Fertilità femminile: quali esami per sapere se va tutto bene?

201333

Decidiamo di diventare mamme sempre più tardi. Purtroppo, però, la nostra capacità riproduttiva diminuisce col passare degli anni. Quali esami fare per controllare la fertilità femminile?

Sono tante le ragioni che spingono noi donne a rimandare la decisione di diventare madri: il non sentirsi pronte, la necessità di affermarsi professionalmente, la volontà di fare nuove esperienze o semplicemente il non aver trovato il partner giusto. Può capitare, così, che quando finalmente si prende questa importante decisione, ci si scontri con un problema di fertilità femminile.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito l’infertilità come un problema di salute globale.

Nelle donne, la fertilità si abbassa di solito a partire dai 32 anni e ha una caduta drammatica dopo i 37. Negli ultimi anni, inoltre, è stato dimostrato che anche nell’uomo l’età gioca un ruolo importante sulla probabilità di concepimento.

Cosa si può fare per controllare la fertilità femminile?

Importante è agire tempestivamente. Anche se l’infertilità è definita come l’incapacità di concepire dopo un anno di rapporti non protetti, le donne che hanno più di 35 anni dovrebbero fare dei controlli il prima possibile.

Quella che si deve controllare è la riserva ovarica, cioè il potenziale riproduttivo dell’ovaio. Ecco gli esami da fare.

  • Dosaggio dell’ormone FSH.

L’FSH è l’ormone follicolo stimolante che contribuisce a regolare le funzioni delle ovaie, stimolando la produzione dei follicoli. Livelli di FSH superiori a 20 mUI/ml nella fase follicolare del ciclo indicano una importante diminuzione della riserva ovarica.

L’estradiolo è un ormone estrogeno prodotto naturalmente dalle ovaie. Livelli elevati di estradiolo nel giorno secondo o terzo giorno della fase mestruale, sono collegati a scarsi risultati di gravidanza sia spontanea sia con fecondazione in vitro.

  • La conta dei follicoli antrali (AFC) è un altro esame per valutare la fertilità femminile.

I follicoli antrali sono piccoli follicoli ovarici che presentano al loro interno una cavità denominata antro. Il numero dei follicoli antrali è uno degli strumenti più efficaci per stimare la riserva ovarica. Utilizzando l’ecografia transvaginale il 2° o 3° giorno della fase mestruale è possibile stimare il numero di follicoli antrali presenti nelle ovaie. Un valore di AFC uguale o minore di 4 è associata a tassi di gravidanza più bassi.

Questo ormone  è prodotto dall’ovaio ed è coinvolto nella crescita e nello sviluppo dei follicoli. Il livello di AMH diminuisce quando si va verso la menopausa. Può essere misurato in qualunque momento del ciclo e le sue concentrazioni nel sangue sono considerate indice di riserva ovarica.

Se sospetti di avere un problema di fertilità, rivolgiti tempestivamente a uno specialista, che ti prescriverà gli esami da fare e ne valuterà i risultati.

Fonte:

Fondazione Serono

 

Cristina Caramma

Take Home Message
Si decide di diventare mamme sempre più tardi, ma questo porta a scontrarsi più frequentemente col problema dell’infertilità. È possibile valutare la fertilità femminile attraverso degli esami, quali: dosaggio dell’ormone FSH, dosaggio dell’estradiolo, conta dei follicoli antrali (AFC), controllo dell’ormone antimulleriano (AMH).

Tempo di lettura: 1’ 

Ultimo aggiornamento: 22 giugno 2020

Voto medio utenti

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui