lunedì, 27 Maggio 2024

Pseudodemenza e Demenza: Sintomi e Differenze

Pseudodemenza e demenza

Pseudodemenza: sintomi e differenze rispetto alla demenza Ne parliamo con il prof. Elio Scarpini

Pseudodemenza e demenza quali sintomi, quali differenze, quale diagnosi e quali cure. Con il prof. Elio Scarpini cerchiamo di fare chiarezza

Il contesto demografico, che ci porta verso un numero sempre maggiore di persone anziane, ci impone di migliorare la nostra cultura in merito ai disturbi dell’età senile. In particolare, sulle tematiche che coinvolgono il decadimento cognitivo e la demenza, le informazioni che circolano sono spesso poco comprensibili per un pubblico di non addetti ai lavori. Uno dei disturbi meno conosciuti che afferiscono a questo ambito della neurologia è la pseudodemenza.

Per saperne di più e, soprattutto, comprenderne le differenze rispetto ad altre patologie neurologiche dell’anziano, abbiamo intervistato Elio Scarpini, Professore di Neurologia f.r. presso l’Università degli Studi di Milano – Unità Malattie Neurodegenerative dell’Ospedale Maggiore Policlinico, IRCCS Fondazione Ca’ Granda.

Professor Scarpini, cos’è la pseudodemenza?

La pseudodemenza è un quadro clinico caratterizzato innanzitutto da problemi di memoria, in particolare verso i fatti recenti, da manifestazioni quali la difficoltà a trovare le parole e a ricordare i nomi delle persone, episodi di disorientamento, problemi di concentrazione e attenzione, riduzione dei rapporti sociali e comparsa di stati di irritabilità. Spesso questa condizione è associata alla depressione, motivo per cui si parla di pseudodemenza depressiva o distimica, termine che indica la presenza di una deflessione del tono dell’umore.

La pseudodemenza può essere confusa con le forme di apparente decadimento cognitivo, come la smemoratezza senile benigna, che è la sensazione di un deficit di memoria che non trova corrispondenza nella realtà. Pur essendo percepito dal paziente come tale, questo deficit di memoria non è oggettivamente dimostrabile.

In cosa si differenzia, invece, dall’Alzheimer?

Nel caso dell’Alzheimer, il disturbo di memoria ha un’insorgenza insidiosa, mentre nella pseudodemenza depressiva spesso la sua comparsa è improvvisa. Inoltre, il paziente con l’Alzheimer generalmente non è consapevole del disturbo di memoria, mentre il paziente affetto da pseudodemenza depressiva è molto consapevole e tende anche a descrivere con enfasi il suo disturbo.

Nella pseudodemenza non vi sono sostanziali variazioni nell’arco della giornata, mentre nell’Alzheimer la sintomatologia peggiora verso sera, tanto da descrivere un quadro definito sindrome del tramonto. Le persone con pseudodemenza hanno spesso problemi psichiatrici pregressi, che sono invece nella maggior parte dei casi assenti negli individui affetti da Alzheimer.

Questi ultimi sono anche soggetti ad un rischio di suicidio inferiore. Infine, l’Alzheimer è una patologia nella quale predominano l’apatia, l’anergia, la mancanza di forza vitale, mentre nella pseudodemenza depressiva a prevalere sono i contenuti a sfondo malinconico, la tristezza, il pianto, idee ossessive a contenuto negativo, ansia, disturbi della concentrazione e dell’attenzione.

Come viene diagnosticata?

In primis, viene effettuato un colloquio con il paziente, che orienta le indagini diagnostiche. Viene, successivamente, eseguita una valutazione neuropsicologica, somministrando al paziente una serie di test specifici neurocognitivi, che descrivono con precisione la difettualità presente e consentono di fare una prima distinzione dall’Alzheimer. I test risultano infatti sostanzialmente normali nella pseudodemenza depressiva, mentre nell’Alzheimer mettono in evidenza un disturbo di memoria, di linguaggio e di calcolo. Se i test evidenziano che è presente un difetto cognitivo, occorre eseguire una valutazione radiologica, che può consistere in una TAC o, meglio, una risonanza magnetica.

Tali indagini hanno lo scopo di escludere che la condizione sia legata ad un deficit della circolazione cerebrale, ad un idrocefalo normoteso o ad altre patologie organiche che possono provocare un disturbo cognitivo. Esistono, infine, strumenti diagnostici di tipo biologico-molecolare che hanno lo scopo di evidenziare la causa del decadimento cognitivo. Attraverso questi test possiamo capire se è presente un accumulo di determinate proteine patologiche (quali la beta-amiloide e tau), caratteristico dell’Alzheimer, oppure se siamo nell’ambito di un’altra forma di demenza.

Sono disponibili cure efficaci?

Per la pseudodemenza depressiva sì: possiamo trattarla con antidepressivi molto efficaci. Se impiegati correttamente, questi farmaci possono risolvere gran parte di queste forme. Nel caso della demenza vera e propria, ad esempio legata all’Alzheimer, purtroppo non sono attualmente disponibili trattamenti veramente efficaci. Ma da questo punto di vista, la ricerca sta andando avanti e sono già stati ottenuti farmaci in grado di rimuovere la proteina patologica beta-amiloide, responsabile della malattia, e si tratta di prodotti già in fase di avanzata sperimentazione.

Esiste un modo per prevenire la sua insorgenza?

Occorre, innanzitutto, identificare la causa. La pseudodemenza depressiva è spesso legata ad un trauma, un evento che il paziente vive come doloroso, un lutto, la solitudine. Alcune volte può essere associata a stati di ipotiroidismo o carenze vitaminiche: se questi quadri vengono trattati, il rischio che possano causare decadimento cognitivo (così come altre conseguenze) si riduce. Esistono, inoltre, alcuni fattori di rischio che possono predisporre allo sviluppo sia della pseudodemenza che della demenza e sui quali è possibile agire in senso preventivo adottando un’alimentazione sana ed equilibrata, praticando attività fisica regolare, mantenendo allenato il cervello e curando la quantità e la qualità del sonno.

dott.ssa Monica Torriani per Redazione VediamociChiara
©riproduzione riservata

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La dott.ssa Monica Torriani intervista per noi il prof Elio Scarpini, Professore di Neurologia f.r. presso l’Università degli Studi di Milano – Unità Malattie Neurodegenerative dell’Ospedale Maggiore Policlinico, IRCCS Fondazione Ca’ Granda. Il tema di oggi è pseudodemenza e demenza

Ultimo aggiornamento: 05 aprile 2024

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