Convivialità e cibo – I nostri alleati sulla strada del benessere

Convivialità e cibo

Nell’ultimo decennio il cibo è stato demonizzato ed è sempre maggiore la tendenza a saltare i pasti con l’illusione di perdere peso. Bisognerebbe imparare a dosarlo e distribuirlo nell’arco della giornata correttamente. Per il bene della nostra salute!

Io ho questo “vizio”. Mangio. Mi piace mangiare bene. Non salto mai un pasto e se lo salto divento nervosa. In un’epoca in cui sono tutte così preoccupate di assomigliare a donne di carta sono atipica, lo so.

Quando trovo donne come me scatta l’empatia e diventiamo subito amiche. Mi piace il cibo ma anche, e soprattutto, la convivialità che da esso deriva. Pranzare, o cenare, insieme ad amici o familiari è in assoluto il diversivo che apprezzo di più. Si potrebbe obiettare che insieme si mangia in quantità maggiore, ma sono fermamente convinta che faccia anche ingrassare di meno. Sono spessissimo in viaggio per lavoro e quindi costretta a cenare da sola. In queste occasioni ho la sensazione di assimilare e quintuplicare ogni caloria ingerita.

Le ragioni che mi vengono in mente sono almeno due. Una fisiologica e l’altra psicologica ma strettamente collegate.

Intanto una cena consumata in compagnia dura almeno un’ora. Da soli, non più di 10’. Ed è risaputo che mangiare in fretta non è salutare.

La dottoressa Cristina Chiarelli biologa nutrizionista, da cui ho imparato molto su come far diventare il cibo il mio migliore alleato per la salute, sul tema del mangiare lentamente, mi ha spiegato che si fatica di meno a digerire e masticando più a lungo il cervello ha il tempo di ricevere il messaggio della sazietà.
Non solo, è proprio seguendo, con la dottoressa, un regime nutrizionale per rimettermi in forma, anni fa, che ho imparato a seguire due semplici accortezze. Mangiare lentamente 5 volte al giorno, e camminare almeno mezz’ora a passo sostenuto.

Ho mantenuto quest’abitudini anche dopo aver raggiunto il peso desiderato senza nessuno sforzo perché in realtà corrispondono alla natura umana. Nutrirsi, condividere e muoversi. Ciò che non è naturale, soprattutto in una parte del mondo dove c’è abbondanza, è saltare un pasto.

L’altra ragione, quella psicologica, è in realtà solo un mio sospetto.

Che sta però trovando conferma nei percorsi di sviluppo personale che supporto come coach. Se è vero che la condivisione è alla base del progresso, quando consumiamo un pasto scambiando idee, esperienze e divertimento. Ciò che ingeriamo fa un lavoro di tipo nutrizionale a 360°. Interagisce a livello mentale oltre che fisico. Coinvolge cioè tutte le cinque dimensioni della salute: mentale, fisica, spirituale, emozionale e relazionale.
Sarà per questo motivo che essere costretta a saltare un pasto mi mette in crisi. Per una serie di ragioni, non ultima, l’assoluta certezza che questo mi farà ingrassare, ma anche “il dispiacere di perdere il piacere” di nutrirmi in maniera corretta.

Un tempo, quando uscivo con un’amica mi preoccupavo che avessimo gli stessi gusti in tema di film, teatro, musica. Oggi, la mia preoccupazione maggiore è diventata che pranzare o cenare non siano, per lei, un’attività estemporanea. Abitudine sempre più comune tra le donne dai 40 anni in su che desiderano perdere peso.

In ultimo, sposo la teoria, secondo cui quando mangiamo un gelato sentendoci in colpa facciamo un danno doppio. Il primo è che sprechiamo una grande occasione di apprezzare il gusto di una cosa buona. Il secondo è che inviamo al cervello segnali di disagio e quindi negativi con l’inevitabile conseguenza di accumulare calorie invece di bruciarle.

Per concludere, augurandovi buone vacanze, vi lascio con un suggerimento

Che poi è quello che darebbe ogni nutrizionista serio. Non toglietevi il piacere del cibo. In spiaggia o in montagna. Non saltate i pasti pensando di dimagrire, è anzi il modo migliore per rallentare il metabolismo. Mangiate meglio, piuttosto, ma cinque volte al giorno. Sulla scelta del cibo e delle quantità chiedete a un professionista ma tenete il metabolismo e il pensiero allenati.

Il nostro organismo è fatto per sopravvivere. Se non gli diamo il carburante corretto o se non gliene diamo affatto si metterà in regime di carestia e, cosa molto più grave, anche il nostro cervello riceverà segnali di “carenze” facendoci correre il rischio di diventare asociali e distonici.

Alessandra Bitelli
Trainer & Coach
www.coach4change.it

Take Home Message
Convivialità e cibo – Nell’ultimo decennio il cibo viene demonizzato ed è sempre maggiore la tendenza a saltare i pasti con l’illusione di perdere peso. Al contrario bisogna imparare a dosarlo e distribuirlo nell’arco della giornata correttamente. In questo modo ne beneficeranno sia il corpo che la mente.

Tempo di lettura: 1’ e 30’’

Ultimo aggiornamento: 20 maggio 2019

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1 COMMENTO

  1. un articolo che mi ha fto riflettere molto, sulle nostre abitudini, non solo alimentari…. sempre di corsa ci scordiamo di quello che davvero conta: salute, amicizie, sorrisi

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