Il lipedema è una patologia che colpisce maggiormente le donne. Viene spesso confusa con la cellulite o il linfodema. Questa confusione e i ritardi di una diagnosi precisa possono creare frustrazione in chi ne soffre. È considerata una vera e propria malattia infiammatoria cronica e degenerativa. Si riconosce da un accumulo esagerato di grasso sottocutaneo che tende a deformare gli arti.
Quali sono i sintomi e le cause del lipedema
L’infiammazione cronica del lipedema si concentra maggiormente sulle gambe in particolare sulla zona che interessa i glutei e le caviglie, escludendone i piedi. In alcuni casi colpisce anche le braccia. Quando è ad uno stato cronico provoca dolore e la comparsa di ematomi ed ecchimosi evidenti.
A questi sintomi si aggiunge spesso una sensazione di pesantezza e difficolta di mobilità. A volte si ha persino una percezione anomala di freddo nelle zone interessate. Solitamente questo stato infiammatorio tende a peggiorare con gli sbalzi ormonali legati a determinate fasi dell’esistenza come pubertà, gravidanza e soprattutto la menopausa.
Il lipedema comincia a manifestarsi nel periodo perimenopausale. A lungo andare può influenzare la qualità della vita di chi ne soffre. Tra le cause che scatenano questa malattia cronica vi sono proprio le alterazioni ormonali e la predisposizione genetica.
Come si fa la diagnosi?
Non è assolutamente facile diagnosticare questa patologia. Spesso le diagnosi sono tardive. Una diagnosi corretta e tempestiva invece fa la differenza e consente di rallentare l’evoluzione degenerativa della malattia stessa.
Quali soluzioni terapeutiche per il lipedema?
Non esiste nemmeno una cura definitiva. Numerose però sono le strategie terapeutiche che vengono utilizzate e che permettono di agire in maniera efficace sui sintomi e sul rallentamento della sua evoluzione. Sono preziose per migliorare la qualità della vita delle donne che ne soffrono e che spesso hanno ripercussioni anche a livello psicologico.
L’approccio terapeutico utilizzato risulta multidisciplinare e coinvolge anche l’alimentazione. Diversi studi scientifici hanno infatti dimostrato che seguire una dieta chetogenetica è in grado di ridurre l’infiammazione che è alla base di essa. Questo tipo di regime alimentare è caratterizzato da una riduzione nell’apporto di carboidrati e un maggior consumo di cibi ricchi di omega 3, fibre e antiossidanti. Da eliminare invece sono i cibi zuccherati e ultraprocessati .
Efficace risulta la terapia compressiva che prevede di indossare indumenti definiti elastocompressivi. Servono a tenere sotto controllo l’edema. Ritenuta importante è l’attività fisica costante anche se bisogna prestare attenzione al tipo di sport che si pratica. Il tessuto lipedematoso non regge traumi e movimenti aggressivi. Via libera quindi ad attività fisica più soft ma efficace come camminata veloce, pilates, yoga nuoto o un allenamento personalizzato o supervisionato da un personal trainer esperto.
Solo nei casi più complessi si ricorre all’intervento chirurgico tramite la liposuzione. Quest’ultima aiuta a ridurre il grasso in eccesso ma non cura definitivamente la malattia. Migliora però i sintomi fastidiosi come il dolore e agisce positivamente sulla mobilità degli arti interessati contribuendo anche a rallentare la progressione della malattia.
Fonti
>>> Lipedemaitalia

Take Home Message
Il lipedema, spesso confuso con la cellulite, è una malattia cronica degenerativa che si manifesta con l’accumulo di grasso adiposo sulle gambe e in casi rari sulle braccia sino a deformarli provocando dolore e comparsa di lividi. Colpisce maggiormente le donne nel periodo perimenopausale e a scatenarla sono proprio le alterazioni ormonali

























