è così semplice: la capacità di adeguarsi ai ritmi sonno-veglia  è determinata geneticamente e scandisce i ritmi della nostra vita e può essere modificata con molta difficoltà. Ognuno di noi ha un proprio cronotipo che indica la parte della giornata in cui si è maggiormente attivi: si è «allodole» quando ci si alza facilmente al mattino presto e si è più svegli nella prima parte del giorno oppure si è «gufi» quando, al contrario, si lavora meglio durante la sera e si preferisce andare a letto tardi. Tra queste due categorie ci sono i «normali».

2) Dormire almeno sette ore

Il tempo giusto per dormire varia da persona a persona. In genere un adulto dorme tra le 7 e le 9 ore, ma per capire di quanto sonno necessitiamo bisognerebbe provare almeno per una settimana ad andare a letto quando sentiamo la stanchezza e svegliarci senza sveglia. La media delle ore di sonno che facciamo in questo modo dovrebbero indicarci il nostro reale bisogno di dormire.

3) Falsi miti legati al sonno – Se non dormo è solo stanchezza

Mai come questa volta l’affermazione è falsa. Dietro l’insonnia ci sono cause ben più gravi della stanchezza e se trascurate possono portare a conseguenze  pesantissime. Durante il sonno notturno c’è un importante inibizione della produzione di cortisolo, l’ormone dello stress, tra i cui effetti c’è anche l’innalzamento della pressione arteriosa. Durante l’insonnia quindi non si riesce a inibire la produzione di questo ormone con conseguente ipertensione, e la possibilità di un sensibile aumento del rischio di infarto e di ictus. Viene danneggiato poi anche il sistema immunitario, col rischio più frequente di insorgenza di malattie. La perdita del sonno determina anche un aumento dell’azione degli ossidanti, con un’accelerazione dei processi di invecchiamento soprattutto a carico del cervello. Questi danni sono però fortunatamente reversibili anche se necessitano almeno cinque anni di ritmo sonno-veglia regolare per recuperare le funzionalità compromesse.

4) Russare dà fastidio solo a chi ti sta accanto

Il russare può essere il segnale di apnee notturne, un disturbo del sonno che può causare problemi anche seri, soprattutto di natura cardiaca e che spesso è correlato all’accumulo di grasso. Se si russa costantemente si consiglia di consultare il medico, non solo per salvare la relazione di coppia, ma la propria salute.

5) Recupero il sonno nel fine settimana

Il jetlag sociale consiste nel drastico cambiamento del ritmo sonno-veglia che avviene nei fine settimana. Spesso si trascorre il sabato e la domenica dormendo di più e passando dal letto al divano e viceversa pensando di recuperare la stanchezza accumulata nella settimana appena trascorsa, ma secondo la rivista International Journal of Obesity queste abitudini interferiscono con un buon funzionamento del metabolismo e aumentano il rischio di obesità.

6) Falsi miti legati al sonno – Svegliarsi presto per allenarsi

Anche se l’allenamento è importante per la nostra salute, è però sbagliato dormire meno per fare attività fisica. Dall’altro canto anche le cellule dei nostri muscoli hanno un orologio biologico e se quando ci svegliamo siamo stanchi, con ogni probabilità lo saranno anche i nostri muscoli. Dopo un allenamento c’è bisogno di dormire a sufficienza per far recuperare il nostro corpo: diventiamo più forti, solo se ci riposiamo.

7) Se ti svegli di notte resta a letto

Se ci si sveglia nel cuore della notte e dopo una ventina di minuti si è ancora svegli, probabilmente è meglio alzarsi per fare qualcos’altro. Evitare però di fare cose che eccitano troppo il cervello, come guardare il computer, lo smartphone o la televisione. Un buon libro può conciliare meglio il riaddormentarsi.

8) Bere un cicchetto aiuta a dormire

Si pensa che farsi un bicchierino di super alcolico aiuti a dormire. Probabilmente aiuta ad addormentarsi più velocemente, ma la qualità del sonno è peggiore e non ci si riposa nel modo corretto. Nei paesi anglosassoni è un luogo talmente comune che il cicchetto di super alcolico si chiama addirittura nightcap, ovvero, cuffia per la notte.

9) Alcune persone non sognano

Spesso non ricordiamo cosa abbiamo sognato, ma ciò non significa che non lo abbiamo fatto. Molti fattori impediscono di ricordare quello che abbiamo sognato, come le alterazioni del sonno (apnee notturne e insonnia), lo stress e l’abuso di alcool e droghe. Risvegliarsi bruscamente ha poi l’effetto di cancellare i sogni e quando ci alziamo dal letto cominciamo subito a focalizzarci su quello che ci riserverà la giornata : a tali condizioni la possibilità di ricordare il sogno diventa quasi impossibile.

Dott.ssa Beatrice Greco per Redazione VediamociChiara
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Take Home Message
Tutti dovremmo dormire almeno sette ore, russare dà fastidio solo a chi ti sta accanto, recupeperò il sonno nel week-end, bere un cicchetto aiuta a dormire, alcune persone non sognano: sono solo alcuni dei falsi miti legati al sonno.

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Ultimo aggiornamento: 20 giugno 2020

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