mercoledì, 24 Aprile 2024

La Banalità dell’Amore

La banalità dell’amoreLo so che scrive pensando a me. Lo sento perché ogni strofa mi parla, ogni parola è un tremore sulla mia pelle.

Il ricordo dei tuoi occhi mi ferisce d’amore. Ti amo come sempre, ti desidero come non mai.

Ricordo l’ultima volta che ci siamo visti. Aveva negli occhi il fremito del delirio, il riflesso di pensieri sconci. Le immagini di un sogno prolungato e caldo che aspettava solo di diventare realtà.

Si avvicinò a me, abbastanza perché i nostri corpi si potessero fondere in quella carezza che trasforma una banalità in amore. Io lo aspettavo, decisa finalmente ad abbandonare i miei pudori, pronta a qualsiasi tormenta del destino.

Eppure lui, all’ultimo istante, si ritrasse, strattonato dalla ragione, o dalla paura. Non può che essere questo. Non c’è altra spiegazione.

Represse in un tragico attimo la sua passione per me, il suo entusiasmo lascivo.

Vidi disegnarsi una ruga sul suo bel viso giovane e sfrontato, un’ombra ingrigire la sua postura, che mi parve improvvisamente curva, triste, senza anima. Lontana.

Non ero più io al centro dei suoi pensieri, ma se stesso e la sua disgrazia, la sua codarda rinuncia. Quando ha alzato gli occhi per me era già un estraneo.

Ho imparato a peccare, dopo che sei diventata il mio demonio.

Eppure io sarei stata il suo angelo, la sua luce, la pace per il tormento dei suoi sensi. Avrei abbandonato il mio corpo alle sue mani, alla curiosità della sua lingua, gli avrei spalancato le porte del mio paradiso.

Avrei lottato con tutte le mie forze per dare nuovo vigore al suo coraggio e mi sarei dissetata delle sue lacrime.

E anche se fossi stata il suo demonio, insieme avremmo trovato il modo di lavare i nostri peccati e avremmo conquistato la salvezza eterna. Ci sarebbero spuntate le ali e saremmo ascesi verso l’infinito, da creature dannate ci saremmo trasformati in cherubini del firmamento.

Non c’è cosa più bella, la tua bocca che dice che mi ama.

Per caso, dopo tanto tempo, ho ritrovato il solco del suo amore nelle parole e nelle poesie che raccontano il suo tormento. Io sono il suo tormento, io sono le sue parole d’amore.

Eppure l’amore non torna mai per caso.

Si trasforma, plasmandosi sulle pieghe del cuore, si lascia levigare dal vento e dal va e vieni della marea.

Adoro pensare che ogni sua parola sia il bacio che non mi ha mai dato, la carezza infinita che gli è rimasta fra le mani, lo sguardo infuocato prima della conquista.

Io continuerò ad essere il suo demone in attesa di svelargli tutti i segreti del paradiso.

Milena Martin per Redazione VediamociChiara
© riproduzione riservata

 

Foto da Pexels

 

Ultimo aggiornamento: 28 marzo 2023

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