Social obsession – Siamo tutti dipendenti dai profili in Rete?

Social obsessionSocial obsession – Siamo tutti dipendenti dai profili in Rete?

Basta guardarsi intorno in qualunque momento della giornata per capire come lo smartphone ci ha cambiato la vita. Non esiste quasi più una persona che in attesa dal medico, alla fermata dell’autobus, ma anche a tavola, a letto e persino in bagno scorra lo schermo del suo device per controllare notifiche, mail, like, tag e tweet. Viene da farsi una domanda. Siamo davvero tutti così attaccati ai nostri profili in Rete da poterci dire malati di social obsession?

Social obsession – Fotografia dell’Italia

Per parlare del fenomeno della ‘ossessione da social media’ a più ampio raggio, è bene partire dai dati. Vincos Blog. Uno dei più autorevoli siti italiani del settore che riporta cifre a dir poco sbalorditive.

Solo per Facebook, il social più utilizzato del mondo (1,7 miliardi di utenti), in Italia si è passati dagli 8 milioni di utenti nel febbraio del 2009 ai 30 milioni di utenti a giugno 2016. Vale a dire che metà dei nostri conterranei, di varie età senza grosse prevalenze, ha un profilo Facebook. Instagram, social media ‘delle foto’ e di proprietà di Facebook, è diventato il secondo italiano più utilizzato (11 milioni di utenti attivi). Seguito poi da Whatsapp (circa 9 milioni di utenti). E da Twitter (circa 5 milioni di utenti). Appare chiaro come una così grande diffusione dei social media influenzi inevitabilmente la vita di coloro che, nei social, trascorrono buona parte della loro giornata.

Social obsession – Lo studio di Found! sugli italiani

Nei primi mesi dell’anno l’agenzia di comunicazione Found! ha condotto un monitoraggio online sui principali portali online, blog, forum e community dedicate. Per esaminare quale sia il rapporto tra gli italiani e i social network. A commentare il risultato, Sara Trovato, sociologa e fondatrice della communication agency. “Il rischio di questa dipendenza da social network è davvero grande.

Il passaggio – ha detto – da un utilizzo misurato delle piattaforme online per rimanere in contatto con amici e parenti, che può apportare ulteriori vantaggi come la facilità di creare un gruppo o instaurare nuovi legami, a quello ‘connossessivo’ che porta sempre più soggetti a vivere online le proprie giornate, mette in pericolo il ruolo fondamentale ricoperto nella vita di tutti noi dalle relazioni interpersonali e dallo scambio diretto del proprio pensiero. Euel confronto faccia a faccia che con l’intensificarsi dell’evoluzione tecnologica all’interno della società contemporanea sta diventando merce sempre più rara e preziosa”.

Ed ecco i numeri. Un italiano su due (51%) non potrebbe mai rinunciare ai social network. Il 31% dice di poterne fare a meno nella giornata. Ma dichiara di farne un uso costante. Il 18% dice di non avere social network e che non aprirà mai un profilo.

Rispetto al tempo trascorso nei profili social, il 27% degli italiani ha dichiarato di passare fino a 8 ore al giorno sui social network. Mentre il 56% degli intervistati ha dichiarato di avere come ultima e prima preoccupazione il controllo dei social quando entra nel letto e dopo il suono della sveglia. Il 54% dei ‘social obsessed’ resta connesso tra le 2 e le 4 ore al giorno. Il 19% raggiunge le 2 ore circa. Per il 56%, il primo contatto avviene esattamente nel momento del risveglio. Per il 30% arriva con l’approdo sul luogo di lavoro attraverso la ricerca dei nuovi messaggi ricevuti. Per il 14%, infine, è la pausa pranzo il momento ideale per controllare i profili social e verificare le nuove notifiche.

Social obsession – Quando ci si deve preoccupare?

La presenza nei social media non crea, di per sé, problemi, se gestita in modo ponderato. Facebook, LinkedIn e affini sono una ricca fonte di informazioni e di spunti umani e professionali. Un utilissimo mezzo per restare in contatto con persone anche lontane. Ma il troppo, come sempre, guasta. Diventando una vera e propria “connossessione”. L’ossessione da connettività. Ecco alcuni dei comportamenti per cui dovremmo iniziare a dire “è ora di disconnettersi”.

  1. Si sente l’esigenza di ‘controllare’ le notifiche in continuazione.
  2. Si prova euforia se si ricevono i ‘Mi piace’, si cade in paranoia se non ne arrivano.
  3. Non si alza mai la testa dal telefono nemmeno per camminare o guidare.
  4. Non si partecipa mai alle discussioni con il partner, in famiglia o tra amici perché ci si isola nel vostro mondo social.
  5. Ci si perde ogni momento importante perché, anziché goderne, lo si condivide.
  6. Ci si sente smarriti in assenza di wi-fi o connessione dati.


Social obsession – Come
guarire?

  1. Darsi dei limiti temporali oltre i quali obbligarsi ad abbandonare i device e il web.
  2. Per le brevi uscite, lasciare a casa smartphone e tablet per dedicarsi allo scopo dell’uscita.
  3. Riassaporare il bello di vivere i momenti della giornata, riservando a dopo la condivisione.
  4. Riabituarsi a capire che la tecnologia non è sempre necessaria, ma solo un complemento del quotidiano.
  5. Cercare di separare la vita reale da quella non tangibile del virtuale, comprendendone la diversità.


Se la social obsession è davvero fuori dal proprio controllo, invece, è bene rivolgersi al medico di base, che saprà indirizzare verso la metodologia o lo specialista idonei a risolvere il problema.


Fonti
:
www.vincos.it
 – www.repubblica.it

Noemi Matteucci

Take Home Message
Social obsession – I social media sono utilizzati dalla metà della popolazione italiana e sottraggono innumerevole quantità di tempo agli impegni quotidiani. Quand’è che l’uso dei profili in Rete si trasforma in social obsession? E cosa si può fare per uscirne?

Tempo di lettura: 1’ e 30”

Ultimo aggiornamento: 10 agosto 2018

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