Invecchiamento mentale, come difendersi?

invecchiamento mentaleInvecchiamento mentale, consigli e strategie per difendersi

Viviamo in un’epoca senza precedenti, nella quale l’essere umano può concretamente sperare di vivere più di 100 anni!  Grazie alla ricerca medica, al progresso economico, tecnologico e sociale, ogni anno la nostra vita si allunga da 3 a 4 mesi.

Con l’invecchiamento, anche il cervello, al pari di altri organi del nostro corpo, va incontro a cambiamenti legati alle principali funzioni cognitive come la memoria, la velocità di elaborazione delle informazioni, i livelli di attenzione. Per fortuna, esistono strategie per migliorare le prestazioni cognitive. Prevenendo e ritardando il decadimento cognitivo dovuto all’invecchiamento. Se è vero, infatti, che l’invecchiamento mentale ha delle ragioni genetiche, esso dipende anche variabili individuali relative alle condizioni e alle esperienze di vita.

Invecchiamento mentale, i consigli da seguire per difendersi

Per difenderci dall’invecchiamento mentale e mantenere il nostro cervello in salute è necessario costringerlo a lavorare. Ecco tre semplici consigli e tre strategie da mettere in pratica per tenere in allenamento  le tue funzioni mentali.

Prenditi cura di un animale

I benefici che l’accudimento di un animale domestico può portare alle persone anziane in termini di salute fisica e psicologica sono tantissimi. Ai motivi di ordine affettivo, molto importanti soprattutto per affrontare la solitudine, si aggiungono i benefici cognitivi che derivano dall’avere una serie di faccende da ricordare e svolgere. Dal dare da mangiare ad una certa ora, a ricordarsi gli appuntamenti col veterinario.

Avere un amico animale ti aiuta a mantenere le abilità di attenzione e le funzioni esecutive (pianificazione, programmazione ed esecuzione di un compito). Ti aiuta a tenere in allenamento la memoria verbale (costringendoti a ricordare i nomi dei cibi per il tuo amico), la memoria prospettica (ricordarti di fare qualcosa in futuro). Ti aiuta, infine, nella gestione delle emozioni, poiché interagire con un animale che ha schemi comportamentali ed affettivi diversi da quelli umani stimola a gestire diversamente la propria emotività.

Per contrastare l’invecchiamento mentale, dormi bene

Durante la veglia, il cervello è bombardato da continui stimoli di ogni tipo (visivi, uditivi, olfattivi, emozionali) e deve elaborare circa 11 milioni di informazioni al secondo! Il sonno serve al cervello per riposarsi e per riorganizzare le informazioni che ha acquisito di giorno. Eliminando le connessioni inutili che si sono create tra i neuroni e cancellando quindi le informazioni superflue. Dormire bene è dunque fondamentale!

Numerosi studi hanno dimostrato che il sonno e l’invecchiamento cerebrale sono strettamente correlati. Da un lato, dormire poco e male contribuisce al declino cognitivo ed al rischio di demenza. Dall’altro, con il passare degli anni, vi è una riduzione delle onde delta del sonno profondo che causa una maggiore vulnerabilità agli stimoli esterni e a una conseguente frammentazione del sonno.

I problemi che portano a una cattiva qualità del sonno, quali difficoltà ad addormentarsi, insonnia o frequenti risvegli notturni, possono essere il campanello d’allarme del futuro sviluppo dell’Alzheimer anche nelle persone in buona salute e che non presentano disturbi cognitivi.

Per dormire bene: fai attività fisica regolare, crea un ambiente tranquillo nella stanza da letto e assicurati che la temperatura della camera sia quella giusta. Anche un pisolino diurno può  esserti d’aiuto, perché da una spinta benefica alla memoria.

Presta attenzione anche al calo dell’udito

Tra udito e cervello vi è una correlazione molto stretta.  Se, da un lato, un calo dell’udito è associato a un aumento di oltre 3 volte della probabilità di sviluppare una forma di demenza, dall’altro in 3 pazienti con un deficit cognitivo su 4 si registra anche un disturbo dell’udito.

Tre strategie per tenere la mente attiva e contrastare l’invecchiamento mentale

Per mantenere la mente allenata occorre pensare come un manager. Ecco tre strategie ‘meta-cognitive’ che consentono di mantenere il cervello efficiente a tutte le età, senza grandi sforzi.

  1. Ripensa alla tua giornata

La sera, 50-10 minuti prima di addormentarsi, ripensa a ciò che hai fatto durante la giornata. I pensieri che si formulano prima di addormentarsi sono quelli che hanno maggiore probabilità di essere ricordati al mattino. In questo modo, il cervello accumula ricordi.

  1. Allenati alla flessibilità mentale

La flessibilità mentale è la capacità di spostare l’attenzione sui diversi elementi di un problema, non focalizzandosi solo su pochi aspetti, per trarre le conclusioni migliori. È uno dei punti di forza per avere un cervello efficiente: serve per prendere decisioni, per trovare nuove soluzioni e per adattarsi all’ambiente esterno. La flessibilità aiuta i grandi manager quando devono prendere decisioni cruciali per trovare nuovi approcci a problemi non affrontati in precedenza.

  1. Segui il motto “Non ci riesco ma ci provo”

Ogni volta che sollecitiamo il cervello a fare qualcosa di nuovo gli diamo l’opportunità di attivarsi e creare nuove connessioni sinaptiche tra i neuroni. Quando non si sa fare qualcosa è opportuno darsi da fare per capire come si fa, altrimenti si rischia di ripetere solo ciò che si sa fare e non apprendere nulla di nuovo. Il motto “non ci riesco ma ci provo!” e la curiosità costituiscono mantengono acceso il cervello, evitando che questi diventi troppo sedentario.

Cristina Caramma

Take Home Message
Invecchiamento mentale – Con l’invecchiamento, anche il cervello, al pari di altri organi del nostro corpo, va incontro a cambiamenti legati alle principali funzioni cognitive come la memoria, la velocità di elaborazione delle informazioni, i livelli di attenzione. Per tenere mantenere in salute il tuo cervello: prenditi cura di un animale, dormi bene e presta attenzione al calo dell’udito. Metti, inoltre in atto queste 3 strategie: ripensa alla tua giornata prima di addormentarti, allenati alla flessibilità mentale, segui il motto “Non ci riesco ma ci provo”.

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Ultimo aggiornamento: 3 ottobre 2018

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