“Ohhh…”, che piacere…

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ohhh-che-piacereLa media mondiale è di 2 o 3 volte alla settimana. Nel mondo, ogni ora, l’apice del piacere viene raggiunto 100 milioni di volte (1,5 milioni al minuto). Bello, vero? Ma per molte è ancora un incubo, condito da ansia da prestazione e da un’idea di piacere non nostra, tanto che 7 donne su 10 ancora fingono di raggiungerlo. Come ne usciamo?

A ben guardare è una questione di pochi minuti, ma l’argomento è importante. Così tanto da essersi conquistato anche una giornata mondiale, il Global Orgasm Day (31 luglio). Un argomento delicato che ha scandito, e scandisce, tutti i periodi storici. In particolare l’orgasmo femminile è strettamente legato al ruolo della donna nella società e alle conquiste legate all’emancipazione (divorzio, contraccezione, parità, etc). E non è un caso che più gli anni passano e maggiore diventa la libertà, la conoscenza, la consapevolezza delle donne sull’argomento.

Ohhh… che piacere – Non è da tanto che ne parliamo…

E se lo facciamo dobbiamo ringraziare William Masters e Virginia Johnson e la loro opera di divulgazione scientifica della sessualità. Tutto iniziò negli anni Sessanta (esattamente nel 1966, nel pieno delle proteste e delle rivendicazioni, anche sessuali), con il loro libro L’atto sessuale nell’uomo e nella donna. Un testo che metteva nero su bianco i risultati del loro studio (Masters era ginecologo e la Johnson, sessuologa). Un evento rivoluzionario grazie al quale un sempre maggior numero di uomini e, soprattutto donne, prendeva consapevolezza dei loro meccanismi sessuali.

Ohhh… che piacere – Donna – Orgasmo – Riproduzione

È ora di cambiare schema. Soprattutto oggi che, a distanza di 50 anni da quel mitico testo, ci conosciamo di più e meglio. Anche se associamo ancora l’orgasmo femminile alla riproduzione (tanto da parlare di “orgasmo vaginale”). Ma è vero che in questi decenni ci siamo anche molto staccati da questo schema, e piano piano stiamo abbandonando anche la fasulla differenza tra orgasmo vaginale e clitorideo (E pensare che nel 1800 il presidente della British Medical Society, Isaac Baker, suggeriva e praticava l’asportazione della clitoride come rimedio per molte “follie femminili”, tra cui l’isteria, l’epilessia e… l’omosessualità (sic!).

Ohhh… che piacere – Clitorideo, vaginale, Punto C, Punto G, Punto K, etc….

Nel III millennio dovremmo smetterla di correre dietro alle lettere dell’alfabeto. Ripartiamo dall’idea che esiste un solo orgasmo, ed è quello femminile. Abbandoniamo il modello lineare per far spazio a quello circolare. Che va ben oltre quindi la semplificazione un po’ troppo schematica: 1) desiderio | 2) eccitazione | 3) plateau | 4) orgasmo | 5) risoluzione!

L’orgasmo può essere solo di due tipi: bello o brutto

Propio come la musica. Da dove provenga il piacere non è importante, o meglio lo è nella misura in cui conosciamo il nostro corpo e sappiamo, continuando con l’analogia della musica, quali tasti toccare (o farci toccare) per regalarcelo. E magari anche per più di qualche minuto… 😉

Fonte notizia “Ohhh… che piacere”:
  • Tra scienza e leggenda, di Paola Emilia Cicerone, rivista MIND (settembre 2020)

Libro citato:

 

Cristina Perrotti

 

Take Home Message – Ohhh… che piacere
La media mondiale è di 2 o 3 volte alla settimana. Nel mondo, ogni ora, ce ne sono circa 100 milioni (1,5 milioni al minuto). Bello, vero? Ma per molte è ancora un incubo, condito da ansia da prestazione e da un’idea di piacere non nostra, tanto che 7 donne su 10 ancora fingono di raggiungerlo. Come ne usciamo?

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Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2021

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