Il Cuore delle Donne – Genova

Infarto femminile

Perché parlare di infarto femminile? E’ diverso da quello maschile

Il cuore delle donne: perché non dobbiamo più sottovalutare l’infarto femminile

Benvenute nel nostro salotto, amiche di VediamociChiara! Oggi vi portiamo virtualmente con noi in una splendida cornice d’eccezione: una tappa speciale del nostro tour sul territorio, un incontro nato per parlare di noi, della nostra salute e, soprattutto, del nostro cuore. Perché se è vero che con i libri curiamo la mente, c’è un organo prezioso che spesso lasciamo un po’ scoperto e che, attorno ai 50 anni, ha bisogno di tutta la nostra attenzione.

Per fare chiarezza abbiamo riunito a Genova con il patrocinio dell’ATS Liguria ASL3 un pool di esperte straordinarie: la cardiologa Dott.ssa Laura Casalino, la ginecologa Dott.ssa Ilaria Dellacasa e la psicologa Dott.ssa Laura Bandelloni. Insieme a me, la vostra Malù, abbiamo dato vita a un confronto multidisciplinare per rispondere a un grande paradosso che ci riguarda da vicino.

Il grande paradosso: la percezione del rischio e l’infarto femminile

Partiamo da una riflessione fondamentale: qual è la malattia che spaventa di più noi donne? La risposta è quasi sempre il tumore al seno. C’è una percezione altissima di questo rischio, ma i dati scientifici ci dicono altro. Storicamente siamo state abituate a considerare i problemi cardiaci come un “affare da uomini”. Nell’immaginario comune, complici anche i vecchi libri di medicina, l’immagine classica dell’attacco cardiaco è quella di un uomo di mezza età che, uscendo da un ristorante in pieno inverno, si porta la mano al petto.

Purtroppo, questa narrazione maschiocentrica ha creato un pericoloso vuoto di consapevolezza. La verità è che l’infarto femminile non è affatto una rarità, ma diventa una minaccia concreta proprio quando entriamo in menopausa. Fino a quel momento, infatti, godiamo di quello che viene chiamato “ombrello estrogenico”: gli estrogeni ci proteggono, mantenendo elastici i vasi sanguigni e favorendo un buon profilo lipidico. Quando questo scudo ormonale viene meno, con il calo degli estrogeni, le regole del gioco cambiano improvvisamente. Il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari non solo ci raggiunge, ma le conseguenze dell’infarto femminile possono essere persino più gravi rispetto al sesso maschile.

Inoltre, noi donne tendiamo a manifestare sintomi diversi e più subdoli: non il classico dolore schiacciante dietro lo sterno, ma stanchezza profonda, dolore alla mandibola, alla schiena o alle spalle. Segnali che spesso archiviamo come semplice stress o stanchezza quotidiana, arrivando dal cardiologo quando ormai è troppo tardi.

Ormoni, grasso viscerale e lo “scompenso” della menopausa

Cosa succede al nostro corpo in questa fase critica? La ginecologa ci ricorda che i cambiamenti ormonali modificano radicalmente il nostro metabolismo. È la fase in cui compare la tipica “pancetta” o grasso viscerale. Non è solo una questione estetica legata alla prova costume, ma di vera e propria salute interna. Questo tipo di adipe è metabolicamente attivo e produce sostanze che alimentano un’infiammazione generalizzata in tutto l’organismo.

C’è un filo diretto che collega la pancia al cuore: la cardiologa spiega che questo grasso addominale si riflette sul tessuto adiposo che ricopre il cuore. Se si infiamma il grasso vicino alle coronarie, aumenta il rischio di placche e, di conseguenza, di infarto femminile. Se infiltra il muscolo cardiaco, il cuore si irrigidisce, aprendo la strada a una forma di scompenso cardiaco tipicamente femminile, diffuso tra le donne sopra i 50 anni che portano qualche chilo di troppo.

Il peso dello stress: la generazione sandwich

In tutto questo caos biologico, non possiamo dimenticare la mente. A 50 anni noi donne siamo la “generazione sandwich”: schiacciate tra la gestione dei figli che crescono, i genitori anziani che si ammalano, il lavoro e le responsabilità domestiche. Questo sovraccarico emotivo e il tentativo costante di essere “multitasking” generano un terremoto biologico interno.

Prendiamo la rabbia o l’ansia: che venga repressa o che esploda, produce una somatizzazione che influisce negativamente sul battito cardiaco e sulla pressione arteriosa. Trattenere le emozioni per non disturbare o per apparire sempre perfette ci logora da dentro. Per questo è fondamentale imparare a chiedere aiuto, affidandosi a specialisti in carne e ossa anziché fare autodiagnosi su Google o con le chat di intelligenza artificiale, che non conoscono la nostra storia clinica.

Prevenzione attiva: lo stile di vita è la nostra arma migliore

Come possiamo difenderci e puntare a un futuro di longevità e benessere? La parola d’ordine è una sola: prevenzione attiva. Esistono strumenti terapeutici importanti come la Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS), che se iniziata nella corretta “finestra di opportunità” (entro i 10 anni dall’inizio della menopausa) può aiutare a proteggere i vasi e il cuore. Se la TOS non è desiderata o indicata, la fitoterapia moderna offre eccellenti alternative non ormonali, come la cimicifuga, la salvia, lo zafferano o il magnesio per gestire i sintomi vasomotori e proteggere l’organismo.

Ma la regola numero uno, amiche care, resta lo stile di vita. Muoversi è il farmaco più potente ed economico che abbiamo a disposizione. Bastano 150 minuti alla settimana di attività fisica moderata — come una camminata a passo svelto che ci lasci un po’ di fiatone — per contrastare l’irrigidimento delle arterie. Aggiungere piccoli esercizi di forza aiuta a preservare la massa muscolare che la menopausa tende a sottrarci.

Non dimentichiamo, infine, l’importanza delle relazioni sociali, del confronto tra amiche e del prenderci del tempo per noi stesse. Curare il proprio stile di vita e fare controlli regolari (come un elettrocardiogramma e un controllo del colesterolo LDL) non è una perdita di tempo, ma il modo più bello che abbiamo per dire a noi stesse: “Mi voglio bene e scelgo di arrivare a 100 anni in splendida forma!”.

Alla prossima tappa, amiche, e ricordate: la salute del nostro cuore è nelle nostre mani! 🌸🔋🩺

Puoi rivedere la diretta dell’evento sul nostro canale Youtube 

Dott.ssa Maria Luisa Barbarulo per Redazione VediamociChiara © riproduzione riservata

Take Home Message

La nostra giornata speciale vissuta sul territorio, un incontro ravvicinato nato per prenderci cura di noi, del nostro corpo e del nostro cuore. Se è vero che la mente trova rifugio tra le pagine di un libro, c’è un angolo della nostra salute che rischia di restare in ombra e che, nella delicata fase dei 50 anni, ha bisogno di essere protetto. Per riscoprire questo equilibrio, ho invitato tre esperte straordinarie: la cardiologa Dott.ssa Laura Casalino, la ginecologa Dott.ssa Ilaria Dellacasa e la psicologa Dott.ssa Laura Bandelloni. Insieme a me (la vostra Malù), abbiamo intrecciato ginecologia, cardiologia e psicologia per dare risposte concrete a un grande e diffuso paradosso tutto al femminile

Tempo di lettura: 4 minuti

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