Baby gang – Come affrontare un problema ormai diffuso?

Il fenomeno delle baby gang sta diventando una vera e propria piaga sociale. Come affrontare il fenomeno?

Ogni giorno leggiamo notizie che raccontano di giovani aggrediti e feriti, in maniera brutale e violenta, dai coetanei, spesso appartenenti a baby gang. Ciò che stupisce è l’assenza di motivi. Picchiano solo per il gusto di farlo.

Le baby gang vanno oltre il bullismo

Sono gruppi che agiscono in maniera organizzata, emulando associazioni di stampo mafioso, con una vera e propria gerarchia e un codice di condotta.

È importante sottolineare che non sempre gli appartenenti a una baby gang provengono da contesti familiari e sociali disagiati

Spesso sono ragazzi di buona famiglia, annoiati, che cercano nella gang inclusione, protezione e uno strumento di conquista di uno status sociale.

Il fenomeno è accompagnato da un piacere nell’ostentare la violenza che porta spesso questi branchi a condividere le foto delle loro “prodezze” su Facebook e sugli altri social networks. Come se non bastasse, le foto sono accompagnate da commenti in cui si plaude con ammirazione agli atti violenti.

Baby gang, non solo a Napoli

Negli ultimi mesi siamo stati travolti da agghiaccianti episodi di violenza che riguardano Napoli, in cui il fenomeno criminale minorile si sta dimostrando una vera e propria piaga. Ma le baby gang sono diffuse e in tutte le grandi città sono cresciuti i crimini commessi da minori. Se a Napoli i ragazzini colpiscono per rapinare le vittime o anche per pura dimostrazione di forza, in altre realtà la matrice è spesso l’odio razziale.

Baby gang, perché tra i giovani la violenza è così diffusa?

Un ruolo importante gioca l’emulazione di comportamenti visti in certe fiction o in certi film. Basti pensare a Gomorra o a Narcos. Ormai è tutto sdoganato, tutto è possibile. La soglia di percezione di ciò che è violento e illecito si è drasticamente abbassata. Nelle fiction, inoltre, mentre una volta era sempre il buono a vincere, adesso non solo il cattivo vince, ma spesso il buono con cui identificarsi è totalmente assente.

Baby gang, dove ricercare le cause?

Contesti familiari problematici, in cui si consumano violenze e abusi, sono certamente la prima causa del disagio diffuso tra i ragazzi. Ma il disagio psicologico alla base di questi gruppi violenti può avere origine anche da famiglie considerate “normali”. Oggi i genitori hanno sempre meno tempo libero. Così i bambini trascorrono sempre più tempo con lo smartphone in mano o con i videogiochi, nella maggior dei quali chi uccide di più, vince.

Baby gang, come affrontare questo fenomeno sociale?

Non ci si può limitare a militarizzare le città. Il fenomeno va affrontato soprattutto con partendo dal dialogo in famiglia. Bisogna che i genitori comprendano la gravità del loro atteggiamento iperprotettivo. Spesso, infatti, tendono a minimizzare l’atto violento e cercano di “coprire” i figli,  legittimando, di fatto, la violenza.

Altro ruolo fondamentale è quello della scuola. È a scuola che i ragazzi cominciano a costruire le relazioni con l’altro e a sperimentare i primi successi e insuccessi.

I ragazzi hanno bisogno di sentirsi parte integrante di una famiglia, di una scuola e di una società che li ascoltino e li comprendano. E che insegnino loro il senso della legalità, dell’onestà e della giustizia.

Cristina Caramma

Take Home Message
Ogni giorno leggiamo di giovani aggrediti e feriti, in maniera brutale e violenta, dai coetanei, spesso appartenenti a baby gang, che picchiano solo per il gusto di farlo. Non sempre gli appartenenti a una baby gang provengono da contesti familiari e sociali disagiati. Spesso sono ragazzi di buona famiglia, annoiati, che cercano nella gang inclusione, protezione e uno strumento di conquista di uno status sociale. Nella diffusione della violenza, l’emulazione di comportamenti visti in certe fiction gioca un ruolo importante. Per affrontare il fenomeno non ci si può limitare a militarizzare le città. I ragazzi hanno bisogno di sentirsi parte integrante di una famiglia, di una scuola e di una società che li ascoltino e li comprendano. E che insegnino loro il senso della legalità, dell’onestà e della giustizia.

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Ultimo aggiornamento: 4 febbraio 2019

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