Gli esami per il fegato

È l’organo più complesso del corpo umano. Ecco quali sono gli esami per il fegato e cosa possono indicare.

gli esami per il fegato “Farsi venire il fegato amaro”, “mangiarsi il fegato”, “avere fegato”…questi sono solo alcuni dei detti che hanno per oggetto questo complesso organo. Ma cos’è esattamente il fegato?

Si tratta di una ghiandola che svolge innumerevoli preziose funzioni, non solo collegate alla digestione, ma anche alla difesa dell’organismo e all’eliminazione delle sostanze tossiche. Un buono stato di salute del fegato è indispensabile al mantenimento di tutto l’organismo. Il fegato è, però, un organo molto vulnerabile: infezioni, abuso di alcol, fumo, farmaci, eccesso di grassi nell’alimentazione possono danneggiarlo.

Quali sono allora gli esami per il fegato?

Le transaminasi

Le transaminasi (o aminotransferasi), sono enzimi localizzati all’interno delle cellule epatiche e dei muscoli. Rappresentano un indice molto sensibile di danno del fegato: infatti, sono alterate nella maggior parte delle malattie del fegato.

Un aumento delle transaminasi può essere causato di frequente da un’infezione o dall’assunzione di alcuni farmaci. Più raramente, un livello aumentato di transaminasi può essere dovuto alla presenza di malattie genetiche o autoimmuni.

Le transaminasi più frequentemente richieste con le analisi del sangue sono due.

Aspartato aminotransferasi (AST o GOT). È localizzato non solo nel fegato ma anche nel cuore, nei muscoli, nei reni, nel cervello, etc. I suoi valori di riferimento sono compresi tra 7 – 40 U.I. (a 37 °C). L’aumento delle transaminasi AST è correlato a un danno delle cellule muscolari o del miocardio. Ecco perché, in caso di infarto, ne viene monitorato l’andamento.

Alanino-aminotransferasi (ALT o GPT). È presente quasi esclusivamente nelle cellule del fegato.  I valori indicativi sono compresi tra 5 – 35 U.I. (a 37 °C). L’aumento dell’ALT è un segno più specifico di danno alle cellule del fegato (per esempio, nel caso di epatite).

Un altro parametro utilizzato negli esami per il fegato è la gamma-glutamil transferasi (GGT).

È un enzima localizzato prevalentemente nelle cellule che rivestono i dotti biliari, cioè i canali che portano la bile, prodotta dal fegato, nella cistifellea e da lì nell’intestino.

Il dosaggio delle GGT è utilizzato nello screening e nel trattamento delle patologie del fegato e delle vie biliari, quali cirrosi e tumori epatici. Le GGT aumentano se si fa consumo di alcol, in caso di obesità e in presenza di grasso addominale.

Tra gli esami per il fegato c’è la bilirubina.

La bilirubina è un prodotto della disgregazione dei globuli rossi. Dal sangue è trasportata al fegato, dove è elaborata e poi smaltita. I livelli di bilirubina nel sangue possono aumentare in caso di problemi al fegato o in presenza di ostruzioni al deflusso della bile.

Quando i livelli di bilirubina totale superano i 3 mg/dL compare l’ittero, con la caratteristica colorazione giallastra della pelle e degli occhi.

Fonti:

Ospedale Bambino Gesù

Fondazione Italiana per la Ricerca in Epatologia

Humanitas

Cristina Caramma

Take Home Message
Quali sono gli esami per il fegato e cosa possono indicare? Il fegato è una ghiandola che svolge innumerevoli preziose funzioni, non solo collegate alla digestione, ma anche alla difesa dell’organismo e all’eliminazione delle sostanze tossiche. Tra i parametri utilizzati per valutare lo stato di salute del fegato ci sono le transaminasi, che rappresentano un indice molto sensibile di danno del fegato. Altri parametri importanti sono la gamma-glutamil transferasi (GGT) e la bilirubina.

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Ultimo aggiornamento: 16 giugno 2019

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