La paura del giudizio – Il desiderio di essere riconosciuti

La paura del giudizio - Il desiderio di essere riconosciutiLa paura del giudizio – Il desiderio di essere riconosciuti

Giulia è una donna piuttosto bella. Non più giovanissima, ma una di quelle persone la cui immagine rimane impressa negli occhi di chi la guarda. Se ne va in giro portandosi dietro la sua attrattiva con indifferenza, senza soffermarsi sulla scia di sguardi che lascia al suo passaggio.

Si occupa di relazioni internazionali, da tutti riconosciuta brava nel suo lavoro; la sua capacità di entrare in contatto con il cuore e l’anima delle persone la rende, a volte, ancora più piacevole e affascinante.

La donna perfetta, che in molti vorrebbero accanto come compagna o vicina come amica.

Le debolezze che frenano il potenziale

Giulia, però, ha una fragilità che la rende debole e vittima di chi se ne accorge. E per paura di essere rifiutato e di sentirsi meno forte, se ne approfitta, oppure semplicemente rimane sconcertato di certe sue reazioni.

Giulia ha paura, a volte, di non essere compresa nei suoi sforzi, riconosciuta nelle sue capacità e nei suoi successi.

Giulia ha timore di passare e non lasciare niente. Ha paura di sentirsi inutile ma anche di non sentirsi gratificata. Ha una referenza esterna altissima e questo la indebolisce tremendamente.

Sempre sotto esame…

Vittima della sua paura, tanto da non sentirsi appagata dal riconoscimento altrui; tanto da sentire come una minaccia qualsiasi consiglio. Vive come un giudizio anche un suggerimento, se dato senza dolcezza o accorgimento. Invece di pensare che sia l’altro a dover cambiare modo di comunicare, che è poco educato o poco empatico, vede e sente solo la pesantezza del giudizio e si sente sotto esame e non è più capace di discernere.

In quei momenti entra in uno stato in cui le sue emozioni sono paralizzate, sequestrate e non è più in grado di guardare, di capire. Si sente offesa e inevitabilmente perde.

Perde di credibilità, di fascino, diventa persino poco attraente, ma soprattutto smarrisce la sua capacità di valutazione. Quella stessa capacità che la rende capace, in altre occasioni, di stabilire rapidamente un rapporto con le persone. È così che Giulia perde la partita. Forse non perde il campionato, ma ogni volta si sente più debole e rischia di trasformare la sua dolcezza in durezza prima, in cattiveria poi… Per finire inevitabilmente di allontanarsi dalle persone o di essere allontanata.

Dal desiderio di affermazione al desiderio di cambiare prospettiva

Giulia mi ha chiesto di lavorare su questo aspetto, vuole imparare a pensare in modo diverso, a vedere in maniera più ampia quello che accade. Vuole imparare a ruotare il teleobiettivo in modo che l’immagine si allontani e allo stesso tempo riesca a cambiare prospettiva su quello che accade. Vuole ampliare la visuale. Vorrebbe imparare a vivere diversamente certe situazioni a non sentire il peso schiacciante degli occhi degli altri.

La svolta: una nuova mappa con diverse strade

Così, senza cercare ricette bizzarre nel libro da strega, ha iniziato a esercitarsi a riconoscere i segnali che le indicano la strada sbagliata, per intraprenderne una meno ovvia, spostando il focus su cose diverse.

Ha rappresentato in un disegno uno di quei momenti in cui, in una discussione, si sente offesa e la sua attenzione inizia a concentrarsi solo su ciò che pensa essere una valutazione sulle sue capacità.

Una sorta di mappa con diverse strade. Tante quanti sono i possibili percorsi da prendere, in quei pochi istanti che precedono il sequestro emozionale e in cui ha ancora la possibilità di scegliere la direzione emotiva dei suoi pensieri.

Così ha scoperto una quantità enorme di alternative, ma soprattutto, di ogni strada ha potuto vederne la destinazione, cioè dove la portava ogni pensiero. E da lì ha iniziato l’allenamento. Ogni volta che riconosce i segnali della sua fragilità, sposta l’attenzione su tutte le possibili alternative al solito schema di comportamento.

Il pensiero che muove all’azione e che si porta dietro le sue conseguenze

Solo questo, individuare quale pensiero porta alle conseguenze desiderate e scegliere quello.

Facile? No per niente. Ma solo perché è infinitamente più facile fare quello che a cui siamo abituati, anche se ci arreca disagio e dolore.

Proviamo invece a pensare diversamente, impareremo anche a comportarci diversamente. La nostra vita migliorerà in maniera eccezionale e saremo anche più capaci di amare e non solo noi stessi.

Alessandra Bitelli
Trainer & Coach
www.coach4change.it

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Può capitare che viviamo e sentiamo il giudizio degli altri in maniera critica e offendendoci. Così facendo indeboliamo il nostro potenziale e concentriamo le energie solo sulla nostra difesa. Con un piccolo cambiamento di pensiero possiamo ottenere risultati sorprendenti nella nostra vita e in quella delle persone intorno a noi.

Tempo di lettura: 1’

Ultimo aggiornamento: 5 novembre 2018

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