“Ohhh…!”. Che Piacere…

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ohh che piacere

Ma perché ancora fingiamo il piacere dell’orgasmo?

La media mondiale è di 2 o 3 volte alla settimana. Nel mondo, ogni ora, l’apice del piacere viene raggiunto 100 milioni di volte (1,5 milioni al minuto). Bello, vero? Ma per molte è ancora un incubo, condito da ansia da prestazione e da un’idea di piacere non nostra, tanto che 7 donne su 10 ancora fingono di raggiungerlo. Come ne usciamo?

A ben guardare è una questione di pochi minuti…

Ma l’argomento è importante. Tanto da essersi conquistato anche una giornata mondiale, il Global Orgasm Day (22 dicembre). Un argomento delicato che ha scandito, e scandisce, tutti i periodi storici. In particolare l’orgasmo femminile è strettamente legato al ruolo della donna nella società e alle conquiste legate all’emancipazione (divorzio, contraccezione, parità, etc). E non è un caso che più gli anni passano e maggiore diventa la libertà, la conoscenza, la consapevolezza delle donne sull’argomento.

Non è da tanto che ne parliamo…

E se lo facciamo dobbiamo ringraziare William Masters e Virginia Johnson e la loro opera di divulgazione scientifica della sessualità. Tutto iniziò negli anni Sessanta (esattamente nel 1966, nel pieno delle proteste e delle rivendicazioni, anche sessuali), con il loro libro L’atto sessuale nell’uomo e nella donna. Un testo che metteva nero su bianco i risultati del loro studio (Masters era ginecologo e la Johnson, sessuologa). Un evento rivoluzionario grazie al quale un sempre maggior numero di uomini e, soprattutto donne, prendeva consapevolezza dei loro meccanismi sessuali.

Donna – Orgasmo – Riproduzione

È ora di cambiare schema. Soprattutto oggi che, a distanza di 50 anni da quel mitico testo, ci conosciamo di più e meglio. Anche se associamo ancora l’orgasmo femminile alla riproduzione (tanto da parlare di “orgasmo vaginale”). Ma è vero che in questi decenni ci siamo anche molto staccati da questo schema, e piano piano stiamo abbandonando anche la fasulla differenza tra orgasmo vaginale e clitorideo (E pensare che nel 1800 il presidente della British Medical Society, Isaac Baker, suggeriva e praticava l’asportazione della clitoride come rimedio per molte “follie femminili”, tra cui l’isteria, l’epilessia e… l’omosessualità (sic!).

Clitorideo, vaginale, Punto C, Punto G, Punto K, etc….

Nel III millennio dovremmo smetterla di correre dietro alle lettere dell’alfabeto. Ripartiamo dall’idea che esiste un solo orgasmo, ed è quello femminile. Abbandoniamo il modello lineare per far spazio a quello circolare. Che va ben oltre quindi la semplificazione un po’ troppo schematica: 1) desiderio | 2) eccitazione | 3) plateau | 4) orgasmo | 5) risoluzione!

L’orgasmo può essere solo di due tipi: bello o brutto

Propio come la musica. Da dove provenga il piacere non è importante, o meglio lo è nella misura in cui conosciamo il nostro corpo e sappiamo, continuando con l’analogia della musica, quali tasti toccare (o farci toccare) per regalarcelo. E magari anche per più di qualche minuto… 😉

Fonte notizia “Ohhh… che piacere”:
  • Tra scienza e leggenda, di Paola Emilia Cicerone, rivista MIND (settembre 2020)

Libro citato:

Redazione VediamociChiara
©️ riproduzione riservata

Take Home Message – Ohhh… che piacere
La media mondiale è di 2 o 3 volte alla settimana. Nel mondo, ogni ora, ce ne sono circa 100 milioni (1,5 milioni al minuto). Bello, vero? Ma per molte è ancora un incubo, condito da ansia da prestazione e da un’idea di piacere non nostra, tanto che 7 donne su 10 ancora fingono di raggiungerlo. Come ne usciamo?

Tempo di lettura: 3′

Ultimo aggiornamento: 10 luglio 2022

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