Microbiota in menopausa, come possiamo prendercene cura?

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In menopausa molte cose cambiano, anche il nostro microbiota intestinale, centro nevralgico per la salute. Come possiamo “curarlo” per aiutarci in un momento di passaggio così delicato della nostra vita? Lo abbiamo chiesto al dott. Francesco De Seta, nell’intervista di oggi

Buongiorno da Maria Luisa Barbarulo, nello spazio Social di VediamociChiara. Oggi ho il piacere di avere con noi il dottor De Seta. Buongiorno Dottor De Seta.

Buongiorno a lei. Buongiorno a tutti!

Buongiorno a tutte le nostre ascoltatrici e a tutti i nostri ascoltatori e follower.

Dottor De Seta ho molto piacere ad averla qui, perché oggi tocchiamo un tema che è molto interessante, oltre che attuale, ovvero il microbiota.

E quindi la prima domanda che le faccio, di rito è, cos’é il microbiota e a cosa serve?

Negli ultimi 10/12 anni, gli studi scientifici hanno evidenziato come siamo dei meta- organismi, nel senso che siamo “popolati” da trilioni di batteri, lei pensi che nel nostro organismo, nelle diverse nicchie del nostro organismo, ci sono circa 2 chili di batteri, 100 trilioni di batteri.

Però!

Il rapporto tra i geni dei batteri e i nostri è di 150 a 1. Quindi dobbiamo dire che siamo tanto colonizzati da questi microrganismi. Il 70/90% di questi microrganismi sono a livello dell’intestino.

E quindi quello che negli anni si è visto, si è studiato è che la presenza di determinati microrganismi, che devono essere di un certo tipo, sia da un punto rivista qualitativo che quantitativo a livello dell’intestino, sono di essenziale importanza in un concetto di salute. Cioè a dire l’intestino diventa l’organo principale nel modulare una serie di patologie, tra le più diffuse, che non sono solo quelle gastrointestinali. Sono patologie di tipo infiammatorio, di tipo nervoso, immunitario. Quindi il core di questi microrganismi è di fondamentale importanza.

Se noi andiamo in qualche modo a modificare questi microrganismi, in termini qualitativi o quantitativi, andiamo ad aumentare un pochino quella sorta di basso stato infiammatorio. E questo può indurre ad alterazioni del metabolismo, aumenti della pressione, incide sul diabete, sull’assorbimento degli zuccheri. E’ un meccanismo complesso, ma estremamente affascinante.

Decisamente, forse è anche per questo che lo chiamiamo il nostro “secondo cervello”.

Esattamente. Noi lo definiamo “Cervello enterico”.

Le chiedo allora se c’è qualcosa che noi possiamo fare per “curare” il nostro microbiota, soprattutto quando siamo in menopausa. Un periodo della vita della donna molto particolare, che richiede più attenzione, rispetto ad altri periodi…

Allora, se partiamo dal concetto che un intestino sano è un intestino che ha un’alta diversità batterica, e noi sappiamo che esistono diversi fattori che vanno ad influenzare questa diversità batterica: il tipo di alimentazione, se assumiamo dei farmaci, lo stile di vita, il fumo… chi più ne ha più ne metta. Ma sappiamo anche che questa diversità raggiunge il suo stato ottimale più o meno in età adulta. Quando poi inizia la menopausa che cosa succede? La diversità diminuisce, aumenta lo stato infiammatorio ed ecco che alcune alterazioni, vedi l’alterazione del metabolismo, l’osteoporosi, vedi i problemi di atrofia dell’apparato genitale, in qualche modo vengono influenzati da questa riduzione della diversità batterica, a partenza dall’intestino, che però in qualche modo va ad influenzare tutti i diversi organi. Quindi giustamente rispetto alla domanda che lei mi faceva, come facciamo ad andare a modulare, in senso positivo, questo microbiota intestinale? Il primo concetto, seppur semplicistico, è quello della sana alimentazione, di determinati stili di vita, dell’apporto idrico, di limitare l’uso di farmaci. Per esempio si è visto che gli antibiotici, usati a dismisura, determinano delle alterazioni del microbiota che noi ci trasciniamo per settimane, per mesi. Abbiamo la necessità di imporci degli stili di vita, soprattuto nella fase post menopausale, per assicurare questa diversità e questa ricchezza batterica a livello intestinale.

Certo, questo è sicuramente molto importante. Come Vediamocichiara noi insistiamo molto sul tema dello stile di vita perché crediamo che quella sia una delle chiavi fondamentali per prevenire ogni tipo di disturbo.

Un’altra cosa le volevo chiedere. Nei giorni scorsi con la professoressa Nappi, abbiamo parlato dell’equolo, come strumento, come arma nel nostro arco per combattere i disturbi vasomotori in menopausa, e ci spiegava che noi donne occidentali rispetto alle donne orientali non siamo in grado di metabolizzare l’equolo. Quindi cosa possiamo fare noi occidentali per assumerlo nelle corrette quantità e con le corrette modalità?

L’equolo è la tappa terminale degli isoflavoni di soia, che hanno un’azione simil estrogenica, che giustificherebbe, perché come diceva giustamente lei, in alcune popolazioni la sintomatologia menopausale è nettamente ridotta rispetto alle donne occidentali. Nell’Occidente circa il 25/50% di donne adulte sono in grado di arrivare a questa tappa terminale dell’equolo. Si è visto però che accanto alle popolazioni asiatiche, ad esempio, le vegetariane hanno un aumento dell’equolo.

Perché? Perché probabilmente l’apporto in ambito nutrizionale di fibre dall’esterno, le cosiddette fibre indigeribili, che sono una sorta di cibo ottimale per i nostri microrganismi, sarebbe capace di aumentare la biodisponibilità dell’equolo. Oppure c’è oggi la possibilità di integrare, ci sono degli integratori nutrizionali che possono essere somministrati alle donne in post menopausa, a base di equolo. Il vantaggio qual é? Che andiamo a dare la sostanza finale, la sostanza terminale, perché se diamo semplicemente gli isoflavoni di soia, se ci troviamo di fronte ad un individuo che non li metabolizza chiaramente, è come dare acqua fresca, non abbiamo quell’effetto benefico che invece l’equolo è in grado di dare.

Benissimo. Quindi è necessario scegliere dei prodotti che abbiano delle caratteristiche particolari, perché altrimenti rischiamo di non essere in grado di metabolizzarle.

Perfetto dottor De Seta.

Io la ringrazio molto per essere stato qui con noi. Spero di rivederla presto su questi schermi o comunque dal vivo alla prossima occasione. Ci sentiamo presto!

Grazie a voi!

Arrivederci a tutte le nostre ascoltatrici e a tutti i nostri ascoltatori.

A presto!

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In menopausa molte cose cambiano, anche il nostro microbiota intestinale, centro nevralgico per la salute. Come possiamo “curarlo” per aiutarci in un momento di passaggio così delicato della nostra vita? Lo abbiamo chiesto al dott. Francesco De Seta, nell’intervista di oggi.

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Ultimo aggiornamento: 26 marzo 2021

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2 Commenti

  1. Da quando sono in menopausa ho problemi di colite..non vado in bagno regolarmente anche se mangio fritta e verdura e bevo un litro e mezzo di acqua al giorno…che devo fare ? Grazie

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