Probiotici – Vediamoli da vicino

ProbioticiProbiotici (o fermenti lattici), secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sono “organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell’ospite”. Scopriamoli meglio!

Il nome del resto parla chiaro: ‘probiotico’ deriva dal greco ‘pro-bios’, ovvero ‘a favore della vita’. Come? Esercitando un effetto positivo sull’ecosistema intestinale, e riequilibrando l’intestino attraverso una colonizzazione diretta.

In condizioni di salute questi microrganismi (batteri), come i bifidobatteri e i lattobacilli (vivi e attivi), si trovano nell’intestino delle persone sane. Vengono integrati in tutti quei casi in cui è necessario un intervento mirato a ricreare la flora intestinale corretta, dopo una terapia antibiotica, a causa dello stress, ma anche di un regime alimentare caratterizzato da sregolatezza.

Che cosa s’intende per “quantità adeguata”?

Per quantità adeguata si intende non meno di 1 miliardo. Ma anche la qualità deve essere alta, per resistere ai succhi gastrici che i probiotici incontrano prima di arrivare nell’intestino. Quelli che ingeriamo con lo yogurt, ad esempio, non arrivano a destinazione perché muoiono prima a causa dell’acidità che incontrano entrando in contatto con i succhi gastrici nello stomaco. In generale è difficile assumere i probiotici in modo corretto e costante con la sola dieta, per questo una soluzione è l’integrazione.

La salute del nostro “secondo cervello”

L’ecosistema intestinale è la prima linea di difesa. L’aggressione da parte di batteri patogeni trova infatti il primo ostacolo proprio nella presenza di una flora batterica “sana”.

Ippocrate, il padre della medicina che operava tra il 400 e il 300 a.C., sapeva già che dall’intestino dipendeva la salute di tutto il corpo. La conferma scientifica di questa sua brillante intuizione è arrivata solo di recente, da quando, nel 1990, è nata la neurogastroenterologia. Oggi l’intestino è considerato come un secondo cervello.

Per questa ragione comuni disturbi intestinali, come stipsi, meteorismo, diarrea e colite andrebbero considerati come vere e proprie malattie “mentali del secondo cervello”, e, come tali, campanelli d’allarme da non sottovalutare.

Probiotici – Quando andrebbero assunti?

In tutti quei casi in cui è necessario ristabilire il corretto equilibrio della flora batterica intestinale. Ad esempio:

  • Terapie antibiotiche
  • Influenza intestinale
  • Disordini alimentari
  • Ridotto apporto di fibre
  • Stress
  • Viaggi con cambiamenti climatici ed igienici

 

Come capire che si ha bisogno di un aiuto a livello intestinale?

Abbiamo visto che i sintomi sono le nostre migliori sentinelle. Ma quali sono quelli che dovrebbero metterci in allarme? Se si manifestano episodi di diarrea, stipsi, gonfiore e tensione intestinale. Ma anche se abbiamo seguito delle cure con antibiotici, se accusiamo stress, o se abbiamo delle cattive abitudini alimentari; anche temporanee dovute, ad esempio, al lavoro o a una trasferta all’estero che ci costringe a mangiare alimenti a cui non siamo abituati.

Così come un uso eccessivo di lassativi, in caso di sovrappeso e in caso di alterazioni del ritmo sonno-veglia. In tutti questi casi dovremmo come prima cosa parlarne con il nostro medico (no al fai da te!). Lui saprà consigliarci un probiotico adatto e di comprovata qualità. Val la pena di ricordare che per essere efficace, il probiotico deve essere assunto ad una dose non inferiore a un miliardo di cellule vive. Questo definisce anche la qualità del risultato.

Per essere efficaci i probiotici dovrebbero essere assunti sempre e solo a stomaco vuoto, per un tempo medio di 3-4 settimane e in un quantitativo di almeno un miliardo di batteri al giorno.

 

Cristina Perrotti

 

 

Take Home Message
Probiotici o fermenti lattici vivi –  Sono, secondo l’OMS “organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell’ospite”. Difficile assumerli con la sola dieta, per questo in casi di necessità (terapia antibiotica, stress, regime alimentare non regolare, etc.) vengono integrati.
E’ sempre consigliato il consulto preventivo con il proprio medico di fiducia. 

Tempo di lettura: 1’ e 10’’

Ultimo aggiornamento: 8 maggio 2019

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