Acqua del Rubinetto, Calcare e Falsi Miti: Facciamo Chiarezza con l’Esperto

acqua del rubinetto

Oggi affrontiamo un tema che ci sta particolarmente a cuore: l’acqua che beviamo ogni giorno. Molte di noi si chiedono spesso se l’acqua del rubinetto fa male o se sia preferibile quella in bottiglia

Per fare luce su dubbi, fake news e convinzioni radicate, abbiamo chiesto aiuto al

prof. Massimo MorettiProfessor Massimo Moretti docente di Igiene Generale e Applicata presso l’Università di Perugia.

Ecco cosa è emerso dalla nostra chiacchierata, tra falsi miti da sfatare e consigli per la nostra salute.

Acqua del rubinetto vs Acqua in bottiglia: qual è più sicura?

Molti di noi scelgono l’acqua in bottiglia convinti che sia più controllata e sicura rispetto a quella che esce dal rubinetto di casa. Ma è davvero così?

La diffidenza verso l’acqua del rubinetto nasce spesso dalla sua origine:

  • Le acque minerali provengono sempre da falde profonde, situate in zone protette e prive di attività umane (quindi senza rischi di contaminazione). Per legge, devono essere naturalmente potabili e devono essere sottoposte a controlli di qualità continui.
  • L’acqua del rubinetto può provenire anche da bacini superficiali o artificiali, meno protetti. Diventa potabile grazie a un processo di potabilizzazione, studiato appositamente per garantire la sicurezza microbiologica.

A volte il sapore di cloro ci fa percepire l’acqua del rubinetto come “artificiale”, ma quella piccolissima quantità di disinfettante serve proprio a proteggerla da eventuali crescite batteriche lungo la rete idrica. Entrambe le acque sono, quindi, ugualmente sicure!

Il calcare fa venire i calcoli renali? Sfatiamo un mito!

Questa è una delle convinzioni più dure a morire. Siamo cresciute con l’idea che un’acqua “dura”, ricca di calcio e magnesio (quella che lascia il calcare nella doccia o nel bollitore, per intenderci), favorisca la comparsa dei calcoli renali ed è per questo nelle città dove l’acqua del rubinetto è molto ricca di calcio c’è una certa diffidenza nel berla (ndr)

Niente di più falso! La comunità scientifica ha abbandonato questa teoria già dagli anni ’60-’70. È vero che l’80% dei calcoli renali in Italia è formato da ossalato di calcio, ma il processo di formazione inizia nello stomaco, non nei reni.

Se assumiamo calcio (es. tramite l’acqua) durante i pasti, questo si lega all’ossalato presente nei vegetali a foglia verde direttamente nello stomaco. Questo legame crea una molecola che l’intestino non riesce ad assorbire e che viene eliminata naturalmente. Se invece non beviamo abbastanza calcio, l’ossalato viene assorbito dall’intestino e finisce nei reni, dove incontra il calcio e forma il calcolo. Bere acqua ricca di calcio, quindi, ha un effetto protettivo contro i calcoli!

Donne in menopausa: quale acqua scegliere?

Per noi donne, l’arrivo della menopausa porta con sé nuove sfide, come il rischio di osteoporosi e l’insorgenza di problemi cardiovascolari. L’acqua può diventare una nostra grande alleata.

  • Calcio contro l’osteoporosi: Evitiamo di cercare acque del tutto prive di sali minerali. Il calcio presente nell’acqua ha un’altissima biodisponibilità, il che significa che il nostro corpo lo assorbe molto facilmente, aiutandoci a proteggere le ossa.
  • Magnesio per il cuore: Le acque che contengono magnesio aiutano a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Anche l’OMS riconosce il magnesio come fattore protettivo per il cuore.

Scegliere acque oligominerali o con un buon contenuto di sali è la scelta migliore per la nostra salute in questa fase della vita.

Caraffe filtranti e depuratori domestici: servono davvero a filtrare l’acqua del rubinetto?

In commercio esistono moltissimi sistemi di filtrazione (a carboni attivi o osmosi) promossi come “migliorativi” della qualità dell’acqua.

In realtà, per legge, questi dispositivi possono solo modificare le caratteristiche organolettiche (come il sapore, eliminando il gusto di cloro), ma non possono pubblicizzarsi come sistemi che rendono l’acqua “più salubre”, perché l’acqua del rubinetto è già potabile alla partenza.

I rischi principali sono legati alla manutenzione: quando i filtri a carboni attivi si saturano, non solo smettono di trattenere il cloro o i microrganismi, ma rischiano di rilasciarli tutti insieme nell’acqua che beviamo. Diverse inchieste dimostrano che in circa l’80% delle case con questi sistemi, l’acqua filtrata è qualitativamente peggiore di quella del rubinetto.

Ritenzione idrica e residuo fisso

La pubblicità ci bombarda con il messaggio che le acque a basso residuo fisso (minimamente mineralizzate) siano miracolose contro la ritenzione idrica perché stimolano la diuresi.

La diuresi viene stimolata da qualsiasi acqua (tranne quella del mare!). Le acque minimamente mineralizzate lo fanno semplicemente 10-15 minuti più velocemente perché hanno un’osmolarità inferiore a quella del sangue. Tuttavia, spingendo una diuresi così rapida, rischiano di farci eliminare più acqua e sali minerali (soprattutto magnesio) di quanti ne abbiamo introdotti, impoverendo il nostro carico minerale.

Il consiglio: Per combattere la ritenzione idrica basta bere molto, fare una camminata di 20 minuti e scegliere un’acqua equilibrata.

Microplastiche e conservazione: attenzione al sole!

Oggi siamo molto attente all’ambiente, ma c’è anche una preoccupazione per la salute legata alle bottiglie di plastica. È meglio il vetro?

  • Il bilancio del vetro: Ha un impatto ambientale notevole nei trasporti (è pesante anche da vuoto) e i processi di lavaggio e igienizzazione richiedono un grande consumo di acqua minerale.
  • Il problema della plastica: Il vero danno è lo smaltimento scorretto causato dalla mancanza di senso civico. Dal punto di vista della salute, il rischio maggiore è legato alla cattiva conservazione.

L’esposizione diretta alla luce del sole e al calore facilita la migrazione di monomeri o residui chimici dalla plastica (PET) all’acqua e vale sia per l’acqua del rubinetto che per quella in bottiglia. Sebbene i rischi per l’uomo siano ancora oggetto di studio (si ipotizzano interferenze endocrine sulla fertilità), la regola d’oro è la prevenzione.

Regola fondamentale: Non acquistiamo mai bottiglie d’acqua lasciate esposte al sole (es. nelle vetrine di bar o stabilimenti balneari) e conserviamo sempre i nostri approvvigionamenti all’ombra e al fresco.

Questo articolo è tratto dall’intervista al prof. Massimo Moretti disponibile sul nostro canale Youtube

Redazione VediamociChiara © riproduzione riservata

Take Home Message

L’acqua del rubinetto e quella in bottiglia sono ugualmente sicure grazie a rigidi controlli e processi di potabilizzazione. Il Professor Massimo Moretti smentisce il mito che il calcare causi i calcoli, rivelando anzi che un’acqua ricca di calcio e magnesio protegge i reni ed è un’ottima alleata in menopausa contro osteoporosi e rischi cardiovascolari. Vengono invece criticati i depuratori domestici, spesso rischiosi senza una manutenzione perfetta, e i falsi miti sulle acque a basso residuo fisso contro la ritenzione idrica. Infine, per l’acqua in bottiglia di plastica, l’esperto raccomanda di evitare assolutamente l’esposizione diretta al sole e al calore.

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