Testa Vuota o Mente che si Difende? Tutto Quello che c’è da Sapere sulla Memoria

memoria e potenziamento cognitivo

La nostra amica psicologa esperta di potenziamento cognitivo la dott.ssa Emanuela Marchertti ci conduce in un viaggio nella memoria

“Dottoressa, non ricordo alcune cose. Sarà l’età oppure altro?”

La memoria è una delle funzioni cognitive più centrali per la nostra vita quotidiana: ci permette di orientarsi nel tempo, organizzare le attività, conservare conoscenze ed esperienze, e mantenere la nostra identità. Quando iniziamo a dimenticare nomi, appuntamenti o parole, è naturale sentirsi preoccupati. Ma dimenticare non significa automaticamente avere un problema grave: spesso dipende da fattori cognitivi, psicologici o da una combinazione dei due.

In questo articolo esploreremo come funziona la memoria, perché a volte dimentichiamo e cosa possiamo fare per mantenerla attiva e allenata, con un focus su prevenzione, potenziamento cognitivo e cambiamenti legati alla menopausa.

I sistemi di memoria e il ruolo dell’attenzione

La memoria non è un unico processo, ma diversi sistemi che collaborano per codificare, conservare e recuperare le informazioni:

  • Memoria a breve termine: trattiene informazioni per pochi secondi (es. un numero di telefono appena dettato).
  • Memoria di lavoro: permette di manipolare attivamente le informazioni mentre si è concentrati su un compito, come fare calcoli mentali o seguire una conversazione complessa.
  • Memoria a lungo termine: conserva esperienze e conoscenze, suddivisa in memoria episodica (eventi personali), semantica (sapere generale) e procedurale (abilità e automatismi).

Molte difficoltà di memoria percepite derivano da deficit attentivi o sovraccarico cognitivo: se l’informazione non viene codificata correttamente, non può essere recuperata, dando la sensazione di “perdere la memoria”.

Dimenticare: memoria, difesa psicologica o entrambe?

Dimenticare è un fenomeno complesso, che può avere origine cognitiva, psicologica o una combinazione dei due. Comprendere questa distinzione è fondamentale per interpretare correttamente i propri lapsus e decidere quando è utile intervenire.

  1. Dimenticanza cognitiva: la memoria che seleziona

La dimenticanza è una funzione naturale della memoria. La memoria non è un archivio perfetto, ma un sistema che filtra e seleziona le informazioni per ridurre il sovraccarico cognitivo. Alcuni esempi:

  • Sovraccarico mentale: giornate piene di informazioni e impegni rendono difficile codificare nuovi dati;
  • Affaticamento o stress: l’attenzione diminuisce, e con essa la capacità di memorizzare;
  • Sonno insufficiente: il sonno è fondamentale per consolidare i ricordi a lungo termine, quindi la sua carenza riduce l’efficienza della memoria;
  • Normale invecchiamento: alcuni rallentamenti nel recupero delle informazioni sono comuni e non indicano un deterioramento patologico.

In questi casi, dimenticare è un fenomeno fisiologico, e spesso basta intervenire su sonno, attenzione, organizzazione e stimolazione cognitiva per migliorarne l’efficienza.

  1. Dimenticanza come difesa psicologica

Oltre alla dimensione cognitiva, la memoria è influenzata dai meccanismi psicologici. A volte la mente sceglie inconsciamente di dimenticare per proteggere l’individuo da emozioni dolorose o situazioni traumatiche.

Esempi tipici:

  • Rimozione: un evento emotivamente intenso può essere escluso dalla coscienza, proteggendo la persona dall’angoscia immediata;
  • Dissociazione: in situazioni traumatiche, alcuni dettagli possono essere “spezzettati” o frammentati nella memoria;
  • Evitamento emotivo: ricordare certe informazioni genera disagio, e la mente tende a dimenticarle temporaneamente o selettivamente.

In questi casi, la memoria biologica è intatta, ma l’accesso conscio alle informazioni è limitato da meccanismi di difesa, che possono essere adattivi in breve termine, ma limitanti se persistono.

  1. Dimenticanza mista: l’interazione tra cervello e mente

Spesso dimenticare è il risultato di un’interazione tra memoria cognitiva e difesa psicologica. Alcuni esempi pratici:

  • Una persona stressata e stanca fatica a ricordare eventi quotidiani (componente cognitiva) e allo stesso tempo evita di pensare a ricordi dolorosi (componente psicologica).
  • Durante periodi di forte ansia, la capacità di concentrazione diminuisce e alcuni ricordi vengono “offuscati”, amplificando la percezione della dimenticanza.
  • In seguito a traumi lievi o lutti, sia la memoria biologica sia la difesa psicologica possono agire insieme, rendendo più difficile recuperare alcune informazioni.

Questa prospettiva integrata ci aiuta a comprendere perché spesso le persone riferiscono di “dimenticare troppo”: non è solo la memoria a funzionare male, né solo la mente a difendersi, ma un equilibrio dinamico tra i due processi.

  1. Implicazioni pratiche

  • Se le dimenticanze interferiscono con la vita quotidiana o aumentano ansia e frustrazione, è utile valutare sia il funzionamento cognitivo sia l’eventuale componente psicologica.
  • Strategie di potenziamento cognitivo, mindfulness e gestione dello stress possono aiutare sia la memoria biologica sia i meccanismi psicologici di controllo dei ricordi.
  • Capire la causa della dimenticanza permette di scegliere l’intervento più efficace, invece di reagire con preoccupazione o senso di inadeguatezza.

Fattori che influenzano la memoria

Diversi fattori modulano l’efficienza mnemonica:

  • Stress cronico e disregolazione emotiva
  • Disturbi del sonno o cattiva qualità del riposo
  • Affaticamento cognitivo e sovraccarico mentale
  • Sedentarietà e ridotta stimolazione mentale
  • Cambiamenti neurobiologici legati all’età

In assenza di patologie neurologiche, queste difficoltà sono spesso reversibili attraverso interventi mirati di prevenzione e potenziamento cognitivo.

Cervello in menopausa: un periodo di vulnerabilità cognitiva

Durante la menopausa molte donne sperimentano:

  • rallentamento del pensiero e difficoltà di concentrazione;
  • minor efficienza nel ricordare parole o appuntamenti;
  • sensazione soggettiva di “nebbia mentale”.

Questi cambiamenti sono correlati alla riduzione degli estrogeni, che svolgono un ruolo neuroprotettivo e modulano attenzione e memoria. In più, disturbi del sonno, aumento dello stress e modificazioni dell’umore amplificano la percezione delle difficoltà.

È importante sottolineare che queste difficoltà non indicano deterioramento cognitivo, ma rappresentano una fase di vulnerabilità che può essere affrontata con strategie mirate e potenziamento cognitivo.

Prevenzione e potenziamento della memoria: strategie efficaci

Le evidenze scientifiche indicano che la memoria può essere sostenuta e allenata con interventi mirati:

  • Sonno regolare e di qualità
  • Attività fisica costante
  • Stimolazione cognitiva: giochi, lettura, apprendimento di nuove abilità
  • Gestione dello stress: mindfulness, tecniche di rilassamento, pause regolari
  • Relazioni sociali: interazioni frequenti supportano attenzione, memoria e benessere emotivo
Il potenziamento cognitivo: un approccio scientifico

Il potenziamento cognitivo è personalizzato e basato su evidenze scientifiche:

  • Valutazione cognitiva iniziale
  • Training mirati su memoria, attenzione e funzioni esecutive
  • Strategie quotidiane: tecniche per ricordare nomi, appuntamenti o sequenze di attività
  • Monitoraggio dei progressi e adattamento continuo

Efficace sia in ottica preventiva sia per chi percepisce difficoltà, comprese le donne in menopausa e gli adulti maturi.

Quando rivolgersi a un professionista

È consigliabile prenotare una consulenza specialistica quando:

  • le difficoltà mnemoniche sono persistenti;
  • generano ansia o riducono fiducia nelle proprie capacità;
  • interferiscono con lavoro, relazioni o autonomia;
  • si desidera un intervento preventivo basato su evidenze scientifiche.

Conclusione

La memoria è dinamica, allenabile e influenzabile. Comprendere il suo funzionamento, adottare strategie preventive e intraprendere percorsi personalizzati di potenziamento consente di preservare e rafforzare le capacità cognitive, migliorando benessere e qualità della vita.

Colloquio valutativo gratuito

Se desidera comprendere meglio il suo funzionamento cognitivo o intraprendere un percorso personalizzato di potenziamento della memoria, è possibile prenotare un colloquio valutativo gratuito, finalizzato a individuare punti di forza, aree di miglioramento e strategie più adatte alle sue esigenze.

Dott.ssa Emanuela Marchettidott.ssa Emanuela Marchetti psicologa esperta di potenziamento cognitivo per Redazione VediamociChiara © riproduzione riservata

Puoi contattare la dott.ssa Emanuela Marchetti anche qui  sul nostro sito

Per informazioni e appuntamenti:
Dott.ssa Emanuela Marchetti – Psicologa, esperta in potenziamento cognitivo
📧 marchettipsicologia@gmail.com | 📞 335 7875822 Marchetti Piscologia

 

2 risposte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 Seguici anche sui nostri nuovi profili social

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors