Tumore alla mammella

Qual è la differenza tra carcinoma invasivo e in situ? Ne parliamo in occasione del mese della prevenzione, ottobre

Il mese della prevenzione. Come sempre Vediamoci Chiara è al fianco di Komen Italia ONLUS, nel mese della prevenzione del tumore al seno, che in tutto il mondo ricorre ad ottobre.

Tumore alla mammella

Parliamo di un tipo di tumore in cui le cellule del seno si dividono e crescono in maniera incontrollata. Circa l’85% dei tumori al seno inizia nei dotti mammari, mentre circa il 15% insorge nei lobuli.

Il tumore alla mammella è il tumore femminile più diffuso. 1 donna su 9 può sviluppare un tumore al seno e solo in Italia sono diagnosticati circa 47.000 casi di tumore al seno ogni anno, con 1 diagnosi ogni 15 minuti.

La sopravvivenza per questa forma tumorale è da anni in costante aumento

L’87% delle donne con diagnosi di tumore alla mammella è viva a 5 anni dalla diagnosi. Nonostante ciò, con quasi 12.000 decessi ogni anno, il tumore al seno è la prima causa di morte per tumore nelle donne.

I tumori del seno tendono a crescere lentamente rispetto a forme tumorali di altri organi e apparati. Quando un nodulo tumorale è abbastanza grande da essere percepito al tatto, può avere impiegato anche 10 anni per rendersi clinicamente evidente. Tuttavia alcuni tumori possono essere aggressivi e crescere molto più rapidamente.

È dunque importante comprendere la differenza tra Carcinoma invasivo Carcinoma in situ.

Il carcinoma invasivo del seno

Viene così definito quando le cellule anomale originate all’interno dei lobuli o dei dotti, superano la cosiddetta “membrana basale”, ovvero il confine cellulare e infiltrano il circostante tessuto mammario. Ciò provoca la diffusione di cellule tumorali nei vasi linfatici e da qui ai linfonodi e, in fase più avanzata, ad organi distanti (come il fegato, i polmoni o le ossa). Generalmente questo meccanismo di diffusione negli altri organi avviene progressivamente ed in funzione delle dimensioni del tumore (maggiori sono le dimensioni del tumore al seno, più è frequente il coinvolgimento dei linfonodi vicini al seno e successivamente degli altri organi). Talora però vi sono dei tumori piccoli, ma molto aggressivi, con una particolare tendenza a diffondersi attraverso le vie linfatiche ed il circolo sanguigno.

Il carcinoma duttale in situ (CDIS)

Oggi più frequentemente denominato come neoplasia intraepiteliale duttale (DIN secondo la terminologia anglosassone), viene così definito quando le cellule tumorali crescono solamente all’interno dei condotti del latte, senza infiltrare i tessuti circostanti. Il termine “in situ” significa infatti “sul posto”. Nel CDIS le cellule anomale sono ancora “sul posto”, dentro i dotti. CDIS è un tumore alla mammella no invasivo (si può anche trovare indicato con il termine “carcinoma mammario pre-invasivo”) e quindi non può dare luogo a fenomeni di diffusione al di fuori del seno (metastasi). È però molto importante riconoscerlo e trattarlo in maniera adeguata perché oltre a crescere all’interno del seno, può talora evolvere nel tempo e trasformarsi nella forma invasiva.

Il carcinoma lobulare in situ (LCIS)

Oggi definito anche come neoplasia lobulare intraepiteliale (LIN), viene così definito quando le cellule anomale sono confinate all’interno dei lobuli del seno, senza infiltrare i tessuti circostanti. Nel LCIS le cellule anomale sono ancora “sul posto”, all’interno del lobuli. Il LCIS non evolve spesso nella forma invasiva della mammella.

Komen Italia ONLUS

Take Home Message
Il tumore alla mammella è il tumore femminile più diffuso. La sopravvivenza per questa forma tumorale è da anni in costante aumento. Occorre distinguere tra carcinoma invasivo e carcinoma in situ. Nel primo le cellule tumorali invadono il tessuto mammario e nel secondo invece non hanno ancora infiltrato i tessuti circostanti. Il carcinoma lobulare in situ invece è quando le cellule rimangono all’interno dei lobuli e non evolve nella forma invasiva.

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Ultimo aggiornamento: 29 gennaio 2020

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1 commento

  1. Il tumore al seno mi ha sempre messo molta paura, sarà perché ho una bella IV piena e mi è sempre piaciuto mostrarlo. Ho 40 anni per cui adesso come mi suggerite voi e come leggo più o meno ovunque, comincerò a fare i controlli e incrocio le dita Grazie

  2. Brava Carolina, anche io ho deciso di fare altrettanto, sono un po’ più giovane di te, ma il caso di Angelina Jolie, mi ha un po’ turbato e senza arrivare a tanto, capisco che l aprevenzone è l’unico modo che abbiamo per difenderci.

  3. Io invece ho appena saputo che il mostro non c’è!!!! E voglio gridarlo a tutto il mondooooooo. Ho preso uno spavento enorme, ora so che era solo una cosa da nulla, e anche se ho passato una settimana orribile, sono contenta di ave saputo e voluto sapere a maggior ragione perché non è nienteeeeee