I disturbi della tiroide nelle donne

I disturbi della tiroide nelle donneEcco a quali segnali prestare attenzione e perché è così importante non sottovalutare i disturbi della tiroide nelle donne

Le donne sono le più colpite dai disturbi della tiroide. In media una donna su otto sviluppa un disturbo tiroideo nel corso della vita. Nel 5-8% dei casi, ciò avviene dopo una gravidanza. (Fonte: Quotidiano Sanità) I disturbi crescono progressivamente con l’avanzare dell’età, fino a raggiungere la massima diffusione nella fascia d’età tra i 55 e i 64 anni.

Disturbi della tiroide nelle donne, perché è importante non sottovalutarli?

La tiroide è una ghiandola posta alla base del collo che regola molte funzioni dell’organismo. Agisce attraverso la produzione di due ormoni: la tiroxina, anche conosciuta come T4, e la triiodotironina, indicata come T3. Questi ormoni sono a loro volta regolati da un ormone secreto dall’ipofisi, il TSH (Thyroid Stimulating Hormone).

Una buona funzionalità della tiroide è importantissima in tutte le fasi della vita della donna

Oltre a regolare il metabolismo, il livello di colesterolo, la digestione, il battito cardiaco, i processi cognitivi e il sistema nervoso centrale, la tiroide regola le funzioni legate alla riproduzione e alla fertilità.

Data l’importanza di questa ghiandola, nella vita di una donna ci sono dei momenti in cui è fondamentale che la tiroide funzioni al meglio: il passaggio all’adolescenza, prima e durante una gravidanza, la menopausa.

I disturbi della tiroide nelle donne in adolescenza

In età adolescenziale un corretto funzionamento della tiroide contribuisce al normale sviluppo fisico e mentale. In questa fase della vita, un ipotiroidismo (condizione nella quale la quantità di ormoni prodotti dalla tiroide è inferiore alla norma)  può provocare: aumento di peso, pelle secca, stipsi, bradicardia. Tra i sintomi di un’alterata funzione della tiroide nelle adolescenti vi sono amenorrea e uno stato di nervosismo e agitazione.  (Fonte: Fondazione Serono)

I disturbi della tiroide nelle donne prima e durante la gravidanza

Un valore corretto degli ormoni tiroidei determina la regolarità delle mestruazioni, il concepimento e l’impianto dell’embrione. In caso opposto, si incorre in infertilità e sterilità.

Data la stretta connessione tra tiroide e fertilità, quando si cerca una gravidanza, si dovrebbe innanzitutto verificare l’efficienza  della tiroide. Secondo le nuove  linee guide dell’ATA (American Thyroid Association), nelle donne che desiderano una gravidanza, è necessario mantenere un TSH al di sotto di 2.5 mUI/L.

Una volta avviata la gravidanza, durante i nove mesi che precedono la nascita del bambino, alla tiroide è richiesto uno sforzo grandissimo

La tiroide della madre deve produrre più ormoni T3 e T4 (il 25% in più rispetto al normale), per soddisfare anche i bisogni del feto, il quale non produce ormoni tiroidei perché non ha ancora sviluppato la sua tiroide. Una corretta funzionalità della tiroide è determinante per la salute e per lo sviluppo cerebrale del futuro nascituro. A ciò si associa anche una maggiore richiesta di iodio, necessario per produrre le quantità adeguate di ormoni tiroidei. Una corretta quantità di iodio serve a prevenire cretinismo e altre alterazioni neurologiche.

È quindi opportuno fare un controllo del TSH sin dalle prime settimane di gravidanza. I valori di TSH vanno mantenuti al di sotto di 4.0mUI/l per tutti i 9 mesi.

Non bisogna dimenticare poi, che esiste anche una forma di tiroidite post partum, che colpisce il 5-10% delle donne che hanno partorito. Ma che nel 90% dei casi si risolve senza complicazioni.

I disturbi della tiroide nelle donne in menopausa

In menopausa l’organismo subisce dei cambiamenti che si riflettono sulla funzionalità della tiroide. Gli estrogeni, che regolano la funzione tiroidea, diminuiscono. Di conseguenza, aumenta la quantità di ormoni tiroidei attivi che circolano nell’organismo. Avviene, inoltre, una riduzione della captazione dello iodio da parte della tiroide e una diminuzione della sintesi di FT4 e FT3. (Fonte: Fondazione Serono)

Tutti questi cambiamenti possono modificare l’andamento di alcune malattie della tiroide, soprattutto le tiroiditi autoimmuni.

Possono portare alla luce forme di ipertiroidismo subclinico (quantità di ormoni tiroidei superiori alla norma) che si manifestano con sintomi (insonnia,  maggior calore del corpo e aumento della sudorazione) che si vanno a sovrapporre ai classici disturbi della menopausa, come le vampate. O possono portare a forme di ipotiroidismo subclinico,  che si manifesta con sintomi come stanchezza, sonnolenza, stitichezza e  tendenza ad aumentare di peso.

Inoltre, le malattie cardiovascolari e l’osteoporosi,  che possono sopraggiungere in menopausa a causa della mancata protezione degli estrogeni, possono peggiorare in presenza di ipertiroidismo o ipotiroidismo.

Alla comparsa dei sintomi indicati, è utile sottoporsi a un esame del sangue per controllare i livelli di T3, T4 e TSH.

Cristina Caramma

Articolo realizzato grazie a un grant educazionale incondizionato di

Merck Serono

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Take Home Message
I disturbi della tiroide nelle donne- In media una donna su otto sviluppa un disturbo tiroideo nel corso della vita. La tiroide è una ghiandola posta alla base del collo che regola molte funzioni dell’organismo. Oltre a regolare il metabolismo, il livello di colesterolo, la digestione, il battito cardiaco, i processi cognitivi e il sistema nervoso centrale, la tiroide regola le funzioni legate alla riproduzione e alla fertilità. Data l’importanza di questa ghiandola, nella vita di una donna ci sono dei momenti in cui è fondamentale che la tiroide funzioni al meglio: il passaggio all’adolescenza, prima e durante una gravidanza, la menopausa.

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Ultimo aggiornamento: 30 gennaio 2019

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