martedì, 28 Maggio 2024

Asportazione dell’Utero: Quando, Perché, Come. E Dopo?

Asportazione dell'Utero

Il termine medico è isterectomia, capiamo bene di cosa si tratta e perché si sceglie di togliere l’utero.

Alla fine dell’articolo la testimonianza della nostra Malù Barbarulo che ha fatto l’intervento.

Perché si ricorre all’asportazione dell’utero? Come avviene? Perché si sceglie di farla? Quali sono le conseguenze? Un articolo dedicato ad un intervento chirurgico che tra le donne è secondo solo al taglio cesareo

Intervento rimozione utero – Isterectomia. Da quando?

Per capire bene la definizione basta guardare l’origine della parola istero: dal greco hystéra, “ventre, utero”. Combinata con il suffisso ektomé, anche questo di origine greca, che significa “resezione”, quindi asportazione chirurgica di un organo, ablazione.

Sono più di 100 anni che si pratica l’isterectomia. Era infatti il 1898 quando il dottor Ernst Wertheim la eseguì per la prima volta (Vienna). Di strada da quel primo intervento ne è stata fatta, e quello che era nato come trattamento chirurgico cardine per il tumore alla cervice uterina, nel tempo ha subito un’evoluzione in senso conservativo, e nel frattempo è diventato il secondo intervento chirurgico più diffuso nelle donne, dopo il taglio cesareo.

Operazione all’utero – A che serve l’intervento di isterectomia?

L’isterectomia viene eseguita per risolvere problemi al sistema riproduttivo femminile che non hanno trovato benefici con altri trattamenti. L’isterectomia è una procedura chirurgica importante che consiste nella rimozione dell’utero allo scopo di alleviare i sintomi causati da condizioni patologiche che lo colpiscono.

Ci si può sottoporre ad un intervento di isterectomia su consiglio del medico come soluzione estrema per trattare:

  • Cicli mestruali complicati, in genere provocati da fibromi uterini o adenomiosi, caratterizzati da sintomatologia dolorosa e abbondanti perdite ematiche
  • Endometriosi, nel caso in cui queste causino sintomi gravi
  • Dolore pelvico acuto, di solito determinato da diverse patologie quali l’endometriosi, i fibromi e la malattia infiammatoria pelvica (PID)
  • Prolasso dell’utero
  • Tumori dell’utero, della cervice (o collo uterino) e delle ovaie
  • Tumore del colon, del retto o della vescica (in questi casi è adottata talvolta come parte del trattamento)

A seconda del motivo dell’intervento, un’isterectomia può comportare anche la rimozione degli organi e dei tessuti circostanti, come le ovaie e le tube di Falloppio.

Intervento asportazione utero – Come si interviene in caso di isterectomia?

L’intervento chirurgico avviene con l’asportazione dell’utero (rimozione utero) attraverso un’incisione nella parte inferiore dell’addome (isterectomia laparatomica o isterectomia addominale o chirurgia a cielo aperto). Talvolta attraverso la vagina (chirurgia o isterectomia vaginale). Entrambi i metodi richiedono di solito circa 1-2 ore ed è necessaria un’anestesia generale. La degenza è di 2, 3 giorni. In caso di incisione dell’addome il recupero richiederà più tempo, anche 6 settimane. Nel secondo caso, chirurgia vaginale, parliamo di un tipo di intervento meno invasivo, ed il recupero in questo caso è più rapido e non resta alcuna cicatrice visibile. La via vaginale infatti comporta vantaggi rispetto alla via addominale in termini di trauma chirurgico, ripresa funzionale post-operatoria, tempi di degenza.

Oggi l’isterectomia può essere eseguita anche usando la chirurgia laparoscopica o la chirurgia laparoscopica robot-assistita.

  • Chirurgia laparoscopica (isterectomia laparoscopica): minuscoli strumenti e una piccola videocamera vengono inseriti attraverso piccole incisioni accanto all’ombelico. La videocamera invia un’immagine dell’interno dell’addome a un monitor. Osservando il monitor, i chirurghi tengono in mano gli strumenti e li usano per incidere e cucire i tessuti.
  • Chirurgia laparoscopica assistita da robot: La laparoscopia viene effettuata come di norma, ma gli strumenti sono tenuti da braccia robotiche, invece che dai chirurghi. I chirurghi muovono le braccia del robot mediante dei controlli manuali. La videocamera utilizzata acquisisce un’immagine tridimensionale e altamente dettagliata (ad alta risoluzione) dell’interno, che viene visualizzata su una console. Il chirurgo osserva l’immagine e un computer trasforma i movimenti delle mani in precisi movimenti degli strumenti chirurgici.

Dopo l’intervento all’utero in laparascopia (procedura laparoscopica) la degenza in ospedale è di un solo giorno. Di solito le donne avvertono meno dolore, hanno minori complicanze e possono ritornare più rapidamente alle attività normali dopo la chirurgia laparoscopica rispetto alla chirurgia a cielo aperto (che comporta incisioni più ampie).

Asportare l’utero – Le isterectomie non sono tutte uguali…

Vi sono diversi tipi di isterectomia. La scelta di quale intervento eseguire dipende dalla patologia da trattare:

  • Isterectomia subtotale o isterectomia parziale: si asporta solo la parte alta dell’utero, escludendo la cervice. Le tube di Falloppio e le ovaie possono o meno essere asportate
  • Isterectomia totale: viene rimosso tutto l’utero compresa la cervice
  • Isterectomia radicale: si asportano l’intero utero più i tessuti circostanti (compresi la parte superiore della vagina, i legamenti e di solito i linfonodi). Inoltre, si asportano anche le tube di Falloppio e le ovaie nelle donne di età superiore ai 45 anni

Per il tumore dell’endometrio o il tumore delle tube di Falloppio viene di solito eseguita un’isterectomia totale. Per il tumore della cervice (o collo uterino) o il tumore vaginale il trattamento può includere l’isterectomia radicale.

E’ importante ricordare che il tumore della cervice uterina può essere diagnosticato in fase molto iniziale o addirittura precancerosa se viene effettuato regolarmente lo screening con il Pap-test o con l’HPV-test. In base ai risultati dei test, il medico sarà quindi in grado di stabilire quanto aggressiva rischia di essere una eventuale alterazione pre-cancerosa e decidere con più efficacia la strategia di intervento.

(Fonte: Tumore della cervice uterina AIRC – The Italian Foundation for Cancer Research)

Va sottolineata l’importanza che riveste la prevenzione; grazie infatti ai programmi di screening, a cominciare proprio dal Pap-test, e all’introduzione negli ultimi anni del vaccino contro il virus umano dell’HPV, nei Paesi industrializzati il tumore al collo dell’utero è in progressiva diminuzione. E questa ci sembra una bellissima notizia!

Ma che succede dopo un intervento che prevede l’asportazione dell’utero?
Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, dopo l’isterectomia le mestruazioni si arrestano, ma questo intervento non induce la menopausa, a meno che non vengano asportate anche le ovaie. L’asportazione delle ovaie invece determina gli stessi effetti della menopausa.

(Fonte: Isterectomia, cosa comporta l’asportazione dell’utero – Pagine Mediche)

Isterectomia post operatorio – Che succede alla donna e al corpo dopo l’asportazione dell’utero?

Abbiamo detto che l’intervento di isterectomia può essere:

  • Parziale quando viene rimosso solamente l’utero
  • Totale quando l’utero e la cervice (o collo uterino) vengono rimossi
  • Radicale quando avviene la rimozione dell’utero, della cervice, delle tube di Falloppio, delle ovaie e dei linfonodi pelvici

Queste condizioni possono avere sulla donna due principali conseguenze:

  • Impossibilità di future gravidanze, essendo l’utero il contenitore del feto
  • Sospensione del ciclo mestruale

Una problematica che potrebbe verificarsi dopo un intervento di isterectomia è l’incontinenza urinaria, visto che l’utero fornisce supporto alla vescica e all’intestino. E’ bene allora parlarne con il medico prima di procedere per capire il da farsi e le nuove prassi post evento legate agli aspetti della prevenzione.

Isterectomia conseguenze – Cosa dicono gli esperti sulle conseguenze di un intervento di isterectomia?

Quali sono le conseguenze di un intervento di isterectomia? È giusto porsi questa domanda. Prendiamo le informazioni sul sito di una delle esperte di salute femminile, la Prof.ssa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati di Milano.

“Dipende. Anche nell’intervento chirurgicamente impeccabile, le conseguenze sono diverse a seconda dell’età e dell’asportazione parallela o meno delle ovaie: se la donna è in età fertile, infatti, l’asportazione dell’utero e delle ovaie causa menopausa chirurgica, con tutte le ben note conseguenze, tanto più pesanti quanto più la donna è giovane. L’impatto è molto diverso se una donna ha trent’anni e non ha ancora avuto figli, rispetto a una signora di 52 anni che ha già completato la sua stagione procreativa ed è già in menopausa.”

In caso di “isterectomia semplice” ovvero dell’asportazione dell’utero, le conseguenze sono diverse, a seconda della causa che ha portato all’intervento stesso: se la donna aveva emorragie ingovernabili che causavano flussi per 8-10 giorni o più, e che la lasciavano spossata, queste lasceranno spazio ad un maggior sollievo; idem nel caso in cui l’intervento si fosse reso necessario per un grosso fibroma che comprimeva la vescica e/o il retto o perché la donna aveva un’endometriosi dolorosa o un tumore.

(Fonte: Isterectomia: come la vive la donna? – Sito della dott.ssa Alessandra Graziottin)

Isterectomia uterina – Aspetti e conseguenze psicologiche del vivere senza utero

Se si è ricorso all’intervento (ad esempio asportazione ovaie e utero) per risolvere un problema di salute, in seguito a questo si andrà incontro ad un momento di “liberazione”, non foss’altro perché l’operazione ha risolto una problematica ginecologica portatrice di sintomi e dolori. Ci sono però da considerare dei risvolti psicologici.

Il primo riguarda il pensiero di dover abbandonare una parte del proprio corpo, una parte connessa alla femminilità. La sensazione più comune è quella che si sia perso un pezzo di sé, anche se l’utero non è visibile esternamente, implica le stesse difficoltà sul piano mentale che si possono incontrare con la rimozione o la menomazione di parti del corpo più evidenti.

C’è da considerare poi anche il risvolto altrettanto importante nel caso in cui l’operazione sia avvenuta in una donna in età fertile, visto che l’isterectomia elimina definitivamente la possibilità di avere una gravidanza. Nonostante si possa credere di aver messo da parte l’idea di avere dei figli, trovarsi di fronte alla definitiva perdita della speranza, non sempre è un’emozione facile da vivere e da accettare.

C’è poi l’aspetto legato alla sessualità.

(Fonte: IsterectomiaGinecologicamente)

Asportazione utero e rapporti sessuali – L’isterectomia modifica la sessualità?

Gli studi scientifici ci dicono che in genere la sessualità non si modifica (anche se può notare la differenza la donna che ha una componente “uterina” nell’orgasmo).

Dati recenti dicono che subito dopo l’isterectomia il 79% delle donne è soddisfatto, 12% è insoddisfatto e il 9% rimpiange di averlo fatto. Dopo 6-9 mesi, il 20% riporta sintomi fisici e il 32% si sente peggio psicologicamente: è questo il gruppo che riporta anche più sintomi sessuali (minor desiderio, minore eccitazione, più difficoltà orgasmiche), spesso peraltro preesistenti all’intervento.
Per questo è importante valutare prima dell’intervento non solo le indicazioni strettamente mediche, ma anche eventuali problemi psicologici e sessuali, che vanno curati prima, perché potrebbero persistere e peggiorare il vissuto dell’intervento e la qualità della vita, poi.

(Fonte: Isterectomia: come la vive la donna? – Sito della dott.ssa Alessandra Graziottin)

È possibile evitare l’intervento di asportazione dell’utero?

Sì, ma è importante ascoltarsi! In caso di indicazioni benigne (fibromi o emorragie disfunzionali), se la donna non si sente di togliere l’utero, è più saggio iniziare sempre con una o più terapie mediche, farmacologiche.
Se funzionano, riducendo il flusso e i sintomi, e ridando benessere, si evita l’intervento. Se non dovessero essere soddisfacenti, consentono comunque alla donna di prepararsi psicologicamente all’operazione, con la serenità di aver prima provato le alternative.

(Fonte: Isterectomia: come la vive la donna? – Sito della dott.ssa Alessandra Graziottin)

Le raccomandazioni firmate AOGOI (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani)

Al tal fine sono state messe a punto le “Linee Guida/Raccomandazioni sulla diagnosi e trattamento delle Fibromiomatosi” dall’AOGOI (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani), SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia), AGUI (Associazione Ginecologi Universitari Italiani), con il coordinamento della Fondazione C. Ragonese.

“Si tratta di una pubblicazione di circa 70 pagine, con raccomandazioni su come inquadrare le diverse situazioni cliniche e procedere per ogni singolo caso con un approccio personalizzato, tenendo conto dei continui aggiornamenti della ricerca medica e farmacologica”, ha spiegato il segretario regionale Aogoi Lazio Enrico Vizza che ha coordinato il panel di esperti. Il tutto senza perdere di vista le aspettative e la qualità di vita della donna: “Scoprire di avere un mioma crea grande disorientamento e il rischio di documentarsi in modo errato è alto”, ha affermato Annamaria Mancuso, presidente di Salute Donna Onlus. “Inoltre, il desiderio di maternità si è spostato tra i 35 e i 40 anni. Le donne oggi sono più attente all’integrità della loro femminilità prima e dopo la menopausa”.

Asportazione utero conseguenze – Una testimonianza

Ciao amiche di VediamociChiara, sono Malù e a questo riguardo voglio raccontarvi la mia personale esperienza. Il 7 novembre del 2011 mi sono sottoposta a isterectomia totale. L’ho fatto per scelta: non era la prima volta che il mio utero si riempiva di inquietanti presenze (come polipi e fibromi) e mi ero sottoposta più volte a interventi di rimozione delle “presenze”. Avevo perso mia mamma da poco per le conseguenze di un tumore all’utero non diagnosticato in tempo, e non ho avuto dubbi. Avevo compiuto 46 anni e deciso che potevo fare a meno di quell’organo, ormai inutile, ma così “a rischio”. Non ho avuto neanche un minuto di esitazione né di timore. Il mio timore più grande era quello di dovermi sottoporre a controlli frequenti con la paura che uno di questi potesse essere positivo. Ricordo il giorno che – dopo l’ennesima ecografia transvaginale che evidenziava il ritorno di polipi e fibromi – entrai nello studio del mio ginecologo dicendogli “Per favore togli questa bomba ad orologeria dal mio corpo!” Ora sono passati più di 12 anni e grazie all’assistenza del mio medico pre e post evento, non ho avuto alcuna conseguenza, come se avessi sempre vissuto così, con il vantaggio di “sbarazzarmi” del ciclo circa 8 anni prima dell’ingresso in menopausa!

Redazione VediamociChiara
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Il termine medico è isterectomia. Perché si ricorre all’asportazione dell’utero? Quali sono le conseguenze? È corretto parlare di menopausa chirurgica se avviene in una donna fertile? Capiamo bene di cosa si tratta e perché si interviene. Alla fine dell’articolo anche una testimonianza di chi ha fatto l’intervento.

Tempo di lettura: 8 minuti

Ultimo aggiornamento: 22 aprile 2024

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