VediamociChiara “Tra le Righe” nel Cuore delle Donne

Il Cuore delle Donne: VediamociChiara in Prima Linea

Il Cuore delle Donne: Molto più di un’emozione

Un dialogo tra cardiologia, psicologia e medicina di genere: oggi parliamo del cuore delle donne, perché l’infarto non è un “problema da uomini”

Per parlare del Cuore delle Donne abbiamo realizzato un incontro a Bari , con il Patrocinio dell’ASL di Bari nella Libreria Feltrinelli di Via Melo da Bari.
Con noi c’erano la dott.ssa Adele Lillo, Cardiologa; la dott.ssa Rosella Squicciarini, Direttrice Sanitaria ASL Bari; la dott.ssa Francesca Ferrante, Psicologa ASL Bari e la dott.ssa Maria Teresa Balducci, Epidemiologa ASL Bari.

I dati emersi dall’incontro sono allarmanti: l’età colpita si sta abbassando e sempre più donne sotto i 50 anni vengono ricoverate per problemi cardiaci. Non è solo una questione di menopausa; la genetica e la familiarità giocano un ruolo chiave fin da giovani. La Medicina di Genere nasce proprio per questo: non è una “medicina delle donne”, ma una scienza che studia quanto siamo diversi nel rispondere alle malattie e alle cure.

Esiste un pregiudizio pericoloso, il cosiddetto approccio a bikini: per decenni la salute femminile è stata monitorata solo per ciò che riguarda il seno e l’apparato riproduttivo. Questo ha generato una falsa sicurezza: molte donne temono il tumore al seno, ma ignorano che la prima causa di morte femminile sia l’infarto. Ecco perché oggi parliamo del Cuore delle Donne.

Quando la rabbia “parla” attraverso il corpo e colpisce il cuore delle donne

Siamo abituate a pensare al cuore come al centro delle emozioni, ma dobbiamo imparare a guardarlo come un organo fisico che reagisce ai nostri stati d’animo. Un fattore psicologico spesso sottovalutato? La rabbia. Se lo stress è ormai un compagno quotidiano, la rabbia inespressa è un veleno silenzioso. Quando non ci permettiamo di sfogare un conflitto, la parola passa al corpo: la tensione interna si trasforma in sintomo fisico, favorendo l’ipertensione “essenziale”, ovvero quella che non ha una causa organica immediata ma nasce da un profondo disagio emotivo

I numeri che non ti aspetti: il rischio al femminile

L’epidemiologia parla chiaro: il 45% dei decessi femminili è causato da eventi cardiovascolari, contro il 37% degli uomini. Eppure la consapevolezza manca. Perché? Perché i fattori di rischio “tradiscono” in modo diverso. Se l’uomo avverte subito il picco di pressione e si spaventa, nella donna il killer silenzioso è spesso il colesterolo alto. Molte donne leggono le analisi, vedono i valori sballati, ma non sentendo dolore fisico continuano a correre tra mille impegni, ignorando il segnale d’allarme finché non è troppo tardi. Un motivo in più per parlare del cuore delle donne.

Il “sorpasso” dei 50 anni e lo stile di vita

Fino alla menopausa, gli estrogeni ci proteggono. Ma con il calo ormonale, il rischio cardiovascolare femminile accelera bruscamente, raggiungendo e superando quello maschile. C’è però un’eccezione: le donne diabetiche, che corrono rischi altissimi anche prima dei 50 anni. Siamo più longeve degli uomini, è vero, ma spesso viviamo gli ultimi anni con un carico pesante di malattie croniche. Cosa possiamo fare, oltre a prestare più attenzione al cuore delle donne?

  • Muoversi, anche se siamo sfinite: Spesso il ruolo di caregiver (accudire figli, mariti e genitori anziani) ci toglie il tempo per noi stesse. Ma bastano 150 minuti di attività moderata a settimana per cambiare le statistiche.
  • Mindfulness e ascolto: Yoga, pilates e meditazione non servono solo a rilassarsi, ma a proteggere il cuore regolando l’ansia.

Il cuore delle donne e i sintomi atipici: impariamo a leggere i segnali

Dimenticate il classico dolore al braccio sinistro dei film: quello riguarda solo il 30% delle donne. Il cuore femminile soffre spesso nei piccoli vasi (capillari) o per spasmi temporanei che danno sintomi che tendiamo a confondere con altro:

  • Affanno improvviso durante le normali faccende di casa.
  • Dolore alla mascella o alla mandibola.
  • Bruciore allo stomaco, spesso scambiato per reflusso o indigestione.
  • Tachicardia inspiegata che compare durante il giorno, non solo la sera per l’ansia.

Se avverti un dolore insolito che dura 10-15 minuti e poi passa, non sottovalutarlo: potrebbe essere lo “spasmo” che preannuncia un problema più serio.

Verso una sanità più vicina alle donne

La sfida del futuro è la sanità di prossimità. Con le “Case della Comunità” e gli infermieri di famiglia, l’obiettivo è non lasciare sola la donna dopo la diagnosi. Molte iniziano una terapia ma poi, prese dal lavoro o dalla famiglia, la abbandonano. Il sistema sanitario deve imparare a seguire la paziente passo dopo passo, garantendo l’aderenza terapeutica: perché una cura prescritta ma non fatta è una battaglia persa in partenza. Ecco perché vogliamo abbiamo lanciato il tema del “Cuore delle Donne”.

Se vuoi vedere o rivedere la diretta la trovi qui 

Le prossime tappe sono

28 maggio Genova Biblioteca dei Lercari
11 giugno Torino Circolo dei Lettori
30 settembre Milano Libreria La Feltrinelli Piazza Piemonte
5 novembre Napoli Libreria La Feltrinelli Piazza dei Martiri

Redazione VediamociChiara © riproduzione riservata

Take Home Message

Il cuore delle donne: la prevenzione non ha età. A Bari, insieme alle esperte dell’ASL e della Libreria Feltrinelli, abbiamo smontato un falso mito: l’infarto non è solo un “problema da uomini”. I dati sono chiari: le malattie cardiache colpiscono sempre più spesso donne sotto i 50 anni, indipendentemente dalla menopausa. Genetica e familiarità giocano un ruolo chiave fin da giovani, rendendo la Medicina di Genere uno strumento vitale. Non è una “medicina delle donne”, ma la scienza necessaria per studiare le nostre specifiche risposte biologiche e garantire cure davvero efficaci.

 

10 risposte

  1. I 50 ECG gratuiti sono un regalo straordinario alla città. Grazie VediamociChiara. Sono cose che fate solo voi ❤️!

  2. Bravissime tutte! La dott.ssa Lillo, la dott.ssa Balducci, la dott.ssa Ferrante e la direttrice della ASL la dott.ssa Squicciarini. E super Malù! Hanno risposto a tantissime domande e chiarito molti dubbi che avevo.

  3. Grazie sempre! Non ho potuto partecipare ma ho visto il video su YouTube. Spero di vedervi presto nuovamente a Bari

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