Cambiare sesso – Transizione e disforia di genere

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Cambiare sesso – Identità sessuale

Il termine transizione indica il percorso (psicologico, medico, legale) che porta una persona a vivere con completezza e serenità non secondo il genere sessuale attribuitogli alla nascita, ma alla identità sessuale percepita psichicamente.

“Tu hai sentito il mio desiderio, quando nessuno poteva capire. Tu hai capito”.
David Ebershoff, The Danish girl (2000).

Per disforia di genere si intende la condizione di disagio e profondo malessere sperimentato da chi non si riconosce nel sesso attribuito alla nascita e riportato sui documenti.

Cambiare sesso – Proviamo a distinguere tra i vari termini

Transessualismo si riferisce alla condizione per la quale si percepisce una identità sessuale opposta al proprio sesso biologico;

Transgender è la condizione di colui/colei che non si identifica in nessuno dei due generi maschile o femminile;

Travestitismo rappresenta la situazione della persona che al di là della propria identità percepita, assume atteggiamenti e abbigliamento del sesso opposto a quello biologico.

L’incongruenza di genere come riporta il DSM-5 non è più una categoria dei disordini mentale, la disforia di genere è l'”angoscia” associata alla incongruenza di genere (American Psychiatric Association).

L’intervento chirurgico

Il primo intervento chirurgico di cambio di sesso di cui si ha notizia in medicina risale al 1930 del pittore danese Einar Wegener che cambiò il suo nome in Lilli Elbe.

Nella transizione MtF gli interventi chirurgici prevedono: penectomia, orchiectomia e vaginoplastica. Nel percorso FtM gli interventi demolitivi sono mastectomia, isterectomia e ricostruttivi con falloplastica.

La più recente sentenza della Corte Costituzionale n.180 del 2017 prevede che l’intervento chirurgico demolitorio o modificativo dei caratteri sessuali non sia più obbligatorio per i cambi di sesso sui documenti, a differenza e a completamento della normativa precedente (legge 164/1982; D.lgs 150/2011; Corte Costituzionale sentenza 221/2015; Corte di Cassazione sentenza 15138/2015).

Cambiare sesso anche nei documenti

Per ottenere l’intervento chirurgico di cambio di sesso, eseguito in alcuni ospedali pubblici italiani, è necessaria la autorizzazione del tribunale, che autorizza anche il cambio di sesso sui documenti.

Tale sentenza del tribunale è comunque sempre preceduta da una cura ormonale che modifichi le caratteristiche sessuali della persona e da una relazione psicologica e psichiatrica in cui è stata fatta diagnosi di disforia di genere.

Ottenuta la rettificazione del sesso chirurgicamente, anche se sottolineiamo non più obbligatoria, sarà possibile cambiare i documenti con l’attribuzione di un nome corrispondente alla identità di genere percepita e non biologica.

L’identità di genere precedente alla sentenza del tribunale di rettifica, resterà conosciuta alla anagrafe e al casellario giudiziario presso il tribunale.

Dott.ssa Patrizia Pezzella
Psicologa, psicoterapeuta, perfezionata in Sessuologia clinica

Puoi contattare direttamente la dott.ssa Patrizia Pezzella
www.terapiasedutaunica.it
www.vaginismoroma.it

(Credits foto)

Take Home Message – Cambiare sesso – Transizione e disforia di genere
Il termine transizione indica il percorso (psicologico, medico, legale) che porta una persona a vivere con completezza e serenità non secondo il genere sessuale attribuitogli alla nascita, ma alla identità sessuale percepita psichicamente.

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Ultimo aggiornamento: 2 giugno 2021

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