Elogio della Lentezza (2 maggio – Giornata della Lentezza)

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Shot of a young family with a child lying on the floor among cushions and mascots, seen from above

Siamo davvero programmati per la velocità?

A guardare le notizie di cronaca (bimbi dimenticati in auto) diremmo di no. Ma allora come possiamo difenderci da un Super Io che culturalmente ci spinge a fare tanto e tutto molto di fretta? Gli impegni quotidiani, quelli al lavoro e quelli a casa… Ecco i preziosi consigli della psicologa, la dott.ssa Patrizia Pezzella, per evitare i black out della memoria.

“C’e un legame segreto fra lentezza e memoria, tra velocità e oblio. Prendiamo una situazione delle più banali: un uomo cammina per la strada. A un tratto cerca di ricordare qualcosa, che però gli sfugge. Allora, istintivamente, rallenta il passo. Chi invece vuole dimenticare un evento penoso appena vissuto accelera inconsapevolmente la sua andatura, come per allontanarsi da qualcosa che sente ancora troppo vicino a sé nel tempo. Nella matematica esistenziale questa esperienza assume la forma di due equazioni elementari: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all’intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all’intensità dell’oblio”. (Milan Kundera)

Ci si dimentica dei figli in macchina…

Ancora una volta è accaduto e ci chiediamo con il cuore pieno di angoscia il perché. Il timore preciso che potrebbe succedere ancora, e forse anche a noi – di dimenticare nostro figlio in macchina, ci fa riflettere.

Tale fenomeno, quello di lasciare un bambino (in genere piccolo) in macchina per ore, dimenticandolo completamente, è purtroppo molto frequente. Conosciamo casi avvenuti negli Stati Uniti, e con rammarico si sono registrati casi analoghi anche in Italia, e anche di recente.

Madri e padri autori di tale dimenticanza continuano a chiedersi cosa sia accaduto nella loro testa.

La parola d’ordine è sbrigarsi…

Dobbiamo fare presto. Accelerare. Correre. Non c’è tempo. Ce lo insegnano da bambini e l’ordine viene eseguito come fossimo tutti dei bravi soldatini. Quando osiamo rallentare un profondo senso di colpa ci inonda. E ci chiediamo: Ma in questo modo abbiamo perso tempo?

Dovremmo spostare l’asse perché il vero rischio non è perdere tempo ma perdere tutto.

Perdere la bellezza del godimento delle cose, di quelle piccole cose quotidiane. Dei “banali” gesti quotidiani. Un abbraccio, un sorriso quando ci congediamo dai nostri cari. E provare a salvaguardare quell’istantanea, quel “fermo immagine”, nella nostra memoria.

Elogio della lentezza – Riprendersi i propri spazi

Permette al cervello di connettersi con le azioni che si stanno eseguendo; i meccanismi cerebrali per funzionare bene hanno bisogno del loro tempo e la creatività è il “prodotto” di una macchina lenta.

La bellezza dell’esperienza vissuta richiede tempo e partecipazione, e solo assoggettandoci a ciò possiamo salire sul treno di una esistenza felice.

Il fenomeno delle gravi dimenticanze appare come un Black-out della mente

In questi tragici episodi, i bambini erano pronti per essere lasciati la mattina a scuola. Ma il pensiero dell’impegno successivo dei genitori, in questo caso il lavoro, sembra aver preso il sopravvento, facendo dimenticare la tappa precedente, ovvero l’asilo.

I pochi minuti – quelli in cui si sarebbe dovuto lasciare il bimbo all’asilo – sono completamenti dimenticati, e l’azione omessa è completamente cancellata dalla memoria.

È importante sottolineare che la dimenticanza non è correlata alla mancanza di amore, di affetto o di attenzione nei confronti del proprio bambino.

Ma perché accade? Che succede alla nostra memoria?

I principali responsabili dei black out della memoria sono gli automatismi. Ovvero il cervello, per rispettare una economia psichica, aziona un “pilota automatico” rendendo automatiche molte azioni quotidiane. Come i pochi minuti in cui si accompagna un figlio all’asilo.

Questo fenomeno drammatico è da iscriversi anche in una problematica sociale. La famiglia nucleare non solo non è più supportata dalla famiglia allargata (nonni, zii, sorelle e altre figure affettivamente significative), ma i genitori sono sottoposti a stress dovuti ai molteplici impegni. Sia quelli domestici che di lavoro. Tutto questo non fa altro che aumentare i livelli di stanchezza e di ansia.

Come possiamo difenderci tutti da un Super Io che culturalmente ci domina e ci spinge a seguire la logica della velocità?

È bene stabilire 5 passi per vivere meglio e scongiurare i drammatici black out della memoria.
Eccoli:

  • Rallentare i ritmi di vita quotidiana
  • Essere sempre concentrati su ciò che si sta facendo ed essere dentro l’esperienza
  • Concentrarsi sul minore, e sulle attività che lo coinvolgono
  • Godersi ogni istante di “quel tempo” che si dedica ai propri cari e ai figli
  • Compilare una lista di importanti azioni quotidiane, e se serve mettere avvisi sullo smartphone

 

Tenere un memorandum scritto non solo contrasta i tradimenti della memoria talvolta fatali. In sala operatoria ad esempio si controlla e si contano tutti gli strumenti e le garze.

Dal punto di vista emotivo, i pensieri, le azioni e le emozioni possono viaggiare in sintonia. In questo modo possiamo seguire i consiglio del grande pensatore, Seneca, quello di vivere “ogni ora, ogni minuto, ogni giorno, come una vita”.

Elogio della lentezza – Informazioni e curiosità

All’Elogio della Lentezza è stata dedicata una giornata mondiale che quest’anno ricorre il 9 maggio a dimostrazione del crescente bisogno dell’uomo di “life slow”.

In Italia il 16 giugno di ogni anno si festeggia il “Festival della lentezza” a Colorno (Parma).

Elogio della lentezza – Pillole bibliografiche

  • Milan Kundera, Lentezza, Edizioni Adelphi, 1995
  • Lamberto Maffei, Elogio della lentezza, Edizioni Il Mulino, 2014

 

Dott.ssa Patrizia Pezzella
Psicologa, psicoterapeuta, perfezionata in Sessuologia clinica

Puoi contattare direttamente la dott.ssa Patrizia Pezzella
www.terapiasedutaunica.it
www.vaginismoroma.it

Approfondimenti

Vivere con lentezza

 

 – Giornata mondiale della lentezza (Il fatto quotidiano)

Take Home Message
Siamo davvero programmati per la velocità? A guardare le notizie di cronaca (bimbi dimenticati in auto) diremmo di no. Ma allora come possiamo difenderci da un Super Io che culturalmente ci spinge a fare tanto e tutto molto di fretta? Gli impegni quotidiani, quelli al lavoro e quelli a casa… I preziosi consigli della psicologa, la dott.ssa Patrizia Pezzella, per evitare i black out della memoria.

Tempo di lettura: 4’

Ultimo aggiornamento: 2 maggio 2022

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2 Commenti

  1. sono un’amante delle liste……….
    ho imparato negli anni anche ad aggiujngere la voce “relax”
    un po’ al giorno, tutti i giorni
    va molto meglio! :))

    • Brava Daniela, la tua ci sembra una bella idea per tenere a bada questa spinta che ci porta a fare di più di quello che siamo in grado di fare.

      Grazie per il tuo commento!

      Buon lunedì e continua a seguirci.

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