“Stanchezza, stress e…” – Un altro evento in streaming firmato VediamociChiara

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Stanchezza, stress e…È successo un po’ a tutte noi, e non solo durante il lockdown. Quando ci sentiamo stanche non abbiamo voglia di fare nulla. Men che mai ci mettiamo alla ricerca del contatto fisico, dell’intimità… Le esperte, la dott.ssa Stefania Piloni (direttrice sanitaria di Ginecea) e la prof.ssa Roberta Rossi (coordinatrice dell’Istituto di Sessuologia ), ci aiutano a capire le ragioni, ma anche le soluzioni per uscire da questo impasse psico-fisico

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Buongiorno da Maria Luisa Barbarulo. Siamo qui su Vediamocichiara online. Ho il piacere di avere con noi la dott.ssa Stefania Piloni da Milano e la prof.ssa Roberta Rossi, da Roma.

Alloro potremmo fare direttamente delle domande, relative al tema di questo evento: “Stanchezza, stress e sessualità”. Ci sono circa un migliaio di utenti in questo momento collegati online, ne aspettiamo anche altre. Cominciamo intanto a rispondere alla prima domanda, che arriva da Nadia da Milano che ci chiede, e la domanda la farei in questo caso alla prof.ssa Rossi:

 – Spesso la sera con mio marito ci sdraiamo sul divano. Io dormo da una parte, lui dall’altra (Una situazione che molte di noi hanno vissuto), ma così facendo la nostra sessualità ne risente. Cosa posso o possiamo fare?

Prof.ssa Rossi – Sì, è una domanda che interessa molte ascoltatrici. Perché è la situazione che stiamo vivendo che in questo momento, porta molta incertezza, timori, diffidenza, paura e quindi stress. La prima cosa che mi viene da dire è che potrebbe aiutare anche il cominciare a parlarne con il marito. Perché se entrambi sono in questa situazione forse condividono un silenzio, su questo non incontrarsi, non cercarsi, che andrebbe sicuramente un po’ rotto. Cominciare a parlarne per vedere se c’è un interesse da parte di entrambi. Se c’è, siamo già a metà percorso. Nel senso che questo aiuterà sicuramente all’avvicinamento, all’intimità e a sfuggire da quella noia e stanchezza, che mi sembra evidente nella domanda stessa.

Benissimo! Nadia, hai capito allora cosa bisogna fare? Prima cosa parlarne!

Arriva una domanda da Caterina da Asti. Che mi sembra più pertinente per la dott.ssa Piloni:

 – Ultimamente ho preso qualche chiletto. E non so se il peso è più responsabile della pancetta, oltre che di una certa svogliatezza in tutti i sensi. Anche a letto… Cosa posso fare?

Dott.ssa Piloni – Ha tutte le ragioni, effettivamente ultimamente si è mangiato in modo diverso. Si è mangiato in modo strano. Sono iniziate le panificazioni, da marzo. Questa grande risorsa nella cucina. Siamo italiani, ci piace stare a tavola, mangiare bene… E questo ha comportato un aumento di peso. Ma l’aumento di peso, soprattutto quando è stratificato sul giro vita non è inerte dal punto di vista ormonale. Perché vuol dire che c’è un accumulo, un iper-estroginismo. Ogni volta che mettiamo peso sul giro vita, abbiamo un accumulo di estrogeni e questo ammazza un po’ anche il testosterone. Anche nell’uomo, non solo nella donna. Questa cosa che se si aumenta sul girovita, è vero che aumentano gli estrogeni, ma ammazza anche la parte androgenica, per cui ammazza anche il testosterone. Di conseguenza la cosa importante è rimettersi in forma, fare sport, i classici consigli. Attenzione anche alla cena troppo pensante. Cercare di mangiare presto la sera, non tirare troppo tardi sulla cena, altrimenti dopo c’è il pisolino sul divano, come diceva la persona di prima nella domanda a Roberta. Queste sono le cose importanti. Cena leggera! Vale sempre il vecchio proverbio che la colazione dovrebbe essere da Re, il pranzo da principe e la cena da povero.

Quindi mangiare prima, una cena leggera, e fare un po’ di sport. Magari prima di cena, così questo aiuta il metabolismo a rodare e a non mettere la tipica ciambella sul girovita, che poi non porta bene. Né alla sessualità, né al metabolismo. 

Benissimo! Quindi Caterina anche tu adesso hai le tue istruzioni e sai cosa devi fare.

Quest’altra domanda è bellissima. Viene da Napoli, da Sofia. E vorrei porla a Roberta: 

 – Sono consapevole da tempo che lo stress sia nemico della sessualità. Ma c’è un nostro famoso proverbio “o’… non vo’ pensieri!”. Ma che fare in un momento complicato come questo?

Anche qui quindi domanda molto pertinente. Concentrata su questo particolare momento storico che tutti quanti noi stiamo vivendo.

Prof.ssa Rossi – Sì, infatti, molto ruota intorno al periodo che stiamo vivendo. Non abbiamo detto prima che lo stress crea a livello fisico uno stato di allerta. Quindi una situazione controproducente a livello sessuale. Anche le sostanze che entrano in circolo, ci sono degli ormoni che sono definiti “antisessuali”. Quindi è chiaro che il desiderio è il primo aspetto che vien at Allora vorrei riprendere in parte quello che ha detto la collega precedentemente: bisogna iniziare a stare attenti agli aspetti fisiologici di base, quindi l’alimentazione, quindi un minimo di attività fisica, il sonno, perché lo stress incide tantissimo anche sul sonno, quindi bisogna cercare di mantenere la regolarità del sonno. Facendo attenzione a questi spetti di base, allora possiamo non contrastare completamente lo stress, ma possiamo aiutarci, in modo tale che si possa riprendere anche il discorso sulla sessualità. Il desiderio sessuale noi lo pensiamo come qualcosa che debba essere necessariamente spontaneo, in realtà lo possiamo recuperare, non so, magari ripensando ai momenti molto intensi che abbiamo vissuto, riguardando dei film che in qualche modo possono aiutarci a risvegliare un nostro interesse, e poi il dialogo con il partner a cui abbiamo già accennato prima. 

Sempre fondamentale! Grazie Roberta. Quindi Sofia anche tu hai le tue istruzioni!

C’è un’altra domanda, da Laura, che mi sembra sempre giusto girare a te Roberta, perché non fa altro che ribadire quello che dicava Sofia, che dice: 

 – Sono così stanca e stressata che mi sono sparite le fantasie. Come le ritrovo? 

Prof.ssa Rossi – E questo fa parte di un aspetto molto importante. Le fantasie sessuali sono un aspetto importante del desiderio. Nel momento in cui diminuisce il desiderio, anche per l’effetto dello stress che dicevamo prima, diminuiscono o spariscono del tutto che le fantasie sessuali. Anche qui attenzione! Perché sulle fantasie siamo abituate a pensare, a pensarci, come soggetti passivi: noi siamo li e arriva la fantasia! No, siamo soggetti attivi. quindi la fantasia è anche qualcosa he possiamo creare noi. Possiamo quindi aiutarci a recuperare, o attraverso quello che dicevamo prima, attraverso delle situazioni ce abbiamo già vissuto, o riprendendo quelle fantasie che sappiamo essere state efficaci precedentemente nella nostra eccitazione, o stimolare il nostro desiderio, e possiamo riprenderle per vedere che effetto fanno oggi.

Quindi non ci mettiamo come soggetti passivi rispetto alla nostra sessualità, che chiede invece che siamo persone attive che possiamo far qualcosa per risvegliare il nostro desiderio.

Stanchezza, stress e…

Certo, assolutamente. Quando uno ha 20 anni le fantasie arrivano da sole…

Prof.ssa Rossi – Più facilmente!

Dopo bisogna lavorarci un po’! 

Prof.ssa Rossi – Esatto!

Come quando a 20 anni potevano mangiare tutto quello che ci capitava a tiro, e non si metteva su 1 chilo neanche a pagare, adesso basta un’oliva e già si vede! 

Arriva una domanda, Francesca, da Bari, e vorrei porla alla dott.ssa Piloni:

 – Metabolismo delle mie brame c’è qualcosa che lo stimoli che non sia correre la maratona?

Dott.ssa Piloni – Ha ragione. Perché andando avanti con il tempo si brucia sempre di meno, sempre di meno… ogni volta che facciamo gli “Anta”, Quaranta, Cinquanta…

 E non andiamo oltre! 

Dott.ssa Piloni – Soprattutto con la menopausa. Non so l‘età di Francesca, ma con la menopausa questo è terribilmente vero!

Come dicevamo prima il discorso alimentare è un evergreen. Bisogna anche ricordarsi che negli esami del sangue va ricontrollata la tiroide ed il surrene che sono molto importanti. Pensare che il surrene alle volte un po’ si “appanna”. Ci aiuta come la batteria di ricarica del nostro corpo. Se pensiamo che mettiamo in carica il nostro cellulare la sera prima di dormire, potremmo pensare di mettere in carica anche noi stessi.

Come si aiuta il metabolismo? Ci sono anche degli estratti vegetali che possono aiutare da questo punto di vista. 

Dott.ssa Piloni – Ad esempio c’è il Tribulus (Tribulus Terrestris, ndr), una pianta che è assolutamente nostra, una pianta mediterranea, che cresce sulle nostre rive, soprattutto nell’Italia meridionale, in spiaggia addirittura. È una pianta che regola il metabolismo vigoroso degli androgeni, che sono quelli della ricarica, della spinta in più, quelli che ci fanno partire al mattino con una marcia in più. Quindi è un classico, anche se il sonno è ristoratore, anche se la donna dorme, ma che si alza al mattino e parte già stanca. Come se fosse già “sgonfia”.

A metà della giornata…

Dott.ssa Piloni – Per cui il Tribulus è la pianta del mattino. Tutte le piante toniche, sono del mattino. E l’altro consiglio importante è quello di non bere il caffè alla sera. Quando il metabolismo deve andare nel suo riposo, il caffè serale non andrebbe peso. Il caffè andrebbe peso il mattino, a pranzo, nel primo pomeriggio. Ma dopo le ore 17.00, quando il corpo deve andare nella sua tranquillità, nella sua ripresa metabolica, deve entrare nel riposo, non va stressato, li sì deve permettere il risposo, per cui deve staccarsi. Quindi il caffé mai la sera e il mattino partire con un tonico.  

Ok, benissimo!

Anche questa domanda che viene da Marta, da Roma, mi sembra interessante e forse può anche completare quello che stavamo dicendo. Ci scrive Marta:  

 – Ho sempre pensato che la mia stanchezza fosse dovuta alla tiroide pigra. Ma ho da poco compiuto 40 anni ed ho fatto una serie di accertamenti ed ho scoperto che la mia tiroide funziona perfettamente. Quindi mi chiedo perché mi sento così stanca? Esistono rimedi per contrastare questo senso di stanchezza?

Dott.ssa Piloni – Certo, quello che dicevamo prima. Quando le persone sono stanche si va a guardare la tiroide. E si scopre spesso che la persona ha un cortisolo alto o che ha un surrene sta lavorando di meno. Allora che l’ovaio nel tempo lavori di meno è scontato. Prima della menopausa c’è il climaterio e dopo i 40 anni c’è un calo fertile, di conseguenza le ovaie stanno lavorando di meno. Il surrene, che è un po’ il cugino dell’ovaio nelle donne, fa un po’ lo sgambetto. Per questo bisogna concedere il riposo, non andare a dormire con le fonti luminose davanti agli occhi, niente iPad a letto, niente cellulare, etc. Bisogna interrompere la stimolazione luminosa dei video, sono troppo vicine queste fonti luminose, parlano direttamente alla nostra ipofisi. Un conto è vedere la televisione a distanza, un conto è vedere una sorgente di luce così troppo vicina agli occhi. Questo vuol dire che non possiamo dire al nostro corpo “riposa!”. Questo è molto importante per gli ormoni sessuali, Perché durante la notte noi entriamo in un progetto di rinvigorimento, di rigenerazione. Rigeneriamo il corpo. Però se non diamo il tempo alla rigenerazione un tempo sacro. Dalle 17,00 in poi dovremmo decidere di smettere di stressare troppo il corpo. Soprattutto alla sera, dopo cena niente fonti luminose, niente caffè. Al mattino invece partire con una marcia in più di un tonico. E tra i rimedi vegetali il Tribulus va bene perché è un sostegno metabolico, ma anche un sostegno per la sessualità. Perché aumenta il metabolismo degli androgeni, sostiene il surrene e sostiene anche il testosterone. Che non è solo un ormone di sessualità, è anche un ormone di volontà! Cioè di afferrare la vita, di andare al lavoro, cioè di essere veramente partecipi per tutta la giornata. Nella presenza giusta! 

Bene, ancora una volta quindi un ottimo suggerimento di natura pratica. Perché anche di questo che noi abbiamo bisogno.

Ho un’altra domanda che vorrei rivolgerle dottoressa, perché penso che sia di sua pertinenza, da Rodica?. Penso che tu sia illuminante con questa domanda: 

 – Sto prendendo la pillola contraccettiva da un annetto e mi sembra che mi sia passata la voglia

In realtà questa domanda penso potrei proporla ad entrambe, ma penso che lei si riferisca soprattutto agli effetti degli estrogeni e dei progestinici sul suo desiderio sessuale.

Dott.ssa Piloni – È normale, è così. Che cosa succede? La donna ha il picco del desiderio durante l’ovulazione, perché è tutta una grande trappola per farci fare bambini. Anche se oi pensiamo alla carriera, pensiamo ad altro… Ma è una trappola per farci ingravidare. Per cui c’è un picco nell’ovulazione. C’è un risveglio del testosterone e di tutti gli ormoni del desiderio. La donna produce anche il muco cervicale, per cui produce il muco che umetta la vagina. Che cosa dicono le donne che prendono la pillola? Che sentono la vagina più asciutta perché non producono il muco cervicale che inumidisce le pareti vaginali. E poi non sentono quel picco ormonale del testosterone che è quello del richiamo alla riproduzione. La prima legge biologica della vita è “Vivere!”. La seconda legge è “Riproduciti!”. Anche se non ci pensiamo è un meccanismo innato in noi. Di conseguenza mancando queste due situazioni, l’umettazione vaginale classica, poi una dona giovane ce l’ha perché è giovane, bella, spensierata, è un dono di natura, ma a poco a poco questa cosa si perde… E allora forse non è la pillola il metodo giusto per lei. Magari si sceglie una spirale, si usa il profilattico, se ne parla in coppia. Perché la contraccezione non è necessariamente a circo delle donne. Deve essere all’interno di una motivazione di coppia. Perdere il desiderio per un contraccettivo… Non so Roberta, dimmi anche tu… secondo me non vale la pena. Nelle coppie bisogna parlarsi, confrontarsi…

Prof.ssa Rossi – Assolutamente sì. Sono assolutamente d’accordo sul fatto che non dobbiamo minimizzare. Quando la donna dice “Non provo più desiderio…”, non minimizzare, ma prende in considerazione la possibilità di cambiare contraccettivo. Perché se poi io mi convinco che non provo desiderio ed è da quando sto prendendo la pillola… questo connubio fa sì che poi veramente quel desiderio non viene ritrovato. Allora in questi casi una consulenza con la coppia, un capire anche le abitudini sessuali di questa coppia, per scegliere il contraccettivo più adatto va fatto. Quello che solitamente mi sento riportare dalle donne è “Ma sono stata tranquillizzata sul fatto che comunque la pillola non c’entra niente…!”. Però la donna tanto è convinta che la pillola c’entri! Diventi allora un circolo vizioso, a quel punto si radica un’idea e un’opinione della donna che è difficile da togliere. E le rassicurazioni che vengono fatte non aiutano. Bisogna quindi scegliere in una maniera diversa ed aiutare la donna ad uscire da questo loop “Pillola, uguale mancanza di desiderio”.

Dott.ssa Piloni – Io dico sempre che il desiderio femminile non è subordinato a quello maschile. Un po’ di femminismo in più da questo punto di vista non nuoce! Se capitasse ad un uomo… Infatti il “pillolo” non esiste, non a caso!

Non è un caso!

Bene, anche perché il tema della contraccezione è un tema centrale per noi donne. Se poi con l’entrata in menopausa il problema non si percepisca più, però è comunque un tema che ci accompagna durante tutta la vita fertile, quindi, non è da sottovalutare. Assolutamente! Anzi sono contenta che Rodica abbia posto questa domanda, perché è una domanda che molte di noi si fanno, ma alla quale non hanno mai dato seguito, andando dal medico 

Ho qui una domanda molto interessante, che riprende il tema di questo stato particolare che stiamo vivendo. Sara da Rimini ci scrive:

 – Sono preoccupata per tutto quello che leggo e che vedo. Non so se mi nascondo dietro questo, ma il mio desiderio in questo momento si è spento. Come stimolarlo?

Stanchezza, stress e…Anche a lei possiamo dare qualche consiglio? Perché magari ci ripetiamo, però è importante…

Prof.ssa Rossi – C’è da dire che questa è una condizione molto condivisa in questo periodo. Non solo le ricerche nostre italiane, ma anche quelle a livello internazionale, quello che ci dicono è che c’è stato un calo di desiderio generalizzato, in seguito alla pandemia e al portarsi della pandemia, soprattutto. E c’è stata una diminuzione di rapporti sessuali. Questo vuol dire che non è un problema della singola persona, ma un discorso molto più generalizzato. Dovuto purtroppo ad una situazione di incertezza sop Perché la cosa più importante è l’incertezza: non sappiamo, non siamo sicuri di nulla, se non di poche, piccolissime cose, che ci mettono in una condizione di disagio. Non avere dei punti di riferimento preciso, diventa dal punto di vista psicologico, la condizione ideale per i disorientamento. Che comporta proprio questa diminuzione di desiderio, non solo sessuale. ma dell’interesse generalizzato.

Non è un caso che le persone stanno anche manifestando delle problematiche dal punto di vista psicologico. Quindi ansia, stati depressivi, tratti ossessivi… stanno aumentando.
Ci stiamo molto preoccupando dell’aspetto fisiologico, fisico della malattia, un po’ meno di quello mentale, che purtroppo sta emergendo sempre di più. Chi lavora come me nella clinica, c’è stata una impennata di richieste e un’impennata di richiesta legate all’ansia e a stati di depressione. Tutto questo ha una ricaduta sulla sessualità.

Quindi valgono, se l’ascoltatrice ci ha seguito, le indicazioni che abbiamo detto prima. Dobbiamo riprendere man mano la nostra vita, anche all’interno di questa cornice di incertezza. Non perdere l’abitudine anche per chi lavora dentro casa, vestirsi la mattina… le abitudini di tutti i giorni devono essere riprese, mantenute. Io ho persone che seguo, che appunto non si vestono con la scusa che lavorano in casa, non c’è la telecamera accesa, rimangono in pigiama tutto il giorno… Ecco, questo lasciarsi andare, non aiuta, e non aiuta neanche dal punto di vista della sessualità. Dobbiamo continuare a reagire e continuare ad esserci.

Questo mi sembra un suggerimento molto importante: “Abbandoniamo il pigiama. Forza ragazze, su!”. Lo stato mentale del pigiama.

Prof.ssa Rossi – Sì. Riprendere a mangiare regolarmente, sentire le persone care, gli amici. Mantenere le abitudini, seppur a distanza, ma mantenerle, altrimenti diventa difficile gestire il tutto.

Benissimo. Grazie Roberta! Una domanda che mi sembra perfetta per la dott.ssa Piloni:

 – Mi hanno parlato bene della Ginkgo Biloba (ce lo dice Assunta da Palermo per migliorare la circolazione):  Come si assume?

Dott.ssa Piloni – È una pianta meravigliosa. Uno dei principi fitoterapia più importanti. Oltre che una pianta di grandissima resistenza. Pensiamo che il Ginkgo biloba è l’unica pianta, seme, sopravvissuto al Giurassico. È l’unica pianta sopravvissuta a Hiroshima. Per dire che forza…

Bella tenace! 

Dott.ssa Piloni – È una pianta importante per la circolazione, ma anche per la concentrazione. Sono dunque due i valori di questa pianta. Se promuove la circolazione, la promuove in tutto il corpo. Dunque anche a livello mentale, di concentrazione. Usata per la circolazione, quindi per le gambe, per i capillari, gambe gonfie la sera, per la classica caviglia appesantita alla sera. Ma pensiamo anche alla circolazione cerebrale. Tanto è vero che se pensiamo ai tanti studi sul Ginko, sono degli studi sulla longevità della nostra memoria. Che nel tempo, anche quella con l’età si appanna… Quindi circolazione a 360 gradi. Non solo dei vasi sanguini, per cui della safena, delle gambe. Pensiamo anche alla memoria cerebrale. Quindi tutto quello che ci aiuta la memoria nel tempo. Perché i piccoli capillari che devono portare nutrimento alle cellule cerebrali, nel tempo, vuoi il colesterolo, vuoi la familiarità, vanno insofferenze. Per cui gli stati di memoria diminuiscono. Oltre che la sessualità!

Bisogna ricordare che la sessualità è “vivacità di circolazione”. I corpi cavernosi non esistono soltanto negli uomini, ma anche nelle donne a livello vaginale. Nella sessualità c’è una vivacità che riguarda la circolazione. Che però riguarda l’apparato genitale. La donna ha un’erezione clitoride e anche a livello vaginale questa cosa si fa sentire. Per cui non metterei una pianta così importante solo nella scatola della circolazione capillare, perché il suo utilizzo è così straordinario, così importante…

Ha solo una controindicazione (non è che la fitoterapia sia priva di controindicazioni, bisogna saperle usare!). L’unica controindicazione è per chi prende gli antiaggreganti, come ad esempio l’aspirinetta. Siccome il Ginkgo Biloba ha un’azione dello stesso tipo perché rende il sangue più fluido. Per cui se c’è una persona che prende già un farmaco per questo tipo, non deve soprapporta. Perché comunque il Ginkgo è un fluidificante. Per questo ha un buon effetto sulla circolazione, perché fluidifica il sangue. Laddove c’è una aggregazione di piastrine, che potrebbero unirsi… rende il sangue più fluido.

Bene, bene! Ottima anche questa indicazione della Ginkgo Biloba.

Ho un’altra comanda, che mi sembra più di pertinenza per Roberta. Ed è di Donatella da Perugia.

 – Ho giornate pesanti, tra bimbi ancora piccoli e mia mamma che ha bisogno di assistenza”. (Un tema che credo sia molto comune) quindi, pur amando molto il mio partner, la sera vorrei fare di tutto tranne…. Cosa mi consigliate?

Da vari punti di vista ma la domanda che arriva è sempre più o meno la stessa… “Non ho più voglia, sarà per mille motivi, però non ce la faccio!”.

Prof.ssa Rossi – Come abbiamo detto questo è il male che accompagna questa situazione che stiamo vivendo. Tra l’altro questo essere impegnata su più fronti, molto a carico femminile. Ci riconfermiamo quindi ancora una volta che è la donna che si ridistribuisce tra tanti impegni diversi. Ecco su questo dovremmo essere anche un po’ più attente a ridistribuire questo carico. Non fare le eroine. Far finta che non abbiamo altre persone alle quali potessi appoggiare. Questa è una cosa fondamentale in questo momento: condividere con il partner – se c’è il partner – o con eventuali altri familiari, l’accudimento, perché il carico per un accudimento così continuativo e preoccupato, come è stato in questo periodo, è un carico psicologico molto forte. Per cui è chiaro che si arriva alla sera e di tutto si ha voglia meno di fare l’amore o di trovare un momento di intimità.

Attenzione però perché la sessualità, la vicinanza, il contatto è anche molto di conforto, sempre dal punto di vista psicologico. Il momento dell’intimità non lo dobbiamo intendere soltanto come il rapporto sessuale, è anche il momento della vicinanza, della coccola, dell’abbraccio, fatto anche di tanti altri aspetti che può essere confortante, al di là di quello che verrà successivamente. È un momento in cui non bisognerebbe preoccuparsi troppo di quello che viene dopo, ma cercare di mantenere e reinventare questo momento dell’intimità. Non solo dal punto di vista sessuale, ma della vicinanza, del contatto. Nelle situazioni in cui questo è permesso. Quindi nelle coppie che già vivono insieme. Perché il discorso del contatto e della vicinanza è motivo di attenzione e responsabilità personale, nel momento in cui scegliamo di avere un rapporto occasionale, piuttosto che un rapporto a distanza con una persona che non è convivente sotto lo stesso tetto.

Non dimentichiamoci allora che la sessualità è fatta anche di tutti questi altri aspetti, e forse bisogna ripartire da questo.

A questo punto mi viene da fare una domanda: questo quanto sta coinvolgendo anche l’universo maschile? In base alla vostra esperienza. Come sessuologa tu e come ginecologa la dottoressa Piloni… Questo stato di estraniamento sta coinvolgendo anche l’universo maschile, non solo noi, no? 

Prof.ssa Rossi – Diciamo che la donna ha in più il carico organizzativo e familiare. È chiaro che anche gli uomini stano sentendo della situazione che si sta vivendo, dell’incertezza, per molti anche dell’incertezza lavorativa.

La sessualità non è solo l’atto. Non basta che ci siano gli organi che funzionano bene, per avere una sessualità che funzioni, che sia soddisfacente. La sessualità comprende aspetti molto diversi del nostro modo di essere, della nostra vita, e quindi questo momento sta avendo una ricaduta non particolarmente positiva, sia sulla donna, sia sull’uomo. Questo è un dato che io sto riscontrando abbastanza quotidianamente.

Dott.ssa Piloni – Io ho sempre più uomini, ho sempre più partner delle mie pazienti, che mi dicono che si sono sentiti in gabbia per il lockdown. E che in questa gabbia si sono sentiti meno cercati dalle proprie partner. Ci sono anche le gabbie dorate… partiamo allora da questa gabbia. Potrebbe essere anche un nido, ci si sta stretti, è vero. Ma possiamo pensare anche allo stare nelle case, adesso che il teatro non c’è più, che il cinema non c’è più. Ci annoiamo un pochino tutti e la noia è un grande nemico dell’amore.

Però quante volte abbiamo sperato di essere, tranquilli, tranquilli, a casa, tenuti per mano e con il nostro partner, fidanzato… lo abbiamo detto tante volte, forse è la volta buona che questo spazio…

…ora ce l’abbiamo, approfittiamone!

Mi piace questa visione: invece di una gabbia, pensiamo che sia un nido. Grazie Stefania, un bellissimo suggerimento di cambio di prospettiva. 

Ho un’ultima domanda che ci arriva da Monique da Roma, che ci dice:

 – Una mia amica sta prendendo un integratore, con la Damiana. Ma che benefici offre questa pianta?

Mi sembra una domanda molto interessate...

Dott.ssa Piloni – Il nome botanico completo della Damiana, lo spiega benissimo perché: si chiama Turnera Afrodisiaca (Turnera diffusa var. aphrodisiaca, ndr).

Eccola, allora è questa la risposta!

Dott.ssa Piloni – Niente da nascondere. Se il tuo nome è Damiana, ma di cognome fai “Afrodisiaca”, nell’intento c’è già tutto.
Questo è una pianta che tradizionalmente è sempre stata usata per aumentar l’eros. Infatti gli studi dicono che è una pianta soprattutto tonica. Perché è una pianta dell’energia. È stata usata all’inizio soprattutto per gli uomini. Negli anni 50 era un afrodisiaco più maschile. In verità si è visto che ci sono altre piante più potenti dal punto di vista afrodisiaco, quando la Damiana è stata davvero studiata, ed è uscita dall’uso popolare, per uno studio più scientifico, fitoterapico della pianta, si è capito che è una pianta di tono, è un anti-stanchezza. E poi sono arrivati gli studi al femminile. Che sono però più recenti. Molto interessanti. Si è visto che, lo dico con una parola difficile, lavora anche come anti-aromatasi. Per cui, lavorando sull’aromatasi questa cosa è molto importante per il meccanismo estrogenico, lascia questa pianta libera per tutte le donne, anche che per donne che abbiano avuto il timore al seno. Potrei usarla come pianta di sostegno, di tono, anche se una donna ha avuto, ad esempio, il tumore alla mammella.

Infatti è molto utilizzata perché è molto libera nell’utilizzo femminile. Aveva un uso tradizionale di tonico, di antiastenico, pianta di rinvigorimento, di forza, di vigore, di potenza e anche di potenza sessuale. Per tanto tempo è stata ghettizzata, o comunque ci è stata “rubata” dagli uomini, perché forse volevano usarla solo loro. La reazione di questo tipo è molto legata al maschile, come a dire che erano gli uomini che avevano bisogno delle piante afrodisiache. Anche le donne hanno bisogno di questo tipo di bellezza, ricchezza nella loro vita. Questo utilizzo, bellissimo, è arrivato anche all’utilizzo femminile. Ci sono più integratori femminili che adesso contengono la Damiana, e non a caso sono tutti integrati destinati al tono, al fatto che le donne si sentono un più schiacciate…. Uno psicologo un giorno ha detto una cosa molto interessante: le donne sono la generazione sandwich. Compresse tra i figli adolescenti e gli anziani. Per cui troppo carico. E poi tipicamente la donna si occupa della cura di tutta la famiglia: è la donna che va dal pediatra e accompagna i suoceri quando non stanno bene… Per cui la stanchezza è sovrana!

Per cui è una pianta veramente adatta a tutti, adatta a tutte le donne. Priva di controindicazioni. Da questo punto di vista lascia assolutamente sereni. È sempre bene parlarne con i medici, anche perché magari una persona è in immunoterapia per altre cose. Però se c’è una pianta che lascia tranquillo da questo punto di vista, come tonico, energetico, blandamente anche afrodisiaco, certamente è la Damiana.

Domanda da Maria da Catanzaro:

– Stanca? Stanca ero a marzo, ora mi sento uno zombie! Scherzi a parte la stanchezza sta limitando tanto la mia vita sentimentale e sessuale. Vorrei poter trovare una soluzione naturale, ma quale?

Dott.ssa Piloni – La Trigonella è una pianta che comunque aiuta il metabolismo. È un ottimo demineralizzante, ci porta minerali di cui questa pianta è molto ricca. Arricchisce la nostra vita di magnesio in modo naturale. È una pianta di tono. Tanto da venir usata per gli studenti quando non riescono a studiare. Viene usata anche nei bambini stanchi. Se viene usata nei bambini quindi, è una pianta molto tranquilla. Se viene usata in pediatria vuol dire che ogni donna potrebbe usarla. È una pianta molto studiata nelle persone che hanno fatigue dopo le chemioterapie, dopo i tumori. Quando si dice che c’è questa sindrome di affaticamento cronico, per cui le persone non riescono proprio a ripartire. Per cui se è una pianta che ha degli studi sull’infanzia, se è un pianta che ha degli studi metabolici sulle persone che hanno veramente uno stato di fatica forte (un conto è essere affaticati un conto è uscire da un intervento chirurgico, da una chemioterapia…).

È una pianta che addirittura mette a posto la glicemia ed il colesterolo. E chi durante il lockdown non ha mangiato di più, non dice “Oddio il mio colesterolo”… È un classico! in questi giorni vedendo gli esami del sangue ci sono i livelli di colesterolo che vanno in alto… che hanno preso 20-30 punti rispetto all’anno scorso. Le glicemie che sono impossibili da dominare.

Per cui bisogna pensare a qualcosa che aiuti fin dal mattino, tutti i giorni. Ma qualcosa che rimetta in sesto il metabolismo. Per cui Trigonella, o Fieno greco, come viene chiamata, si può usare in estratto fitoterapico, per cui si può prendere in compresse. Ma addirittura nei bambini viene usata nel tritato dei semi. Ci sono semi che vengono triturati, e che possono essere messi anche sul cibo, Un po’ come usiamo i semi sull’insalata per intenderci. Un aiuto che potrebbe essere fitoterapico o addirittura alimentare.

Benissimo, un ottimo consiglio!

Ringraziamo la professoressa Rossi e la dottoressa Piloni di essere state qui con noi. Ringraziamo anche tutte le nostre utenti, che ci hanno aiutato a fare il quadro del tema, evento di oggi, “Stanchezza, stress e sessualità“. Credo che lo abbiamo sviscerato... Saremo di nuovo a disposizione delle utenti se ci sarà bisogno di altri chiarimenti. Detto questo vi saluto e alla prossima.

Grazie a tutti! 

Prof.ssa Rossi – Grazie a voi!

Dott.ssa Piloni – Grazie!

Redazione VediamociChiara

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Take Home Message – Stanchezza, stress e…
È successo un po’ a tutte noi, e non solo durante il lockdown. Quando ci sentiamo stanche non abbiamo voglia di fare nulla. Men che mai ci mettiamo alla ricerca del contatto fisico, dell’intimità… Le esperte, la dott.ssa Stefania Piloni e la prof.ssa Roberta Rossi, ci aiutano a capire le ragioni, ma anche le soluzioni per uscire da questo impasse psico-fisico
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Ultimo aggiornamento di Stanchezza, stress e…: 6 novembre 2020
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2 Commenti

  1. ho partecipato al vostro evento di Milano, qualche anno fa. ora sono felice che nonostante tutto riusciate a fare ancora eventi, anche se in streaming.
    molto interessante questo dedicato allo stress. Grazie VediamociChiara, grzie a voi continuo a fare la ginnastica da poltrona, anche se ora lavoro da casa!!!!!!

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