Dieci Cose sugli Assorbenti che Forse Non Sai

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10 cose sugli assorbenti che forse non sai

Sicura di sapere tutto sugli assorbenti?

Quante cose avresti voluto sapere sull’igiene intima e ancora, all’ennesimo assorbente, ancora non hai osato chiedere? Eccone alcune, giusto 10, per prendere coscienza di un gesto che ha una storia lunghissima e molti risvolti, compresi quelli legati all’ambiente.

Il Ministero del Ciclo Mestruale

Diciamoci le cose come stanno: se fossero gli uomini ad avere le mestruazioni oggi ci sarebbe il Ministero del Ciclo Mestruale e a ridosso delle elezioni al posto dei soliti volantini elettorali, dal cielo pioverebbero assorbenti con il logo dei partiti.

E invece no, le “rosse” sono una roba da donne. E questo vuol dire che se non ne parliamo noi non lo farà nessuno.

Ecco allora qualche verità e qualche curiosità sull’argomento, per provare a riempire gli spazi vuoti e per far nascere nuove consapevolezze intorno ad un tema che, almeno una volta al mese, ci riguarda tutt*. Non solo le donne (circa 21 milioni quelle che, in questo preciso momento e solo in Italia, hanno bisogno di un assorbente!).

1) Una relazione lunga ed intensa

Nel corso della vita fertile abbiamo a che fare con gli assorbenti (e le loro varianti, compresi tamponi) per circa 40 anni. Oggi, che di figli se ne fanno meno, questo si traduce in circa 500 volte nella vita di una donna, ovvero per circa 2400 giorni (giorno più, giorno meno) e per un totale di circa… 11mila assorbenti!

2) Non siamo l’unica specie ad “indossare” l’assorbente

Da quanto ne sappiamo le mestruazioni riguardano anche alcuni mammiferi, come i cani (chi ha avuto cani femmina lo sa bene 😉 e altri animali come:

  • i Bonobo
  • gli Scimpanzé
  • alcune specie di Pipistrelli
  • e persino un topolino

 

3) Le mestruazioni in bella mostra

Se è vero che il Ministero delle mestruazioni non c’è, non manca invece il museo delle mestruazioni: il Museum of Menstruation and Women’s Health (Museo delle mestruazioni e della salute delle donne). Si tratta di un sito-museo dove abbondano articoli sulla storia e la cultura dedicati interamente al ciclo e alla tecnologia mestruale.
Sfogliandolo si scopre di tutto, persino che già negli anni 20 del Novecento e fino agli anni 60 era facile trovare comodi dispenser di assorbenti nei bagni pubblici.
Questo succedeva in America, il primo Paese a vedere una diffusione su larga scala di assorbenti prodotti industrialmente. Quando? L’anno zero della protezione mestruale “usa e getta” coincise con la fine della prima guerra mondiale. In Italia invece alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando le donne andarono a lavorare anche fuori casa, la vita divenne più pratica e le gonne diventarono più corte.

4) Un dono prezioso

Tanto, tantissimo tempo fa, il sangue mestruale era prezioso a tal punto da essere un dono: i panni impregnati di sangue mestruale delle donne venivano portati in offerta nei tempi dedicati ad Artemide, figlia di Zeus. E non a caso il dono era rivolto proprio a lei, Diana nella mitologia romana: la divinità più vicina alla natura, protettrice delle fanciulle e anche delle partorienti, che si rivolgevano a lei anche per alleviare il dolore.

5) L’assorbente-manifesto

Una artista tedesca, Elonè, usa gli assorbenti come veicolo per messaggi femministi. Li lascia appesi un po’ ovunque, negli spazi pubblici, come le fermate dell’autobus. L’assorbente si trasforma così in un manifesto post-moderno. Tra i tanti messaggi, uno in particolare merita di essere riportato:

Immagina se gli uomini fossero disgustati dallo stupro come lo sono dalle mestruazioni.

Molto efficace, vero?

6) Assorbenti nei libri

Una volta per fare le rivoluzioni pacifiste si infilavano fiori nei cannoni. Oggi per sensibilizzare sull’annoso tema dell’IVA, quella dei beni di lusso (oltre il 20%), applicata anche ai prodotti per l’igiene intima, le donne tedesche hanno messo 15 tamponi dentro… un libro: il Tampon Book! Scelta scaltra e provocatoria, visto che i libri in Germania sono tassati con l’IVA al 7% (in Italia al 4%).

Il libro è diventato subito il simbolo della discriminazione fiscale che penalizzava gli assorbenti e i risultati non si sono fatti attendere, neanche nel resto d’Europa. In Italia da inizio 2022 la tassa dal 22% è passata al 10% e c’è chi lotta ancora per farla sparire del tutto.

7) La qualità dell’assorbente è importante per la nostra salute

Infatti, pensate oltre il 70% delle nostre malattie riproduttive sono causate da una scarsa igiene mestruale. Alle volte sono proprio gli assorbenti realizzati in materiali artificiali che possono portare a reazioni allergiche o irritazioni, o addirittura alla tristemente nota sindrome da shock tossico – causata da un germe piuttosto ordinario, lo stafilococco aureo che in certe condizioni produce una tossina mortale, chiamata TSST-1. Per questo è importante il materiale con cui l’assorbente viene realizzato: solo il cotone ci offre una garanzia di traspirabilità e assorbenza, senza alterare il pH naturale della pelle.

8) Per parlare di assorbenti vediamoci un film!

L’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha contato circa 500 milioni di donne nel mondo che non hanno i mezzi necessari per gestire al meglio le mestruazioni. A provare a risolvere il problema Arunachalam Muruganantham. Se non ne avete mai sentito parlare andate a vedervi il film che trovate su Netflix: Pad Man, letteralmente l’Uomo Assorbente. Un indiano, di origini povere, estremamente motivato a facilitare la vita delle donne durante “quei giorni” e che per farlo ha realizzato una macchina, portatile, che crea assorbenti low cost, al costo di sole 2 rupie. Un vero e proprio Super Eroe contemporaneo.

9) Siamo tutte uguali. Anzi no!

Per ricordare a tutti questo problema, oltre ad una Giornata internazionale, quella dedicata all’igiene mestruale che cade ogni anno il 28 maggio, è sceso in campo anche lo sport. Ricordiamo Kiran Gandhi, una maratoneta che vinse la maratona di Londa nel 2015. Le mestruazioni la trovarono impreparata e senza assorbenti a portata di mano. Decise di correre lo stesso. Arrivò prima:

“Ho corso con il sangue che scendeva tra le mie gambe per le sorelle che non hanno accesso ai tamponi e per le sorelle che, nonostante crampi e dolori, lo nascondono e fanno finta che non esista”.

10) Ok tutto, ma cosa è meglio usare per la nostra piccola maratona mensile?

Oggi in commercio ci sono assorbenti realizzati in puro cotone biologico (dentro e fuori!). Al 100% biodegradabili e, udite udite, compostabili. Un aspetto non da poco considerato che ogni anno finiscono nelle discariche 20 milioni di pezzi di rifiuti legati al ciclo, tra assorbenti & Co.

Gli assorbenti rivoluzionari si chiamano Lady P.  Dalla loro non hanno solo le qualità insite nel cotone biologico ma anche il fatto che sono:

  • Non tossici (cfr. con il punto 7)
  • Non alterano il pH vaginale
  • Biodegrabili al 100%
  • Compostabili

Se sei stanca di assorbenti che “grattano”, provocano irritazioni e prurito e non garantiscono la traspirazione, allora questi assorbenti, realizzati con i ginecologi e testati per prevenire qualunque tipo di fastidio intimo, sono la scelta migliore.

Da quale altro assorbente puoi avere così tanto? 😉

Buon ciclo mestruale a tutte!

PS Trovi gli assorbenti Lady P. in farmacia, parafarmacia e online.

Redazione VediamociChiara

Fonti e approfondimenti:

  

Riferimenti bibliografici:


Questo è il mio sangue. Manifesto contro il tabù delle mestruazioni di ÈliseThiébaut

 – Le mie cose. Mestruazioni: storia, tecnica, linguaggio, arte e musica di Raffaella Malaguti

Tampon Tax (Pamphlet) di Beatrice Brignone

 – Scorrerà il sangue – Internazionale (pag. 50, N. 1153, maggio 2016)

 

Foto di Pexels

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Quante cose avresti voluto sapere sull’igiene intima e ancora, all’ennesimo assorbente, ancora non hai osato chiedere? Eccone alcune per prendere coscienza di un gesto che ha molti risvolti, salute intima ed indipendenza, ma anche quelli legati all’ambiente.

Tempo di lettura: 4′

Ultimo aggiornamento: 7 maggio 2022

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