lunedì, 27 Maggio 2024

Menopausa, Peso e Tiroide

Menopausa peso e tiroide

Menopausa, peso e tiroide: la parola  alla dott.ssa Raffaella Pajalich endocrinologa

Che rapporto c’è tra menopausa peso e tiroide? C’è una relazione diretta? Capiamo meglio come stanno le cose in compagnia dell’endocrinologa Raffaella Pajalich

Partiamo dall’inizio: cosa sono gli ormoni tiroidei e a cosa servono esattamente? 

Gli ormoni tiroidei sono degli ormoni prodotti dalla tiroide, una piccola ghiandola collocata più o meno alla base del collo, sopra lo sterno, e una piccola grande amica della nostra salute. Questa produce gli ormoni tiroidei, in modo particolare FT4 e FT3, e anche per quanto concerne quello che è il controllo che si fa delle analisi si aggiunge anche il TSH (che non è un ormone tiroideo ma è un ormone ipofisario che stabilisce il controllo che l’ipofisi fa sulla tiroide), quindi questa è la triade degli esami.

Gli ormoni tiroidei che vengono immessi nel torrente sanguigno poi raggiungono tutto il corpo, e quindi, sono per definizione ubiquitari cioè raggiungono tutti gli organi e gli apparati e hanno delle funzioni diverse a seconda degli organi che raggiungono.

Se dovessi fare una somma dell’attività della tiroide direi che ci aiuta a mantenere il nostro equilibrio cioè quella che noi definiamo una parola così un po’ difficile “omeostasi”, ovvero, mantenere l’equilibrio del nostro corpo rispetto agli agenti esterni; poi naturalmente le azioni dipendono dal tessuto bersaglio.

Qual è la funzione della tiroide?

La tiroide ha un’azione sulla funzionalità renale, ha un’azione sulla gittata cardiaca, quindi sulla funzionalità e sul battito cardiaco, è un’azione molto importante sul metabolismo ad esempio dei lipidi e degli zuccheri, quindi ci aiuta anche a mantenere il nostro peso corporeo e a metabolizzare tutte quelle che sono le sostanze che apportano energia; ci aiuta a mantenere la nostra termoregolazione, cioè la nostra temperatura corporea intorno a 36 gradi e mezzo che è fondamentale perché tutte le reazioni biochimiche che noi abbiamo nel corpo possano avvenire anche in situazioni esterne di grande caldo o di freddo. Infine, ha un’azione molto importante ad esempio sul cervello, che non è mai molto sottolineata, ma gli ormoni tiroidei FT4, in modo particolare, ci aiutano a mantenere la nostra lucidità, la nostra funzionalità cerebrale, e quindi anche un tono dell’umore adeguato.

Diciamo che gli ormoni tiroidei orchestrano tante reazioni del nostro corpo che sono determinanti per il nostro benessere.

Se assumo ormoni tiroidei, ci possono essere effetti collaterali?

Si assumono ormoni tiroidei quando è stata fatta una diagnosi di ipotiroidismo. Il grande vantaggio degli ormoni tiroidei, soprattutto la levotiroxina – il principio attivo che di solito si usa nella terapia sostitutiva – è che sono pressoché identici agli ormoni nativi; quindi, è un riportare il corpo a ricostituire una quantità di ormoni che la persona aveva prima di un eventuale malattia, che potrebbe essere una tiroidite cronica autoimmune o di Hashimoto.

Ci sono degli effetti collaterali unicamente laddove la terapia non sia adeguata, ad esempio se si dà un eccesso di terapia. Io cerco di iniziare una terapia sostitutiva con ormoni tiroidei da un dosaggio sempre piuttosto basso per poi aumentare.

Però ripeto, se noi riportiamo l’organismo ad avere la stessa quantità di ormoni che si avrebbe avuto se non fosse subentrata la malattia cronica della tiroide,  gli effetti collaterali (insonnia, tremori o tachicardia) non ci dovrebbero essere; questi sono segni di un dosaggio che è stato dato in eccesso.

Aumento di peso e stanchezza:  quanto dipende dalla menopausa e quanto dalla tiroide?

Ci sono molte persone che già soffrono di ipotiroidismo e che entrano poi in menopausa; accade spesso che alcuni sintomi sia dell’ipotiroidismo che dell’ipertiroidismo siano straordinariamente simili a quelli della menopausa. In caso di ipotiroidismo si ha un aumento del colesterolo, problemi di memoria, stanchezza, aumento di peso, assottigliamento dei capelli; quindi, si nota come i sintomi siano davvero sovrapponibili a quelli della menopausa.

Dato che ci sono anche dei cambiamenti, per esempio, nelle proteine di trasporto degli ormoni tiroidei legate alle modificazioni degli estrogeni, può accadere che con l’instaurarsi della menopausa si debba cambiare ad esempio il dosaggio della levotiroxina. Sicuramente conviene fare un controllo ormonale, anche degli ormoni tiroidei, ed eventualmente modificare la terapia. Poi quelli che sono i sintomi che residuano dopo una correzione della terapia con la tiroide li possiamo probabilmente ascrivere alla menopausa.

Perché si aumenta di peso in menopausa?

Come sempre accade nelle questioni della gestione del peso, questo è sicuramente un meccanismo multifattoriale. C’è assolutamente un’incidenza degli estrogeni sul metabolismo; il metabolismo scende di decade in decade ed è chiaro che anche per un fattore di età è più probabile prendere peso in menopausa. C’è  il problema dell’insulino-resistenza – ovvero una maggiore difficoltà nel gestire il tasso di glicemia e il tasso di glucosio, che è quello che ci porta energia – può creare un iperinsulinismo che a sua volta porta a prendere più peso e a mettere su grasso proprio nella zona addominale. La menopausa non induce un’alterazione della tiroide ma certamente l’assetto ormonale che cambia la causa può riverberarsi su quella che è l’efficacia degli ormoni tiroidei. Quindi, questi sono i fattori da tenere sotto controllo. Un’ipotesi multifattoriale che però, certamente, hanno un impatto enorme sulla difficoltà di mantenere il peso.

E’ vero che  il metabolismo si abbassa con l’entrata in menopausa. Se sì, quali rimedi ci sono? 

Purtroppo questo problema del metabolismo esiste: un po’ per il fattore di età, un po’ per una questione proprio legata agli estrogeni che diminuiscono. Bisogna quindi considerare in primis un cambiamento dello stile di vita in uno stile di vita, sicuramente più attivo (fare attività fisica) e poi una valutazione attenta anche dell’alimentazione; perché purtroppo cambiando il metabolismo potrebbe non essere più adeguata un’alimentazione che magari andava bene a 30 anni. Il peso è anche un fattore inducente la sindrome metabolica, cioè tutto quello che gira intorno alle patologie del sovrappeso e dell’obesità, e quindi un controllo della tiroide molto stretto perché gli ormoni tiroidei possono modificarsi e la terapia, se la paziente è già in terapia, va ribilanciata. In ogni caso è bene fare anche un’analisi approfondita della glicemia e dell’insulinemia, per scoprire se c’è un’insulino-resistenza.

Naturalmente l’insieme di tutto questo, bisogna affidarsi a un professionista che di solito è il ginecologo, che abbia una visione un po’ olistica del tutto, ovvero una visione generale di quella che può essere la salute della persona che passa attraverso tutte queste componenti più o meno importanti che abbiamo nominato e che tutte concorrono a mantenersi in salute.

Che differenza c’è tra la TOS della menopausa e quella della tiroide?

TOS è un acronimo che sta per “Terapia Ormonale Sostitutiva”, quindi in questo senso tutte le terapie endocrinologiche sono delle terapie ormonali sostitutive. Pensiamo solo all’insulina per il diabete mellito e del primo tipo. In generale per TOS ormai comunemente si intende una terapia sostitutiva, quindi un ricostituire un ambiente ormonale che sia simile a quello antecedente la menopausa, quindi un’aggiunta di estrogeni: estradiolo e progesterone. Quindi, nel caso della menopausa essendo venuta meno la funzione dell’ovaio si vogliono riammettere nel corpo questi due ormoni. Invece, per quanto riguarda la terapia sostitutiva della tiroide che normalmente però non si chiama TOS ma si chiama “terapia sostitutiva”, si fa con degli ormoni tiroidei, ovvero con un’aggiunta di levotiroxina, che è l’ormone principalmente prodotto dalla tiroide, e in alcuni casi specifici anche di cosiddetto T3 iodotiroinina che normalmente viene convertito in periferia.

La terapia, dunque, si fa con gli ormoni tiroidei nel caso di malattie della tiroide e con un estradiolo e progesterone (certe volte anche testosterone) per  quanto riguarda la menopausa perché si compensa quella specifica carenza. Quindi sono molto diverse perché sono fatte con ormoni completamente diversi.

Che relazione c’è tra tiroide e menopausa? È vero che il menopausa è più facile che la tiroide faccia le bizze?

Non c’è una relazione causa-effetto con le malattie della tiroide. La menopausa non induce direttamente una malattia della tiroide. Ricordiamo però che le malattie della tiroide sono malattie croniche e che c’è una presenza nella popolazione di un ipotiroidismo lieve intorno ai 50 anni del 10% mentre del 17% intorno ai 60 anni, per cui è anche molto più probabile che l’ipotiroidismo possa subentrare mentre sta subentrando anche la menopausa. L’invito è sempre quello di fare dei controlli.

Nella mia esperienza è molto frequente che persone che sono in terapia proprio per l’azione, o meglio la mancata azione, degli estrogeni, la tiroide può fare più “bizze” di prima; quindi, è molto probabile che se c’è un momento in cui l’attività della tiroide, che magari era già un po’ traballante, o anche una terapia instaurata da anni, possa essere cambiata. Anche se ripeto non c’è una correlazione strettissima causa effetto. Io direi che il messaggio che noi possiamo dare è di controllarli tutti e due questi ambiti. Nel momento in cui facciamo le analisi di FSH, LH, e di estradiolo, ricordarci anche del nostro FT3, FT4 e TSH perché è un momento in cui è molto più frequente che la tiroide possa fare delle bizze fosse solo per il fatto che percentualmente l’ipotiroidismo è molto più frequente con l’aumentare dell’età della persona.

Esistono integratori validi per il controllo del peso?

Ovviamente di integratori ce ne sono moltissimi e sono di vario tipo. Si  dà una grande attenzione oggigiorno anche a quella che è tutta la sfera del microbiota intestinale perché si è visto che alcuni ceppi di microbiota si accompagnano ad una maggiore incidenza del sovrappeso, obesità. Quindi, si potrebbe ricostituire con degli integratori specifici questo ambiente intestinale che è veramente molto importante per il mantenimento del peso. Poi ci sono anche degli integratori meccanici che aiutano a rallentare la velocità di assorbimento ed evitare quei picchi glicemici che poi portano all’insulino-resistenza e all’iperinsulinismo.

Dopodiché esistono tutti quelli che fanno parte della grande sfera degli integratori per la tiroide; se c’è un problema della tiroide si può avere una buona integrazione con dello iodio, o del selenio, o del magnesio o lo zinco.  Per quanto riguarda gli integratori che hanno a che fare con l’insulino-resistenza ce ne sono moltissimi: cominciando dal cromo picolinato, che è davvero molto utile, dall’inositolo, una fantastica molecola che domina davvero molto bene tutta quella che è la sfera dell’insulina-resistenza.

È necessario avere è una buona diagnosi circa tutto l’assetto ormonale che poi porta all’aumento di peso e lì la scelta di integratori specifici caso per caso.

Perché in menopausa si ha sempre voglia di dolce? C’è un modo per contrastarla?

Il desiderio di dolce può essere collegato all’insulino-resistenza. Perché in questi casi, dopo l’assunzione di dolci o carboidrati o qualunque cosa che porti zuccheri, si possono avere dei picchi glicemici cui consegue, proprio a causa di questa iperinsulinemia, un classico calo degli zuccheri che porta la persona a desiderare di reintegrare lo zucchero. Per assurdo si riesce a risolvere questo problema proprio modificando l’alimentazione.

Dobbiamo però dire che noi essere umani siamo fatti anche emozioni e i dolci impattano proprio sul sistema nervoso centrale portando ad una ricerca compensatoria che tutti noi conosciamo.

Siamo tutti esseri umani molto simili e l’ingestione di zucchero a livello cerebrale può produrre una serie di neurotrasmettitori, come ad esempio la dopamina, che sono proprio legati a un fenomeno di ricompensa e di piacere. Quindi io direi che la maniera di contrastarla è sicuramente fare una valutazione molto stretta dell’insulina e della glicemia perché vi assicuro che è frequentissima questa smania di dolci proprio in persone nei quali la glicemia aumenta e poi diminuisce, ma anche forse gratificare se stessi in questa fase che è bellissima della vita; quindi, magari cercare di gratificarsi anche con degli interessi diversi anche se mi rendo conto che non è facile.

Non è la singola volta che crea il danno, ma è la ripetitività; per cui concediamoci la pastarella la domenica ma magari non tutti i giorni.

Le risposte sono a cura della Dott.ssa Raffaella Pajalich endocrinologa per redazione VediamociChiara
© riproduzione riservata

>>>Abbiamo trattato questi argomenti anche nella diretta dell’evento Menopausapiùpeso

Take Home Message – Menopausa, peso e tiroide
Parliamo di menopausa peso e tiroide con la dott.ssa Raffaella Pajalich, endocrinologa, psicoterapeuta e membro del consiglio direttivo della Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN)

Tempo di lettura: 5 minuti

Ultimo aggiornamento: 09 febbraio 2024

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