Le risposte alle domande all’Evento LIVE “La Tiroide in Menopausa” (dott. Alessandro Marsili)

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dott. Alessandro Marsili
dott. Alessandro Marsili

Le risposte alle domande all’evento LIVE “La Tiroide in Menopausa” del 25 maggio 2021

Le risposte qui di seguito riportate sono a cura del dott. Alessandro Marsili, Specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo (info@alessandromarsili.com)

  • Cos’è la tiroidite di Hashimoto?
  • La tiroidite Hashimoto (conosciuta anche come tiroidite autoimmune cronica o tiroidite linfocitica cronica) è una malattia cronica autoimmune della tiroide.
    COSA E’
    Le cellule tiroidee sono progressivamente distrutte attraverso un processo immunitario mediato da cellule infiammatorie e autoanticorpi.
    È la causa più comune di ipotiroidismo nei paesi sviluppati (mentre nel resto del mondo la causa più comune di ipotiroidismo è la carenza nutrizionale di iodio).
    PREVALENZA
    La tiroidite di Hashimoto è molto più frequente nelle donne rispetto agli uomini (10:1), ha una elevata prevalenza nei gemelli monozigoti, e colpisce spesso più membri della famiglia.
    La tiroidite cronica autoimmune può essere isolata o associarsi ad altre malattie autoimmuni come l’anemia perniciosa, l’insufficienza surrenale e la malattia celiaca, l’artrite reumatoide o la sindrome di Sjogren.
    PATOGENESI
    La maggior parte dei pazienti sviluppa un infiltrato di linfociti nel tessuto tiroideo e la presenza anticorpi contro una varietà di antigeni tiroidei, come le tireoperossidasi (AbTPO) ma anche la tireoglobulina (ABTG) o il recettore del TSH (TRAb bloccanti).
    Il risultato di queste modifiche è una fibrosi progressiva (non necessariamente continua, a volte intermittente) del tessuto tiroideo ed una conseguente inadeguata produzione di ormone tiroideo (ipotiroidismo).
    C’è un sottoinsieme della popolazione, non più del 10-15% con la malattia clinicamente evidente, che non ha anticorpi (tiroiditi sieronegative).
    SEGNI E SINTOMI
    Le manifestazioni cliniche dipendono dallo stato funzionale. Finché la funzione è compensata, possono non esserci sintomi significativi, al di là dell’ingrossamento del collo e di un senso di costrizione, con occasionale formazione di noduli.
    Nel caso in cui si manifesti una fase iniziale di distruzione delle cellule tiroide da parte degli anticorpi, ci può essere un eccesso di ormone tiroideo circolante che può far percepire sintomi come palpitazioni, tremori, ansia, nervosismo, sudorazione eccessiva.
    Nel caso ci sia una progressiva distruzione della ghiandola, si verificheranno sintomi da ipotiroidismo, che possono essere variabili e possono colpire quasi qualsiasi sistema di organi nel corpo:
    • affaticamento
    • pelle fredda e secca
    • aumento di peso
    • edema della faccia e delle gambe
    • unghie fragili
    • alopecia
    • bradicardia
    • aumento della pressione diastolica
    • stipsi
    • intolleranza al freddo
    • diminuzione della sudorazione
    • neuropatia periferica
    • depressione
    • perdita di memoria
    • crampi muscolari
    • dolori articolari
    • alterazioni del ciclo

In casi gravi di ipotiroidismo ci possono essere versamenti   e si può addirittura arrivare fino al coma mixedematoso.
DIAGNOSI
La diagnosi si basa sulla presenza degli anticorpi antitiroidei e di un ipotiroidismo lieve (T4 normale e TSH aumentato) o conclamato (T4 basso e TSH aumentato), o sulla presenza di un aspetto ecografico caratteristico, con una tessitura a “nido d’ape” o la presenza di tralci fibrosi.
TERAPIA
Il trattamento per l’ipotiroidismo è la terapia con L-tiroxina. La scelta del preparato a base di L-tiroxina commercialmente disponibile, le modalità di somministrazione, le tempistiche dei controlli sono su base individuale, tenendo in considerazione anche di tutti quei fattori che possono interferire con l’assorbimento dell’ormone e le patologie concomitanti nel soggetto.

  • Ipotiroidismo, menopausa e dentatura. L’ipotiroidismo può indebolire la dentina e favorire la carie?
  • I pazienti con ipotiroidismo hanno cambiamenti superficiali e interni dello smalto, della dentina e del cemento , sia nei denti intatti che in quelli cariati.  Quindi l’ipotiroidismo indebolisce la dentatura e si somma agli effetti che già l’avanzamento dell’età apporta agli stessi.

 

  • Quale può essere il motivo per cui l’ipotiroidismo- dovuto ad una tiroidite di Hashimoto) con tiroide quasi sparita si trasforma dopo decenni in ipertiroidismo?
    La spiegazione più plausibile è la presenza, unitamente ad anticorpi bloccanti (AbTg e AbTPO), degli Ab anti recettore del TSH, che al contrario dei primi due, tendono a stimolare il TSH e possono addirittura far ricrescere il tessuto tiroideo.
    Altre ipotesi possono essere legate all’uso massiccio di farmaci immunomodulanti, che possono loro indurre variazioni del titolo di questi anticorpi.
  • C’è una correlazione tra menopausa, psoriasi e patologie tiroidee? Anche in relazione alle terapie per la psoriasi
    La psoriasi è una delle malattie della pelle immuno-mediate più diffuse in tutto il mondo. Nonostante la grande prevalenza sia negli uomini che nelle donne, la patogenesi di questa malattia infiammatoria non è ancora stata completamente chiarita: probabilmente è indotta da linfociti T helper Th1/Th17.
    Lo stress, legato anche a variazioni ormonali in diverse durante la vita di una donna, può indurre esordio e progressione della psoriasi. La gravità della psoriasi può fluttuare sembra raggiungere il picco durante la pubertà, il post-partum e la menopausa quando i livelli ormonali diminuiscono, mentre i sintomi migliorano durante la gravidanza.
    L’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo su base autoimmune (Tiroidite di Hashimoto e Morbo di Graves-Basedow, rispettivamente) sono frequentemente associati a psoriasi. Tuttavia, ci sono solo pochi studi e sono molto eterogenei perché manca una definizione precisa della malattia psoriasica.
    Senza dubbio la cura dell’ipotiroidismo o dell’ipertiroidismo, con il ripristino dell’equilibrio tiroideo (eutiroidismo), è imprescindibile per aiutare la risposta della pelle e  gestire il decorso del quadro psoriasico in risposta alle terapie.

    Le risposte alle domande dell'evento LIVE "La Tiroide in Menopausa" 
    Le risposte alle domande dell’evento LIVE “La Tiroide in Menopausa”

  • L’insufficienza di vitamina D può essere correlata a problemi endocrinologici?
    La vitamina D è un ormone a tutti gli effetti. Svolge varie funzioni, ha un effetto PLEIOTROPICO.
    La sua carenza impatta a vari livelli.
    La vitamina D favorisce l’assorbimento del calcio nell’intestino e mantiene adeguate concentrazioni di calcio e fosfato nel sangue. Questo consente la normale mineralizzazione ossea e prevenire la tetania (contrazione involontaria dei muscoli), che porta a crampi e spasmi.
    La vitamina D è anche necessaria per la crescita e il mantenimento dell’osso: senza vitamina D, le ossa possono diventare sottili, fragili o deformi. Adeguati livelli di vitamina D previene il rachitismo nei bambini e l’osteomalacia negli adulti, e insieme al calcio, protegge gli anziani dall’osteoporosi.
    Ho un ruolo neuromuscolare: la carenza si associa inoltre a crampi e dolori muscolari, che scompaiono con adeguata supplementazione.
    La vitamina D ha altri ruoli nel corpo come la modulazione della crescita cellulare: molti geni che codificano proteine che regolano la proliferazione cellulare, la differenziazione e l’apoptosi (morte cellulare programmata) sono modulati in parte dalla vitamina D.
    Gli studi fino ad oggi non sono sufficienti a indicare che la vitamina D riduca l’incidenza del cancro, ma livelli adeguati o superiori di 25(OH)D potrebbero ridurre i tassi di mortalità per cancro, supportando la salute del seno, del colon e della prostata.
    Altro ruolo è sulla la funzione immunitaria: la vitamina D innesca le cellule immunitarie del corpo per produrre anticorpi. Promuove una riduzione dell’infiammazione e un aumento forza del sistema immunitario.
    Sono in corso studi per la modulazione della sclerosi multipla, e la sua capacità di modulare la malattia e ridurre i tassi di recidiva.
    Recenti ricerche suggeriscono anche che un’assunzione sufficiente di questa vitamina liposolubile può fornire   protezione e ridurre il rischio di un individuo di sviluppare ipertensione e diverse malattie autoimmuni o infettive. I soggetti carenti di vitamina D sono ad esempio più colpiti dal Covid-19.
  • Le patologie della tiroide possono dare insonnia?
    L’ipertiroidismo si associa in maniera pressoché costante ad insonnia, mentre, al contrario, l’ipotiroidismo tende a dare più sonnolenza.

L’igiene del sonno, ossia:

    • andare a letto ed alzarsi tendenzialmente sempre negli stessi orari
    • evitare sonni, anche brevi, pomeridiani
    • evitare l’esercizio fisico nelle ore serali
    • non dormire in ambienti troppo caldi o freddi
    • non assumere sostanze stimolanti (caffè, tè, coca cola, etc.)
    • non bere alcolici la sera
    • evitare attività̀ mentali impegnative nelle ore serali
    • limitare l’assunzione di cibo a cena
    • andare a letto solo quando si ha sonno
    • utilizzare il letto esclusivamente per dormire

resta sempre importante, ma nel caso dell’ipertiroidismo va curata prima la malattia per poterne beneficiare.

  • Che rapporto c’è fra non avere la tiroide e la menopausa? E’ vero che è più difficile dimagrire?
    L’obesità è multifattoriale, determinata da elementi genetici, ormonali, dallo squilibrio fra entrate e dispendio, influenzato dalla modalità di assunzione del cibo, dal comportamento alimentare, dal microbiota intestinale. Avere problemi di tiroide (ipotiroidismo ma anche ipertiroidismo, paradossalmente) sicuramente non aiuta il calo di peso e le malattie tiroidee vanno corrette prima di un percorso finalizzato al calo ponderale.
    Questo è tanto più vero in menopausa, in quanto in questo periodo della vita la donna subisce, per la carenza estrogenica, una variazione della composizione corporea con un aumento della massa grassa e una riduzione della massa magra che incidono sul metabolismo basale e rendono meno semplice perdere peso.
    Ma perdere peso si può! Anche con malattie tiroidee in menopausa! Basta farsi seguire da professionisti competenti e usare i giusti strumenti.
  • Mi hanno diagnosticato un ipotiroidismo subclinico e mi hanno prescritto levotiroxina da 75 ma io non vedo cambiamenti né nell’umore né nel peso né tantomeno nella reattività
    Questa è una domanda alla quale faccio un po’ fatica a rispondere non avendola visitata.
    Per primo bisogna vedere se la quantità di L-tiroxina somministrata è stata sufficiente a correggere l’ipotiroidismo.
    Secondo bisogna considerare che il peso è multifattoriale. Correggere l’ipotiroidismo è necessario ma può non bastare. Bisogna correggere anche tutti gli altri fattori.
    Stesso discorso per l’umore e la reattività: non sono condizionati solo dallo stato tiroideo.
  • Salve, è possibile avere sintomi dell’ipo e ipertiroidismo e al contempo avere i valori della tiroide ok
    I sintomi di ipotiroidismo e ipertiroidismo sono comuni a tante malattie. Se gli ormoni tiroidei sono nelle norma la tiroide, almeno in quel momento, non contribuisce ai quei sintomi.
Ha risposto a queste domande il dott. Alessandro Marsili, Specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo | Dottore di Ricerca in Scienze Endocrine e Metaboliche‐Università di Pisa | Perfezionamento Harvard Medical School, Boston, USA
Website: www.alessandromarsili.com
Email: info@alessandromarsili.com
Cell. Appuntamenti: +39 391 3091030

>>> Se vuoi, puoi rivedere l’intera registrazione dell’evento sul nostro canale Youtube

Take Home Message
Le risposte alle domande all’evento LIVE “La Tiroide in Menopausa” Le risposte qui di seguito riportate sono a cura del dott. Daniele Cappellani, Medico, Endocrinologo (cappellaniendocrinologia@gmail.com)

Tempo di lettura: 1’

Ultimo aggiornamento: 4 giugno 2021

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