Come Posso Aiutarmi Se Sto Male?

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Ti senti giù e non sai perché

Ti senti giù e non sai perché? Sei in ottima compagnia…

In questo periodo iniziato a marzo del 2020, è capitato che ci siamo sentite vulnerabili, sopraffatte da una quotidianità insolita, pesante…. Siamo state male a causa della pandemia e la situazione scatenata dalla guerra non ci aiuta a vedere le luce in fondo al tunnel. Cosa possiamo fare per tornare ad essere serene?

Non sottovalutare il momento storico in cui stiamo vivendo

La pandemia ha comportato un grande impatto sul benessere fisico ed emotivo di tutti noi, non possiamo negarlo. C’è chi ha manifestato ansia, depressione e malessere durante i vari lockdown, chi invece sta percependo per la prima volta una maggiore incertezza. Lo stress e l’eventuale comparsa di disturbi d’ansia e panico sono molto più che legittimati. E quando ci sembrava ormai di essere arrivate alla fine del tunnel, quando cominciavamo a vedere un po’ di luce in fondo alla galleria, ecco che è arrivato l’imprevedibile: la guerra.

Stress da pandemia. Un rischio più alto per le donne

Un studio pubblicato sul Lancet ci ha mostrato come nel 2020 la pandemia abbia fatto schizzare del 25% l’incidenza di disturbi d’ansia e depressione. Questo è successo in tutto il pianeta.

Ad alto rischio sono state (e sono) soprattutto le donne. Più predisposte alla depressione e più toccate dalle ripercussioni sociali e lavorative del Covid-19 (Fonte: Quotidiano SanitàCovid. L’allarme degli psichiatri: “Nei prossimi mesi ci aspettiamo 800mila nuovi casi di depressione tra chi si è contagiato ma non solo”).

Non è un caso quindi che depressione e ansia siano cresciute infatti di più nel genere femminile dall’inizio della pandemia. C’è poi il problema del lavoro che si è aggiunto a tutto il resto. Diverse ricerche hanno certificato che nell’ultimo anno le donne hanno perso più spesso il lavoro a causa della pandemia rispetto agli uomini, hanno dovuto supportare gli altri membri della famiglia durante i periodi difficili, e non sono mancate le violenze domestiche nei difficili mesi di chiusura forzata in casa. Le donne si portano addosso ferite molto profonde.

Dalla pandemia alla guerra non vediamo la luce in fondo al tunnel

Siamo passati repentinamente dal conteggio dei morti di una pandemia a quello della conta dei morti di una guerra improvvisa, così vicina da sentirla dentro le nostre case.

Queste ferite e questi terribili presagi rischiano di minare, in modo silenzioso, il nostro equilibrio. Il livello del nostro benessere emotivo cala, di giorno in giorno, e non siamo portate ad intervenire subito. Ci abituiamo a questa nuova apatia, a queste nuove paure, agli scenari più disastrosi, e ai suoi effetti collaterali:

  • – Irrequietezza
  • – Sbalzi di umore
  • – Sonno disturbato
  • – Mancanza di appetito (oppure appetito eccessivo)
  • – Etc. etc. etc.

Ma anche la salute a breve e lungo termine ne viene compromessa, come spiegato nell’articolo di Scienza in Rete “La guerra fa male alla salute“:

Spostare gli investimenti riducendo le risorse già limitate e insufficienti come quelle destinate alla salute, alla ricerca e allo sviluppo indica mancanza di lungimiranza (…)

Cosa possiamo fare nel quotidiano?

Farsi delle domande, per sondare il proprio stato di salute emotivo è sempre di aiuto. Ad esempio, proviamo a chiederci:

  • Faccio fatica ad addormentarmi?
  • E la mattina, al suonare della sveglia, come è il mio umore?
  • Quali sono le emozioni predominanti nell’arco della giornata?
  • Le news trasmesse dai telegiornali mi provocano ansia?

Le risposte potrebbero rivelarsi preziosi indicatori.

In una società e in un contesto storico che ha spostato, a causa della pandemia, l’intero concetto di salute sulla salute fisica, rischiamo di dimenticare che senza un equilibrio psicologico non andiamo molto lontano.

Fare attività fisica. Rilassarsi ascoltando la playlist preferita. Passeggiare nella natura. Fare scorta di sali minerali (la frutta secca è un’ottima fonte!). Aiutarsi con l’aromaterapia. Sono gesti e abitudini che possono rivelarsi utili.

E se pensiamo di non essere capaci di aiutarci da soli, chiediamo aiuto. Avere bisogno di un aiuto in questo momento lunghissimo, che sembra protrarsi nel tempo e non finire mai, non è uno stigma.

Siamo nella stessa barca

Se c’è una cosa buona portata da queste situazioni è che le viviamo tutti insieme. Di certo non tutti nello stesso modo, per il virus ad esempio, un posto sicuro non lo si trovava nemmeno nell’isola deserta! Condividere emozioni e paure con amici, familiari, partner etc. vuol dire creare un’ancora di salvataggio fatta di umanità, punti di unione, emozioni di condivisione. Un primo piccolo passo, ma importante.

Se da una parte è assolutamente normale sentirsi spaventati (“La guerra si allargherà a macchia d’olio?”), stanchi e insofferenti (“Quanto tempo prima di tornare alla normalità pre-Covid?”), bisogna anche intervenire affinché questi malesseri non diventino eccessivi.

È molto importante in tutti questi casi a qualcuno che possa aiutarci, prima di tutto al proprio medico di fiducia. Si potrà allora decidere anche di intraprendere un percorso psicoterapeutico, una esperienza importante che potrebbe rivelarsi utile per tornare a essere sereni.

Cristina Perrotti

Fonte e approfondimenti:


Foto di Pexels

Take Home Message – Sto male. Come posso aiutarmi?
In questi ultimi due anni è capitato un po’ a tutte noi di sentirci vulnerabili, sopraffatte da una quotidianità insolita, pesante…. Siamo state male, spesso senza neanche sapere per cosa. Oggi c’è anche una guerra con cui fare i conti. possiamo fare per tornare ad essere serene?

Tempo di lettura: 4′

Ultimo aggiornamento: 5 maggio 2022

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