mercoledì, 24 Aprile 2024

Le analisi del sangue – Misurare per conoscere

e analisi del sangue - Misurare per conoscere - VediamociChiaraLe analisi del sangue possono fornire molte informazioni sulla nostra salute.

Per conoscere e gestire un bene come la salute, abbiamo bisogno di misure, di numeri da confrontare e da monitorare.

We only know what we measure”, sosteneva Lord Kelvin, scienziato britannico, padre dell’omonima scala termometrica. Possiamo conoscere soltanto ciò che è misurabile. Un enunciato applicabile anche al nostro corpo e alle sue funzioni. In altre parole per conoscere e gestire un bene come la salute o un male, come la sua assenza, abbiamo bisogno di misure, di numeri.

Un mezzo eccellente per misurare alcune funzioni del nostro organismo e saperne di più sul nostro stato di salute è rappresentato dalle analisi del sangue. Un esame comune e anche piuttosto semplice. Basta un prelievo e a meno che non si soffra di “agofobia”, pochi minuti e il gioco è fatto. O meglio, non ci resta che attendere i risultati. Vediamo, allora, qual è il significato delle analisi più comunemente richieste dal medico. Cosa misurano e perché vengono effettuate.

Le analisi del sangue – Emocromo

Forma abbreviata per emocromocitometrico. E’ uno dei test più comuni tra quelli effettuati sul campione di sangue. E’ in grado di fornire informazioni sulla componente corpuscolata o cellulare del sangue. Ovvero su:

  • Globuli Rossi o eritrociti (RBC). Viene indicato il numero e il volume medio delle cellule (MCV).  Informazioni fondamentali per conoscere eventuali stati di anemia o carenze nutrizionali. Un valore di MCV più basso del normale si ha nei casi di anemia da carenza di ferro o nella talassemia. Valori di MCV più elevati si hanno invece nei casi di anemia da carenza di folati o di Vitamina B12. Ma anche nel corso di chemioterapia. L’ematocrito (HCT) indica la percentuale del volume del sangue impegnata dai globuli rossi. Come è intuibile tale valore dipende in modo direttamente proporzionale dalla quantità di eritrociti presenti nel sangue. Per cui sarà ridotto nelle anemie, aumentato in caso di disidratazione e di eritrocitosi. Condizione in cui si riscontra un aumento del numero dei globuli rossi. Il range dei valori di riferimento nella conta dei globuli rossi è compreso tra 4,2 e 6,2 milioni per millimetro cubico.
  • Globuli Bianchi o leucociti (WBC): oltre al numero totale può essere richiesta la formula leucocitaria, utile per conoscere la distribuzione percentuale dei diversi tipi di globuli bianchi, che sono i granulociti neutrofili, basofili ed eosinofili, i linfociti e i monociti. I globuli bianchi sono le cellule della difesa, dell’immunità innata e acquisita; ecco perché nel corso di malattie infettive, stati infiammatori e reazioni allergiche si può avere un riscontro diretto nelle misurazioni riferite ai leucociti e alla loro composizione percentuale. Un aumento nella percentuale di granulociti eosinofili, per esempio, si può rilevare nel corso di alcune infezioni parassitarie e di reazioni allergiche. La quantità di leucociti presenti in media nel sangue e di 4.500 – 11.000 cellule per millimetro cubico.
  • Piastrine o trombociti (PLT). Di queste piccole cellule, impiegate nei processi di coagulazione, viene indicato il numero. Utile nel caso si riscontri una coagulazione del sangue difettosa o comunque alterata. Un aumento delle piastrine predispone a fenomeni trombotici. Una loro riduzione si associa a emorragie, anche spontanee. Il volume medio delle piastrine è indicato dal valore MPV. La quantità di piastrine è in media compresa tra 150 mila e 350 mila elementi per millimetro cubico.
  • Emoglobina (HGB): questa macromolecola contenuta nei globuli rossi consente il trasporto dell’ossigeno nel sangue e dal sangue ai tessuti. Dall’esame emocromocitometrico si ottiene il valore di emoglobina, che nel corso di anemie risulterà più basso rispetto al valore di riferimento. La quantità di emoglobina presente nel sangue è in genere più bassa nel sesso femminile rispetto a quello maschile: i valori sono compresi tra 14 e 18 g/dl negli uomini e tra 12 e 16 g/dl nelle donne. Il valore di MCH indica la quantità media di emoglobina contenuta in ogni globulo rosso: i valori di MCH saranno più bassi del normale nei casi di anemia da carenza di ferro. MCHC indica invece, la concentrazione media di emoglobina in ogni globulo rosso.

Le analisi del sangue – VES

E’ la velocità media di eritrosedimentazione del sangue, ossia, la velocità con cui i globuli rossi sedimentano al fondo di una pipetta da laboratorio. Il valore di VES – compreso tra 0 e 15 mm all’ora – dipende dal numero, dalla forma e dalle dimensioni degli eritrociti. Nel corso di stati infiammatori si rileva, in genere, un aumento della VES; tuttavia, il dato è alquanto aspecifico e viene perlopiù richiesto come screening di primo livello, per accertare lo stato di salute generale.

Le analisi del sangue – Glicemia

Indica la quantità di glucosio, che è uno zucchero, nel sangue circolante. In condizioni di buona salute e in assenza di malattia diabetica, il valore della glicemia è compreso tra 70 e 100 milligrammi per decilitro (mg/dl). Al mattino, dopo una notte di digiuno si registrano i valori più bassi, ma dopo un pasto, specie se abbondante e ricco di carboidrati, la glicemia aumenta temporaneamente, raggiunge il suo picco (in genere, non supera 140-150 mg/dl)e poi ridiscende al valore basale, grazie al buon funzionamento del sistema di regolazione del metabolismo degli zuccheri.

Quest’ultimo, attraverso il controllo ormonale esercitato da più ormoni, tra cui l’Insulina e il glucagone, garantisce nell’arco dell’intera giornata una certa stabilità dei livelli di glucosio nel sangue: ciò è fondamentale, dal momento che l’apporto di zuccheri con l’alimentazione avviene in modo discontinuo, ma il consumo da parte delle cellule è continuo e livelli troppo bassi di glicemia (Ipoglicemia) possono nuocere al cervello, che utilizza come carburante esclusivamente il glucosio.

Al contrario livelli elevati di glicemia per un tempo prolungato sono indicativi di un alterato metabolismo dei glucidi. Che può esitare nella malattia diabetica. L’iperglicemia – definita da valori uguali  superiori a 110 e 125 mg/dl – alla lunga, causa danni all’apparato cardiovascolare. Ma anche ai reni, agli occhi, al sistema nervoso. Tenere sotto controllo i livelli glicemici tiene al riparo dal rischio di sviluppare il diabete e le sue complicanze.

Laddove, invece, siano presenti fattori di rischio per lo sviluppo del diabete (obesità e scorretta alimentazione, sedentarietà, familiarità, ridotta tolleranza al glucosio etc.), il controllo periodico della glicemia, associato a una dieta controllata e a uno stile di vita salutare, consentirà di scongiurare il rischio di ammalarsi di diabete. Il test della glicemia può prendere in considerazione la glicemia basale e in tal caso il prelievo deve essere effettuato dopo 12 ore di digiuno. Oppure, in casi specifici, può essere richiesta una “curva da carico”. Questa consiste nel somministrare una dose standard di glucosio, pari a 75 g, e nell’effettuare dei prelievi a distanza di 30-60 minuti nelle due ore successive. Valori pari o superiori a 200 mg/dl di glicemia a distanza di 2 ore dall’assunzione della dose standard di glucosio, sono indicativi di diabete.

Le analisi del sangue – Colesterolo e trigliceridi

Rappresentano le principali componenti della frazione lipidica presente nel sangue. Sono molecole insolubili in acqua. Per tale ragione devono essere trasportate nel torrente circolatorio da specifiche proteine, chiamate lipoproteine. Queste comprendono tra le altre. Le lipoproteine HDL (ad alta densità), il cosiddetto “colesterolo buono”. Perché eliminano il colesterolo in eccesso e lo portano al fegato, dove viene eliminato. Le LDL (a bassa densità), che distribuiscono il colesterolo a tutti gli organi. Le VLDL (a bassissima densità).

Il colesterolo, in particolare, è una molecola presente in tutte le cellule: si tratta, infatti, di un elemento costituente delle membrane cellulari, fondamentale anche per la sintesi di ormoni e vitamina D. I valori di riferimento della colesterolemia sono compresi tra 140 e 240 mg/dl. Tuttavia, per avere un quadro della frazione lipidica del sangue, il medico generalmente richiede l’esame del colesterolo totale (il cui valore non dovrebbe superare i 200 mg/dl), Il valore del Colesterolo LDL (che dovrebbe mantenersi entro i 100 mg/dl) e quello del Colesterolo HDL (il cui valore dovrebbe essere pari o superiore a 50 mg/dl).

Il nostro corpo produce da sé la maggior parte del colesterolo necessario al buon funzionamento cellulare. Ma oltre alla quota autoprodotta il colesterolo viene introdotto anche con l’alimentazione. In particolare con i cibi ricchi di grassi animali. Quando presente in quantità eccessive (ipercolesterolemia), ossia, con valori di colesterolemia maggiori di 240 mg/dl, il colesterolo può risultare assai dannoso per il nostro organismo. Rappresentando un fattore di rischio per le malattie cardio-vascolari, infarto e ictus.

Le analisi del sangue – I trigliceridi 

Sono una fonte di energia per l’organismo. Sono anch’essi autoprodotti, oltre che assunti con la dieta, attraverso i cibi ricchi di grassi e carboidrati e attraverso l’alcol. La loro concentrazione nel sangue non dovrebbe superare i 150 mg/dl.

Le analisi del sangue – Azotemia e Creatininemia

Si tratta di due esami richiesti per valutare la funzionalità renale.

L’azotemia

I cui valori di riferimento sono nel range 15 – 50 mg/dl. Questi si riferiscono alla quantità circolante nel sangue di azoto non proteico, prodotto di scarto del metabolismo delle proteine. Maggiore è il valore di azotemia rilevato, minore è la capacità dei reni di smaltire i prodotti di rifiuto. Tuttavia va tenuto in buona considerazione che la quantità di azotemia rilevata è fortemente influenzata dalla dieta. Un’abbuffata di carne o un eccesso di alcol, con conseguente minor consumo di acqua, possono far schizzare i valori oltre la normalità.

La creatininemia

I cui valori di riferimento sono compresi tra 0,9 e 1,4 mg/dl. Indica la quota di creatinina presente nel sangue e valuta la funzione di filtro svolta dai reni. A differenza della azotemia, il valore della creatininemia non è influenzato da un pasto abbondante in proteine. Per tale ragione è un dato più affidabile rispetto alla sola azotemia nel valutare la salute della funzione renale.

Le analisi del sangue – Bilirubina

E’ un pigmento di colore giallo oro, che deriva principalmente dalla degradazione dell’emoglobina contenuta nei globuli rossi. Questi ultimi, una volta giunti al termine del loro ciclo di vita – in media di 120 giorni – o qualora siano danneggiati, vengono smaltiti attraverso dei veri e propri “siti di demolizione”,  gli organi emocateretici (milza e sistema reticolo endoteliale). La bilirubina ottenuta dallo smaltimento dei globuli rossi non è solubile in acqua e per essere trasportata nel torrente ematico si lega a una proteina trasportatrice, l’albumina. Tale forma di bilirubina viene definita indiretta o non coniugata.

Nel fegato, grazie all’intervento di specifici enzimi, la bilirubina viene coniugata con l’acido glicuronico. E’ questa la cosiddetta bilirubina diretta o coniugata. Solubile in acqua, viene accumulata nella cistifellea ed eliminata nell’intestino insieme alla bile. Il medico di solito richiede la misurazione della bilirubina totale e frazionata. Ossia delle quote rispettive di bilirubina coniugata e indiretta. La bilirubinemia quindi, viene indicata attraverso tre diverse misurazioni:

  • la bilirubina totale, i cui valori di riferimento sono compresi nel range 0,10 – 1,30 mg/dl;
  • la bilirubina diretta o coniugata, che in condizioni di normalità è inferiore a 0,3 mg/dl;
  • la bilirubina indiretta, che normalmente presenta valori inferiori a 1,2 mg/dl.

Avere la misura delle diverse frazioni è utile per orientare la diagnosi

Un aumento dell’emolisi, ossia, una maggiore distruzione dei globuli rossi – come può avvenire per esempio, nelle anemie emolitiche o come avviene nell’ittero fisiologico del neonato – può essere alla base dell’innalzamento dei livelli di bilirubinemia e in particolare, della bilirubina non coniugata. Il dosaggio della bilirubina presente nel sangue è importante anche per valutare lo stato di salute del fegato. Un aumento della bilirubinemia totale può conseguire a una ridotta capacità di captazione da parte delle cellule epatiche. Un aumento della quota di bilirubina coniugata potrebbe essere conseguente a un’ostruzione delle vie biliari. Per esempio, per la presenza di calcoli della colecisti. Quando la bilirubina ematica raggiunge valori superiori a 2,5 – 3 mg/dl, si manifesta l’ittero. Con la caratteristica colorazione giallastra della pelle, degli occhi, delle sclere.

Le analisi del sangue – Transaminasi

Utili per valutare lo stato di salute del fegato, ma non solo, le transaminasi sono enzimi presenti nelle cellule epatiche e nei muscoli. Individuate attraverso i loro acronimi, le transaminasi più frequentemente richieste con le analisi del sangue sono:

  • AST (alanina aminotranferasi) o GOT (transaminasi glutammico ossalacetica) è presente nel fegato, nel cuore, nei muscoli, nello scheletro etc. I suoi valori di riferimento sono compresi tra 7 – 40 U.I. (a 37 °C)
  • ALT (alanina amino transferasi) o GPT che si trova principalmente nelle cellule epatiche. I valori indicativi sono compresi tra 5 – 35 U.I. (a 37 °C).

I valori di riferimento possono variare a seconda del metodo usato.

Benché la sola misurazione delle transaminasi non consenta al medico di fare una diagnosi, in linea generale, l’aumento delle transaminasi AST è correlato a un danno delle cellule muscolari o del miocardio. Ecco perché, in caso di infarto, viene monitorato l’andamento nel tempo di questi enzimi.

Le transaminasi ALT, invece, possono risultare aumentate in conseguenza di un danno agli epatociti – le cellule del fegato – per esempio, nel caso di epatite.

Le analisi del sangue – Calcio

E’ il minerale più abbondante del nostro corpo. Insieme con il fosforo forma il fosfato di calcio, un sale denso e duro, componente fondamentale di ossa e denti. La sua concentrazione costante nel sangue  garantisce il buon funzionamento dei nervi, dei muscoli e del cuore. Ma il prezioso minerale svolge un ruolo centrale anche nella coagulazione del sangue e in diverse reazioni enzimatiche. Il range di riferimento della calcemia è 9 – 11 mg/dl. Problemi alle ghiandole paratiroidi, forme di iper-vitaminosi, neoplasie e alcuni farmaci possono causare un innalzamento dei valori di  calcio nel sangue. Questi si manifestano in forma sintomatica quando l’innalzamento dei livelli nel sangue è significativo.

Le analisi del sangue – Potassio

Di questo ione è molto ricco il tessuto muscolare, svolge un ruolo di grande importanza nei processi di trasporto attivo attraverso la membrana cellulare e i suoi livelli ematici sono mantenuti costanti dalla funzione renale. La potassiemia ha un valore compreso tra 3,5e 5 mmol/l. Vomito prolungato o diarrea e in genere. Le condizioni che causano una perdita di liquidi possono esitare in una riduzione dei livelli di potassio sierico, che si accompagna a debolezza muscolare e aritmie cardiache. In caso di malattia diabetica non controllata, di uso di farmaci digitalici, nelle condizioni che comportano grave disidratazione e in corso di infarto, la potassiemia viene attentamente monitorata.

Le analisi del sangue – Sideremia

E’ il test che misura la quota di ferro presente a livello sierico e che è per la maggior parte legata alla transferrina. La valutazione della sideremia può essere richiesta in caso di stati anemici sospetti o accertati. Ma anche per monitorarne l’andamento nelle condizioni in cui aumenti la richiesta di ferro. Come per esempio, in gravidanza, durante l’allattamento, in epoca adolescenziale. Ma anche nei casi in cui il flusso mestruale sia particolarmente abbondante. Alcune malattie genetiche come l’emosiderosi si associano a un innalzamento dei livelli di ferro sierico. Per completare il quadro relativo al bilancio “marziale”, cioè alla fisiologica presenza di ferro nell’organismo, oltre alla sideremia viene valutata anche la ferritina. Il cui valore informa sulle scorte di ferro, e la transferrinemia. Cioè, la quota presente nel sangue della proteina responsabile del trasporto del ferro nel torrente circolatorio.

Ricorda: quando ti vengono prescritte delle analisi del sangue, portale allo specialista che le ha richieste e non sottoporle a dottor Google (il dottor Google anche se è aperto 24 ore al giorno non è laureato in medicina) , anche se talvolta la tentazione è forte 😉

Dott.ssa Serenella Corvo per Redazione VediamociChiara
© riproduzione riservata

Fonti
 – National Institutes of Health’s Web site. Medlineplus. Visitato il 19/11/2016.
 – National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIDDK).
 – Istituto Superiore di Sanità. Progetto Cuore – epidemiologia e prevenzione delle malattie ischemiche del cuore.
 – Dizionario Medico Illustrato Dorland. Edizione italiana – Traduzione e adattamento della 27a edizione in lingua inglese. ESI Stampa Medica Srl.

 

Take Home Message
Le analisi del sangue – Per conoscere e gestire un bene come la salute abbiamo bisogno di misure, di numeri da confrontare e talvolta da monitorare. Le analisi del sangue possono fornire molte informazioni utili sul nostro stato di salute: emocromo, VES, transaminasi, creatininemia… Quante volte abbiamo letto quei valori. Ma siamo sicure di sapere a cosa si riferiscano? Vediamo, allora, qual è il significato delle analisi più comunemente prescritte dal medico, cosa misurano e perché vengono effettuate.

Tempo di lettura: 1 minuto e 50 secondi

Ultimo aggiornamento: 11 ottobre 2023

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4 risposte

  1. le analisi del sangue, per me soo essenziali per monitorare salute! io ho l’abitudine ( da anni…) di donare il sangue, questo mi permette di fare due azioni buone, in una. Grazie per i vostri articoli…….

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