Farmaci omeopatici – Cosa sono e cos’è l’omeopatia?

farmaci omeopatici Farmaci omeopatici – La storia dell’omeopatia ha origini antiche. Nasce con l’esigenza di trovare cure e rimedi naturali, in alternativa a terapie basate su medicinali e farmaci “industriali”.

A dispetto delle critiche e degli scetticismi provenienti dagli ambienti scientifici, secondo una recente indagine della Doxa, 4 italiani su 5 si ritengono soddisfatti dei risultati ottenuti dopo aver utilizzato farmaci omeopatici. Negli ultimi 10 anni nel nostro Paese – ma anche in Francia, Inghilterra e Germania – si è assistito ad una crescita ingente di ricerche che comprovassero l’efficacia di questo tipo di cure.

Nessuna ricerca ha mai restituito risultati incoraggianti

Ma complessivamente l’omeopatia ha dimostrato una certa efficacia. Tuttavia in alcuni Paesi come Francia e Germania i rimedi omeopatici vengono addirittura rimborsati parzialmente o totalmente dal servizio di sanità pubblica. E l’omeopatia viene praticata all’interno del Servizio Sanitario in ambulatori ospedalieri. In Italia i rimedi omeopatici sono comunque classificati dalla legge come farmaci e sono resi disponibili come tali all’interno del circuito terapeutico.

Omeopatia. Quando nasce?

L’omeopatia, così come la conosciamo, nasce grazie a Samuel Hahnemann. Un medico tedesco nato nel 1755, tossicologo e farmacologo, che inizia a lavorare come medico all’età di 24 anni.

Dopo essere rimasto profondamente deluso dalle terapie e dei limiti della medicina della sua epoca. In particolare dall’usuale e spregiudicato ricorso a “droghe” pesanti. Decise così di abbandonare la professione medica e intraprese il mestiere di traduttore.

Omeopatia contro la malaria

Un giorno, leggendo un trattato medico del dottore scozzese William Cullen, trovò delle spiegazioni confuse sull’azione della china, utilizzata correntemente per trattare la febbre malarica. Iniziò allora a sperimentarla su se stesso e sui suoi familiari e amici per conoscerne i reali effetti. Hahnemann, all’epoca in buona salute, notò come la china, a piccoli dose, gli provocasse la febbre. Una febbre in tutto e per tutto paragonabile alla febbre malarica (detta anche paludismo) combattuta da questa stessa china a dose maggiore (ponderale).

Così Hahnemann capovolse il fenomeno e immaginò la possibilità di curare i malati con piccole dosi di china. Si andava enunciando così l’ipotesi-fondamento del concetto di omeopatia. “Una sostanza, in funzione della sua dose, sarebbe capace di provocare in un individuo sano dati sintomi e di eliminare al tempo stesso sintomi simili in un individuo malato?”.

Le dosi ponderali

In seguito a numerosi esperimenti Hahnemann fu capace di mettere a punto una procedura di diluizione battezzata “dinamizzazione”. Il rimedio omeopatico, infatti, non viene somministrato a dose “ponderale”, cioè in grammi o in milligrammi di principio attivo, come i farmaci ed i fitoterapici. Viene invece diluito decine o centinaia di volte e in soluzione “dinamizzata”. Cioè in un recipiente agitato decine o centinaia di volte, in modo da aumentarne l’efficacia. La conferma clinica è data dalla guarigione della maggior parte dei suoi pazienti.

Il successo dell’omeopatia

Saranno poi gli studi, nel 1932, di due altre menti, Jean e Henri Boiron, e dall’unione di queste con il farmacista René Baudry e con il pubblicitario Lucien Lèvyche a dare vita all’omeopatia moderna. Da allora l’omeopatia si è affermata sempre di più e il suo impiego in terapia è molto diffuso.

Luana Longo
Farmacista

Take Home Message
Farmaci omeopatici – L’omeopatia nasce grazie alle intuizioni di Samuel Hahnemann, un medico tedesco nato nel 1755. Saranno poi nel XX secolo Jean e Henri Boiron a trasformare l’omeopatia nella medicina alternativa, così come la conosciamo noi oggi.
Anche se nessuna ricerca ha mai dato risultati incoraggianti, l’omeopatia continua a dimostrare una certa efficacia. 4 italiani su 5 dichiarano di usarla con soddisfazione.

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Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2018

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