Celiachia – No alle autodiagnosi e alle terapie fai-da-te

Molte persone, oggi, si convincono di essere intolleranti al glutine e giungono autonomamente a una diagnosi di celiachia. Ecco i rischi del fai-da-te.

La celiachia è una patologia autoimmune, in cui il sistema immunitario attacca le pareti dell’intestino. È scatenata, nei soggetti geneticamente predisposti, dall’ingestione di glutine, principale proteina del grano, presente anche in altri cereali (come farro, kamut, orzo e avena).

Ne soffre l’1% degli italiani, può manifestarsi ad ogni età ed è circa tre volte più frequente nelle donne. Riconoscere la celiachia non è semplicissimo. I suoi sintomi, infatti, sono comuni anche ad altre patologie. Le troppe autodiagnosi e le terapie fai-da-te, inoltre, possono complicare e ritardare ulteriormente la diagnosi medica.

I sintomi della celiachia possono variare da un soggetto all’altro.

Ma, in genere, comprendono: diarrea cronica, calo di peso, stanchezza, nausea, gonfiore e dolore addominale, ritardo della crescita nei bambini.

Giungere a una diagnosi di celiachia può essere difficile.

Alcuni suoi sintomi, infatti, sono simili a quelli di altre malattie, come la sindrome del colon irritabile. La diagnosi si effettua mediante un’analisi del sangue che individua specifici anticorpi. A questa deve essere aggiunta una biopsia dell’intestino tenue, che serve a determinare lo stato dei villi intestinali. Tutti gli accertamenti diagnostici per la celiachia devono necessariamente essere eseguiti nel corso di una dieta che comprende il glutine.

Celiachia – Un’alimentazione senza glutine è l’unica terapia disponibile per la celiachia.

E va eseguita con rigore. La celiachia non curata può portare a complicanze molto gravi, come il linfoma intestinale.

Oggi, riguardo alla celiachia c’è un allarmismo generale che ha fatto crescere il numero dei malati “immaginari”.

Sono troppe le persone che si convincono di essere celiache. In realtà, nella maggioranza dei casi, soffrono di sindrome del colon irritabile. Spesso, inoltre, la celiachia è confusa con l’allergia al grano e sensibilità al glutine. Eppure si tratta di tre disturbi diversi.

Celiachia – L’allergia al grano o frumento è una reazione allergica verso una o più proteine presenti in questo cereale, che causa una stato infiammatorio generale.

I sintomi possono andare dai più lievi, come prurito, eruzioni cutanee e gonfiore, sino ai più gravi, come difficoltà a respirare e shock anafilattico. Mentre l’unica cura per la celiachia è l’adozione di una dieta che escluda gli alimenti contenenti glutine, chi è allergico al frumento è generalmente in grado di tollerare gli altri cereali.

Esiste anche una terza condizione, la sensibilità al glutine…

La sensibilità al glutine (o gluten sensitivity) può dare sintomi simili alla celiachia e all’allergia al grano. Ma, al contrario di queste due patologie, è una condizione transitoria e può risolversi dopo un periodo di alimentazione senza glutine.

Celiachia, i rischi delle autodiagnosi e del fai da te.

Convincersi di essere celiaci e decidere in autonomia di eliminare completamente dalla dieta il glutine comporta dei rischi.

Innanzitutto, eliminare il glutine dalla dieta senza prima aver consultato un medico e senza essersi sottoposti ad opportuni esami clinici, rende più difficile arrivare a una diagnosi di celiachia.

Con l’eliminazione del glutine dalla dieta, infatti, i parametri clinici tipici della celiachia spariscono. Diventa, così, impossibile distinguere tra sensibilità o intolleranza, se non procedendo per tentativi, reintroducendo il glutine e valutando i sintomi. Ciò ritarda e rende più complicata la diagnosi di celiachia.

Inoltre, molti studi, hanno sottolineato i rischi di una dieta senza glutine per i soggetti non intolleranti.

Una dieta senza glutine praticata per molto tempo, e in modo superficiale, può comportare una riduzione nell’organismo di proteine, fibre, vitamina B12, niacina, folati, riboflavina, poiché grano e derivati sono un’ottima fonte di questi nutrienti. Inoltre può indurre a consumare alimenti più ricchi di zuccheri e grassi.

Considerati i rischi dell’autodiagnosi di celiachia, è bene non eliminare dalla dieta il glutine senza prima aver consultato il medico e aver fatto opportuni esami diagnostici.

 

Cristina Caramma

Take Home Message
Celiachia – Molte persone, oggi, si convincono di essere intolleranti al glutine e giungono autonomamente a una diagnosi di celiachia. In realtà, nella maggioranza dei casi, questi “malati immaginari” soffrono di sindrome del colon irritabile. Esistono, inoltre, altri disturbi correlati al consumo di grano, come l’allergia al grano o frumento e la sensibilità al glutine o gluten sensitivity . È importante sottolineare che l’autodiagnosi e il fai-da-te comportano dei rischi. Eliminare il glutine dalla dieta senza prima aver consultato un medico e senza essersi sottoposti ad opportuni esami clinici, ritarda e rende più complicata la diagnosi di celiachia.

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Ultimo aggiornamento: 12 settembre 2019

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1 COMMENTO

  1. un probelma per molte persone, ho una nipote che prima di capire che si trattava proprio di questo ha sofferto per tanto tempo di mal di testa, ora va decisamente meglio

  2. E’ vero Laura, alle volte si impiega un po’ troppo tempo per diagnosticarla. E’ sempre importante “”ascoltare”” il proprio corpo, siamo convinte che sia il primo passo per stare in salute. Grazie per il tuo contributo. Torna a trovarci, anche sui Social. Buona giornata! … Redazione VediamociChiara

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