
Può capitare all’improvviso: ci si alza dal letto e la stanza sembra girare. Le vertigini sono un disturbo molto comune e possono manifestarsi con episodi brevi oppure più intensi e invalidanti. Anche se spesso vengono associate all’orecchio interno, in molti casi possono dipendere dal cervello e dai meccanismi che regolano l’equilibrio. Per questo è importante non sottovalutare sintomi ricorrenti.
Cosa sono davvero le vertigini?
Le vertigini non sono una malattia vera e propria, ma un sintomo. Si avverte la sensazione che il corpo o l’ambiente circostante si stiano muovendo o ruotando, anche quando tutto è fermo. In alcuni casi il disturbo è lieve, mentre in altri può diventare così intenso da compromettere equilibrio, camminata e normali attività quotidiane. Gli episodi possono durare pochi secondi oppure protrarsi per ore, giorni o addirittura mesi.
I sintomi associati alle vertigini
Oltre alla sensazione di rotazione o instabilità, le vertigini possono essere accompagnate da altri sintomi. Tra i più comuni ci sono nausea, vomito, ronzii nelle orecchie (acufeni), perdita dell’udito e sensazione di pressione auricolare.
In alcuni casi possono comparire anche febbre, difficoltà a mantenere la posizione eretta o problemi di coordinazione.
Le principali tipologie di vertigini
Le vertigini possono avere origine periferica oppure centrale. Le forme periferiche dipendono da alterazioni dell’orecchio interno o del nervo vestibolare, mentre quelle centrali coinvolgono specifiche aree del cervello responsabili dell’equilibrio.
Comprendere l’origine del problema è fondamentale per individuare il trattamento più adeguato.
Vertigini periferiche: le cause più comuni
La vertigine periferica è la forma più frequente ed è legata a un’alterazione dell’orecchio interno, responsabile dell’equilibrio.
Tra le cause principali c’è la vertigine parossistica posizionale benigna, che provoca brevi episodi scatenati dai movimenti della testa, come alzarsi o girarsi nel letto. Anche la labirintite può causare vertigini importanti: si tratta di un’infiammazione del labirinto, la parte dell’orecchio interno che regola l’equilibrio, che può associarsi a nausea, vomito, acufeni e calo dell’udito. Altre cause frequenti sono la neurite vestibolare, che colpisce il nervo dell’equilibrio, e la malattia di Ménière, caratterizzata da episodi ricorrenti con perdita uditiva e ronzii auricolari.
Vertigini centrali: quando l’origine è nel cervello
Le vertigini centrali derivano invece da alterazioni del sistema nervoso centrale. Possono essere associate a patologie come emicrania vestibolare, sclerosi multipla, ictus, attacco ischemico transitorio, neurinoma acustico o tumori cerebrali. Anche alcuni farmaci possono provocarle come effetto collaterale. Sono forme che richiedono maggiore attenzione perché possono presentarsi insieme ad altri sintomi neurologici, come difficoltà di coordinazione e disturbi visivi.
Come si effettua la diagnosi?
Le vertigini lievi e occasionali spesso si risolvono spontaneamente, ma quando gli episodi sono intensi, ricorrenti o associati ad altri sintomi è consigliabile una valutazione specialistica.
La diagnosi inizia con un’accurata raccolta della storia clinica, durante la quale il medico analizza durata, frequenza e caratteristiche degli episodi, oltre a eventuali sintomi associati.
Successivamente, viene eseguito un esame clinico mirato alla valutazione del sistema vestibolare, dei movimenti oculari, della coordinazione e della stabilità durante la camminata e la posizione eretta. Possono essere, inoltre, richiesti approfondimenti come test vestibolari, esami dell’udito, risonanza magnetica cerebrale. In alcuni casi si verificano anche parametri generali come pressione arteriosa, glicemia e funzione tiroidea, per escludere altre cause di disequilibrio.
Come si curano?
Il trattamento delle vertigini dipende dalla causa che le provoca. Per alcune forme, come la vertigine parossistica posizionale benigna, vengono utilizzate specifiche manovre liberatorie, come la manovra di Epley.
In altri casi, possono essere prescritti farmaci per ridurre nausea e capogiri oppure terapie mirate per condizioni come l’emicrania vestibolare o la malattia di Ménière. Molto utile può essere anche la riabilitazione vestibolare, basata su esercizi specifici per migliorare equilibrio e stabilità.
Come alleviare le vertigini?
Per ridurre la sensazione di vertigine e limitare gli episodi possono essere utili alcuni semplici accorgimenti quotidiani:
- restare distesi in una stanza tranquilla e buia durante gli episodi;
- dormire con la testa leggermente sollevata;
- alzarsi lentamente dal letto;
- evitare movimenti bruschi come chinarsi o allungare il collo;
- ridurre lo stress, che può peggiorare i sintomi.
Tra le fonti di questo articolo segnaliamo:
>>> Istituto Superiore di Sanità
>>> Humanitas Salute
Redazione VediamociChiara © riproduzione riservata
Take Home Message
Sentirsi mancare l’equilibrio appena alzate è un’esperienza tanto comune quanto spiacevole, che può variare da un leggero sbandamento a un disturbo del tutto invalidante. Attenzione però ai falsi miti: non è detto che la colpa sia sempre della cervicale o dell’orecchio interno; in molti casi, infatti, il problema dipende direttamente dal sistema nervoso centrale. Di fronte a episodi frequenti, consultare uno specialista è il primo passo per capirne la vera causa.
Tempo di lettura: 4 minuti


































