sabato, 22 Giugno 2024
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Tiroide e vita di coppia, ne abbiamo parlato in diretta social

Tiroide e vita di coppia_immagine

Tiroide e Vita di Coppia: un evento dedicato a tutte noi

Cosa c’entra la Tiroide con la vita di coppia? Ne abbiamo parlato in diretta social Facebook e YouTube  con la dott.ssa Sara Eba Di Vaio psicologa e sessuologa e il dott. Daniele Cappellani endocrinologo. Moderatrice come sempre la nostra dott.ssa Maria Luisa Barbarulo (Malù)

 

Un’occasione per approfondire questo tema così importante e scoprire come può essere condizionato anche dalla tiroide.

Un evento realizzato con il contributo non condizionato di Merck

>>> Guarda qui la diretta dell’evento 👇

Di seguito alcune domande tratte dall’evento che ci hanno colpito particolarmente

Mi sveglio nella notte talvolta in preda all’angoscia e cattivi pensieri e non riesco più a dormire. Sono sempre stanca e tutto questo incide anche sulla mia vita di coppia. Ho 56 anni. Che fare?

Tiroide e vita di coppia_la diretta

La risposta della dott.ssa Sara Eba Di Vaio Sessuologa e Psicoterapeuta

Mi colpisce quanto questa sintomatologia che è sulla persona ci venga riportata su ricaduta di coppia: come se questo questa problematica individuale ehm avesse un’importante ricaduta sulla relazione. Qui sarebbe assolutamente da approfondire: quando noi siamo addormentati, in realtà, non siamo completamente addormentati, perché all’interno di noi agiscono per esempio tutte le tematiche inconsce, che possono far emergere contenuti che di solito quando noi siamo svegli potremmo non avere le risorse per attenzionare.

 Nel senso che a volte quando noi siamo in uno stato di veglia, alcuni contenuti sono troppo angoscianti, e li rimandiamo alla notte e in qualche modo ci vengono ripresentati sotto forma per esempio di sogni. Se penso ai cattivi pensieri li immagino nella fase di risveglio. Ma se hanno una ricaduta sulla coppia – come ci dice la nostra utente – quindi evidentemente possono anche riguardare la coppia. In questo caso penso non tanto da psicoterapeuta ma da sessuologa, e penso che questa situazione notturna inibisca un pochino anche l’attività sessuale della coppia e possa portare a un abbassamento sia della fase del desiderio che dell’eccitazione.

Oggi si tende a guardare in maniera complessiva tenendo conto che il modello, dal punto di vista femminile, viene definito di tipo incentivo-motivazionale, ovvero dobbiamo avere una motivazione che ci spinge al rapporto sessuale e se ci portiamo dietro un bagaglio di cose pesanti, si ottiene il contrario ossia il disincentivo.

La risposta del Dott. Daniele Cappellani Endocrinologo

Il mio commento è molto conciso. In realtà in questo caso bisogna affrontare il problema dei risvegli notturni dell’angoscia e dei cattivi pensieri che sono motivo per non trascurare la questione.  Poi è vero che esistono alcune patologie endocrine che possono dare insonnia, alterazioni del sonno, frequenti risvegli notturni. E’ più difficile pensare che l’angoscia o il cattivo pensiero siano da imputare ad uno squilibrio ormonale. Esistono ma sono veramente rari, quindi affrontare il problema senza timore di quello stigma che può essere associato a i disturbi dell’umore e i disturbi di ambito psicologico.

 

Ultimamente ho notato che mio marito impiega molto più tempo per raggiungere il piacere e per me che sono in menopausa con i problemi di secchezza non è proprio il massimo da cosa può dipendere?

La risposta della dott.ssa Sara Eba Di Vaio Sessuologa e Psicoterapeuta

La sessualità e la risposta sui tempi possono avere moltissime spiegazioni. E’ chiaro che qui la nostra utente riporta anche un suo problema, cioè il fatto che il tempo del partner sia diventato più lungo è un problema per lei perché la menopausa comporta anche una modifica importante dal lato fisiologico che necessita di essere trattato. 

tiroide e vita di coppiaAnche in questo caso, la prima cosa importante è la comunicazione nella coppia. Da che cosa può dipendere intanto che i tempi si allunghino? Diciamo che con il progredire dell’età in alcuni casi si allungano e in alcuni casi si possono accorciare troppo oltre il desiderato. In questa in questa domanda iIo leggo come sottotesto “io non sono soddisfatta” “non va bene per me, perché mi espone ha delle difficoltà”.

Insomma, i problemi di secchezza non trattati possono portare anche dei rapporti dolorosi, che a loro volta poi possono portare al non desiderio di avere altri rapporti. Per cui farei un approfondimento per entrambi così andiamo subito ad escludere che ci possano essere delle problematiche organiche.
Se così non fosse si lavora per una maggior comunicazione e una maggior soddisfazione per questa coppia in questo caso sicuramente l’ausilio dei colleghi medici è importante.

La risposta del Dott. Daniele Cappellani Endocrinologo

Sarebbe anche bello se queste problematiche fossero gestite sempre dalla coppia e non dal singolo, perché noi troppe volte ci troviamo in studio una persona da sola, che ci dice che all’interno della sua coppia c’è un certo tipo di problema; e diventa molto più difficile per noi avere un inquadramento che sia corretto. Sarebbe l’ideale se queste cose fossero discusse nella coppia e affrontate dalla coppia insieme. Quindi se io mi trovassi alla mia scrivania i due partner quelli che sono in modo tale che si possa discutere con entrambi e vedere la storia clinica di entrambi, perché poi alla fine ricordiamoci che il rapporto sessuale è un qualcosa che si fa in due e quindi è un qualcosa che deve essere affrontato in maniera globale.

Il mio compagno vorrebbe dei figli io per la verità non tanto In ogni caso non stanno arrivando e mi chiedo quanto possa dipendere dal mio non volerli e quanto dalla tiroide?

La risposta della dott.ssa Sara Eba Di Vaio Sessuologa e Psicoterapeuta

Immagino quanto possa essere difficile una relazione in cui lui desidera un figlio e  lei no. Dice non stanno comunque arrivando, quindi questo vuol dire che ci sono dei tentativi e a volte ci può essere anche una colpevolizzazione, quando non arrivano i figli e di solito si decide di chi è la colpa.  E allora è chiaro che qui abbiamo da indagare tanti elementi fare un figlio oggi, richiede anche un fare spazio ed evidentemente questa donna ci sta dicendo che lei non è pronta, che non ce l’ha questo spazio e non ha questo desiderio.

Quindi già dirlo e dirlo ad alta voce credo che sia stato uno step importantissimo, ma mi chiedo quanta consapevolezza ci sia anche all’interno di questa coppia; perché quando lavoriamo con le coppie e noi ci troviamo in seria difficoltà, perché ci sono degli argomenti che non si possono trattare in contemporanea e abbiamo bisogno a volte di fare degli incontri individuali, nei quali spesso emergono dei contenuti un po’ ostici e che poi riportarli nel setting di coppia è complicato.

Quindi, dal mio punto di vista, la prima cosa che sulla quale io mi interrogo è quanta comunicazione c’è all’interno di questa coppia su questo aspetto così delicato?

La risposta del Dott. Daniele Cappellani Endocrinologo

Il non voler figli di per sé non previene le gravidanze Se così fosse non avremmo avuto la contraccezione gli anticoncezionali e quindi tranquillizziamo questa utente dicendogli “guarda il tuo non voler non è quello che non sta facendo arrivare figli”. Quando può dipendere dalla tiroide? Non lo so, tanto, tutto o niente. In un inquadramento di una infertilità di coppia bisogna fare degli accertamenti, tra cui anche gli accertamenti tiroidei.

La cosa che però è sempre Importante sottolineare è che la coppia che si avvia verso un programma di inquadramento di un infertilità, deve essere indagata su entrambi i fronti il fronte maschile e il fronte femminile: perché, al di là di una colpevolizzazione di uno solo nei due fronti, in realtà spesso parliamo di concause cioè un’intersezione di magari un piccolo difetto da una parte e un piccolo difetto dall’altra, che messi insieme fanno un difetto più importante e quindi impediscono un concepimento.

 Un avvio di una gravidanza o portare avanti della stessa, quindi dal punto di vista organico inquadramento esaustivo che valuti anche tra le tante altre cose inclusa la tiroide per dare una risposta esaustiva precisa circostanziata.

L’ipotiroidismo subclinico TSH alto ma FT4 ft3 nella norma può contribuire al calo del desiderio

La risposta del Dott. Daniele Cappellani Endocrinologo

Assolutamente sì. Anche perché attenzione al termine “subclinico” perché non tutta la letteratura è Cconcorde nell’utilizzo di questo termine, perché ipotiroidismo subclinico alcuni consigliano di chiamarlo preclinico: nel senso che il fatto che il TSH sia aumentato, ma le frazioni libere degli ormoni tiroidei FT4 ed ft3 siano nella norma, non vuol dire assolutamente che non vi siano sintomi; cosa a cui sembrerebbe rinviare se il termine subclinico fosse preso testualmente.

Quindi il discorso è ci sono persone che hanno modifiche del TSH isolate, come un aumento del TSH nemmeno troppo marcato, ma che già lamentano tutti i sintomi dell’ipotiroidismo, tra cui anche il calo del desiderio. Quindi la risposta per questa utente è: sì potrebbe contribuire.

Le TOS per la tiroide sono tutti uguali o ce n’è una migliore?

La risposta del Dott. Daniele Cappellani Endocrinologo

TOS è un acronimo e questa sigla vuol dire Terapia Ormonale Sostitutiva e si intende in con questo termine la terapia per l’ipotiroidismo; cioè per quella condizione in cui la tiroide non funziona in maniera adeguata e appropriata. Quando noi parliamo di TOS dobbiamo fare due diverse distinzioni:

  • prima di principio attivo nella maggior parte dei casi, nella quasi totalità dei pazienti la terapia si fa con la levotiroxina che corrisponde a quello che noi nel sangue misuriamo come FT4.
  • esiste in realtà la possibilità di fare una terapia di combinazione tra T4 e T3 quindi levotiroxina più liotironina. Ma le linee guida al riguardo ci dicono che questa è un’opzione da riservare a pazienti estremamente selezionati, che non abbiano una risposta soddisfacente dal punto di vista sintomatologico alla terapia con la sola levotiroxina e che devono essere pazienti trattati in maniera molto cauta.

Quindi già a questo punto non esiste il dire “l’una è meglio dell’altra”. Esistono diverse indicazioni per diverse terapie. Inoltre, nelle TOS, a base di levotiroxina, abbiamo anche diverse formulazioni. Quindi anche in questo caso l’indicazione è quello di personalizzare il trattamento personalizzarlo sul paziente sulle sue esigenze sulla sua storia clinica.

 

Ultimo aggiornamento: 26 maggio 2024

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