Tumore della cervice uterina

tumore della cervice uterina

Per incidenza la seconda neoplasia nel sesso femminile nel mondo. Impariamo a prevenirlo!

La cervice, o collo, dell’utero è la parte inferiore dell’utero e ne mette in collegamento il corpo con la vagina. Sono due i principali tipi di cellule che rivestono la cervice. Cellule ghiandolari nella parte più vicina al corpo uterino. E cellule squamose nella parte più vicina alla vagina. I due differenti rivestimenti cellulari si incontrano in una zona definita di transizione, dalla quale ha origine la gran parte dei tumori del collo dell’utero.

Il tumore della cervice uterina è per incidenza la seconda neoplasia nel sesso femminile nel mondo

L’adozione di programmi di screening sempre più estesi ed efficaci, anche in Italia, ha ridotto il numero di eventi fatali collegati a questa malattia. Questo grazie all’aumento delle diagnosi in fase precoce e alla riduzione nell’incidenza delle forme invasive. Si presenta con maggior frequenza tra i 25 ed i 35 anni sotto forma di carcinoma in situ. Quanto alla forma invasiva, praticamente assente sotto i 20 anni, si mantiene rara fino ai 40 anni. Mostrando poi un aumento dell’incidenza progressivo fino a 65 anni, fascia d’età in cui si registra il picco.

I fattori di rischio del tumore della cervice uterina

Tra i fattori di rischio associati a questa malattia vengono indicati l’inizio precoce dell’attività sessuale e l’elevato numero di partner. Le gravidanze multiple, le infezioni genitali, la scarsa igiene intima e sessuale. In particolare, avere rapporti intimi senza l’uso di metodi barriera come il preservativo (maschile e femminile) – e il fumo di sigaretta. In considerazione del ruolo svolto da alcuni agenti infettivi e dalle infezioni genitali, il rischio è aumentato anche per le donne che hanno rapporti sessuali con uomini le cui precedenti partner erano affette da tumore della cervice uterina.

L’infezione da HPV ha un ruolo fondamentale nello sviluppo del tumore della cervice uterina

Il DNA virale è stato riscontrato nel 99,7% dei casi. Tuttavia si tratta di una condizione necessaria ma non sufficiente per l’innesco dello sviluppo tumorale. Pertanto sono generalmente presenti concause facilitanti, che favoriscono la persistenza dell’infezione virale. Come per esempio una condizione di immunodepressione e altre infezioni a trasmissione sessuale. Circa il 70% dei casi di Carcinoma invasivo della cervice è attribuibile all’infezione da HPV di tipo 16 e 18, ma più di recente sono stati correlati al tumore anche altri ceppi (31, 33 e 35). I ceppi virali di tipo 6 e 11 sono responsabili della formazione di condilomi acuminati, malattia a trasmissione sessuale molto contagiosa.

Prevenire il tumore della cervice uterina: Pap test e vaccini

Di facile esecuzione, durante un’ordinaria visita ginecologica, e quasi indolore, il PAP test è l’esame che permette di prelevare ed esaminare alcune cellule della cervice, rilevando eventuali anomalie che possono essere indicative di una successiva evoluzione in senso tumorale. Sottoporsi regolarmente a questo semplice e rapido esame citologico è una garanzia efficace nella prevenzione delle forme invasive di carcinoma della cervice.

Nel caso in cui durante l’esecuzione del Pap test vengano rilevati segni di infezione da HPV, il medico valuterà la possibilità di effettuare un esame chiamato, HPVDNA. Si tratta di un esame di laboratorio che consente di identificare il ceppo virale responsabile dell’infezione. Il livello di rischio connesso all’infezione da HPV, infatti, dipende dal particolare ceppo virale. A partire dai 25 anni di età e sino al compimento di 64 anni, è consigliabile che tutte le donne si sottopongano ogni tre anni al Pap test. Secondo le linee guida dei medici ginecologi statunitensi, il primo controllo dovrebbe essere effettuato entro i primi tre anni dall’inizio dell’attività sessuale.

Da qualche anno è disponibile per le donne una nuova arma contro il Papilloma virus

Si tratta del vaccino anti-HPV, che in Italia viene somministrato gratuitamente a tutte le bambine tra gli 11 e i 12 anni (Cervarix, attivo contro i genotipi 16 e 18; Gardasil, vaccino tetravalente, attivo contro i genotipi 6-11). La maggiore efficacia del vaccino, infatti, si esplica se questo viene effettuato prima dell’inizio dell’attività sessuale e quindi, prima che la donna venga in contatto con il Virus.

Diagnosi del tumore della cervice uterina

L’esame pelvico approfondito e la colposcopia con biopsia, sono le indagini diagnostiche che il medico condurrà nel caso sospetti nella paziente la presenza di un carcinoma cervicale. Il colposcopio, in particolare, è uno strumento che permette di ben visualizzare e ispezionare la vagina e la cervice, per rintracciare eventuali aree di anomalia del tessuto di rivestimento.

Sintomi del tumore della cervice uterina

Purtroppo il tumore della cervice uterina non ha sintomi specifici. E generalmente si sviluppa in forma silente, soprattutto nelle fasi iniziali. Ecco perché è fondamentale che ogni donna si sottoponga a visite ginecologiche regolari. E ad un’attenta valutazione del rischio, sulla base del quale definire la periodicità del test di screening. La sintomatologia, sebbene sfumata, può comportare perdite ematiche dopo i rapporti sessuali. Ma anche perdite vaginali maleodoranti, dolori alla pelvi e sciatalgia. Tutti campanelli d’allarme che devono subito portare a richiedere il consulto ginecologico.

Trattamento del tumore della cervice uterina

La rimozione chirurgica è il trattamento elettivo del carcinoma cervicale. Tuttavia il livello di radicalità nell’asportazione dipende dallo stadio di sviluppo del tumore. La chirurgia viene generalmente integrata alla radioterapia e alla chemioterapia al fine di ottenere il massimo dell’efficacia terapeutica. In generale, lo stadio di evoluzione tumorale è il criterio guida nella scelta del protocollo di cura più appropriato.

> Per un approfondimento istituzionale visita il sito del Ministero della Salute.


Serenella Corvo

Take Home Message:
Tumore della cervice uterina – Per incidenza la seconda neoplasia nel sesso femminile nel mondo. Lo screening ha ridotto il numero degli eventi fatali. Il Pap-test risulta essere l’arma migliore per la prevenzione. Visto che oggi sappiamo che l’infezione da HPV (Papilloma Virus) ha un ruolo fondamentale nello sviluppo della malattia tumorale della cervice. Circa il 70% dei casi è collegato a questo virus. In Italia il vaccino anti-HPV viene somministrato in tutte le bambine tra gli 11 e i 12 anni, prima che la donna venga in contatto con il virus.

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Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2019

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